9 Novembre 2022
16:11

La guida alle canzoni di Trenches Baby: Rondodasosa lotta ancora per essere accettato

“Trenches Baby” di Rondodasosa è l’esordio discografico urban più atteso dell’anno. Qui la guida e la recensione delle canzoni.
A cura di Vincenzo Nasto
Rondodasosa 2022, foto di Comunicato Stampa
Rondodasosa 2022, foto di Comunicato Stampa

Sono passati due anni dall'uscita di "Face to Face (Exposing Me) Remix" e il mondo di Rondodasosa, al secolo Mattia Barbieri, sembra esser cambiato infinite volte, con il nuovo album "Trenches Baby" a ridefinire il nuovo aspetto dell'artista di San Siro. Lo stesso tempo, che lo divide dalla sua prima versione ufficiale con "Giovane Rondo", a cui si lega il linguaggio, la rabbia semantica per un'adolescenza vissuta nelle popolari di San Siro, ma poco più. E forse, tutta questa evoluzione, è proprio ciò che ha cambiato maggiormente la visione del giovane cantante milanese: finalmente uscito dalle trenches, anche se l'immagine rimane legata come le stringhe alle sneakers, Rondodasosa ha vissuto più mondi laterali. Dall'arrivo a Londra, da Fumeez The Engineer al legame con Central Cee, dal viaggio in Giappone al ritorno nelle popolari, dalla Kayros Seven 7oo alla religione musulmana, un segno indelebile di come il multiculturalismo ha impresso il suo segno anche nella sua "voglia d'evasione".

E qui che nascono alcuni dei dualismi più interessanti sull'autodefinizione di Rondodasosa, anche e soprattutto attraverso il nuovo album "Trenches Baby". Il primo aspetto da inquadrare è il transfer mediatico vissuto apparentemente in maniera diversa dal cantante durante gli ultimi anni: il suo racconto principale in Italia è stato dettato dalle cronache giudiziarie, che hanno principalmente riguardato il quartiere San Siro con tutti gli artisti provenienti da lì, anche se le evoluzioni sono state variegate. Il Daspo, combinato a lui e Baby Gang, racconta altro rispetto alla narrazione europea vissuto da Rondodasosa. Da "Eurovision" con Central Cee, fino a "Body Remix" con Russ Millions (presente nella traccia "Killy Demon") e Tion Wayne, senza dimenticare l'endorsement di Drake e della sua OVO su Instagram: Rondodasosa fa bene a sottolineare come all'estero la sua figura abbia avuto una comprensione maggiore, anche e soprattutto perché la sua musica spinge, è energia ed aggregazione, e rispetta quei canoni sonori in tendenza in particolare in Uk. Nel primo weekend, "Trenches Baby" ha debuttato al sesto posto nella classifica Spotify delle nuove uscite, con "Her Loss" di Drake e 21Savage, ma soprattutto "Smithereens" di Joji a contendersi i primi due posti.

Si arriva quindi a dover gestire in questo momento, una delle uscite più attese dell'industria discografica, per un particolare pubblico, che sin dall'inizio ha atteso che Rondodasosa crollasse. Un'impresa titanica per un rapper che ha dimostrato di saper curare la propria visione, non sempre quella musicale. Potrebbe esser questo uno dei motivi per cui "Trenches Baby" appare come un tentativo, con episodi alterni, di convincere l'industria discografica italiana e il suo pubblico più lontano dai suoi messaggi, della bontà di ciò che sta mostrando? Prove in questa direzione potrebbero esser "Sin Cara", un pezzo boom bap che sorprende per la capacità ritmica del flow di Rondodasosa, tornato da una battaglia in freestyle senza ritornello come se fossimo al Muretto di Milano (ambiente che l'artista stesso non avrà minimamente incrociato nella sua formazione culturale, com'è giusto che sia). Cambiano i suoni, cambia il ritmo della produzione di Miles, e con "Playa" sembra di esser ritornati al 20 luglio, in una veste latina che Rondo abbraccia, ma non padroneggia. Ma nel 2022, può mancare un episodio dance in un progetto di queste dimensioni? Facciamo fatica a crederlo.

La guida alle canzoni di Trenches Baby di Rondodasosa

Prima di cominciare il classico listone dei 17 brani per quasi 53 minuti di musica, è giusto anche riprendere la disavventura, l'ennesima, di Rondodasosa nella pubblicazione del progetto. Anticipato dai singoli "Sturdy" e "Autostop", l'album pubblicato il 4 novembre, sarebbe dovuto uscire la notte di Halloween, il 31 ottobre, nell'evento "Trenchesland". Il concerto che lega la propria immagine a eventi come la presentazione di Travis Scott per "Astroworld", avrebbe voluto riunire il pubblico più aficionados di Rondo, per il suo primo concerto italiano, la sua prima arena. Lo stesso rapper, in una comunicazione che vive lo scontro con lo stato/legge italiano, aveva scritto su Instagram: "TRENCHESLAND, il mio primo concerto con tanto di Arena e produzione, avevo in mente di fare ciò che non era mai stato fatto in Italia a livello di show e avrei spoilerato tutto il disco in vista di quell'occasione. 1 mese e mezzo di lavoro da parte mia e soprattutto del mio team con tanto di intere notti senza dormire per far sì che questo evento andasse a termine, addirittura avrei dato tutto il mio incasso in beneficenza al costo di non mettermi un euro in tasca pur che questa cosa non saltasse. Ancora una volta non mi hanno fatto vincere, ma io non mi arrendo. Ho bisogno del supporto tutti i miei fan dobbiamo vincere insieme".

I feat e le produzioni di Trenches Baby di Rondodasosa

Vincere assieme: sembra esser questo il segreto nella comunicazione social di Rondodasosa, che tira dentro il suo disco alcuni dei suoi amici e dei personaggi della musica che lo hanno supportato dal giorno uno: stiamo parlando di Vale Pain, di Lazza e Capo Plaza con cui ha firmato rispettivamente "Slime" e "Slatt", ma anche di Ghali, il cantante che per primo ha fatto entrare Mattia Barbieri negli uffici Warner. A questi si aggiungono Rose Villain, thasup (dopo l'esordio con "Ciao" in "c@r@++ere s?ec!@le") e la quota internazionale con Russ Millions e il francese Gazo. Non si può però prescindere anche dall'aspetto produzioni del disco, che vede su tutti la presenza di Nko, figura ancora troppo sottovaluta nell'evoluzione del suono urban in Italia, e Miles: quest'ultimo è ormai in cima al ranking producer in Italia, entrando nei dischi più venduti degli ultimi anni con la propria firma artistica.

E allora partiamo dalla titletrack del progetto: "Trenches Baby". Un intro che potrebbe ingannare, anche perché rispetta tutti i codici linguistici con cui Rondodasosa ha raccontato, fino a ora, il suo mondo. Lo slang Uk, ormai la firma della versatilità musicale del cantante, è il protagonista del brano, forse anche lo spot internazionale del progetto insieme a "Killy Demon" con Russ Millions e Gazo". La narrativa del vincente contro ogni aspettativa, dell'eroe che attraversa la giungla di "Zamagna 4", uscendone "pulito", rispecchia pienamente la fase autoriale di Rondo, e la strofa che descrive appieno il momento è: "Vengo dalle trenches, non voglion vederci vincere. Hero of my hood, solo di questo posso vivere. Grossi soldi, grossi contratti solo per scrivere, ti assicuro che questa merda qua non è facile". Il riferimento a YN Melly e alla sua "Murder on my mind" è solo il riflesso della passione di Rondo per quell'universo musicale, anche uno dei primi mondi che ha osservato e da cui ha preso spunto nei suoi esordi musicali.

"Fashion Nova" è la prima operazione di product placement, calcando il trend della marca di abbigliamento intimo, così comune ormai negli Stati Uniti, ma apparentemente il soggetto principale nel dress-code descritto nell'immaginario dei nuovi protagonisti dell'urban italiano. L'immagine di una donna coperta dall'intimo di marca contrasta con le immagini della soda, da "traphouse" raccontate in Zamagna. A livello sonoro, la produzione di Picasso è tra le meno originali del progetto, e forse questo episodio ricalca meno l'evoluzione musicale vissuta all'interno delle 17 tracce. Basta skippare per ritrovarsi in un immaginario musicale che esalta Rondo, costruitogli ad hoc da Miles: sembra di passeggiare sui tappeti di Travis Scott e Don Toliver, ma siamo a Milano e "Outside" è uno degli episodi più carichi del progetto. Anche se liricamente il brano non propone immagini di un'originalità sconvolgente, il racconto della notte e il dualismo della visibilità seguono, non molto distante, l'energia melodica del brano. "Outside" è un cioccolatino di Miles e Rondo ha saputo sfruttarlo.

Da "Slime" a "Blue Cheese": Lazza e Rondo sul beat avevano sorpreso in "J" per l'attitudine. Chi invece non era rimasto sorpreso dalla possibile crescita di Rondo era stato proprio Lazza, che aveva dichiarato in un'intervista a M2O con Michele Wad Caporosso: "Io sono stato il primo a lavorarci, ci ho creduto e ci crederò sempre. Sono stato il primo a chiamarlo in un disco (l'Ep ‘J')". E "Blue Cheese" rappresenta già il primo racconto su come siano cambiate le cose negli ultimi anni per i due rapper. Lazza è ormai al vertice della musica nazionale, anche grazie al successo e ai record di "Sirio", mentre Rondodasosa è ormai la next big thing dell'urban italiano. Dalle reference a "Lupin" e ai Fugees con "Ready or not" di Lazza, un'espressione più chiara di ciò che è avvenuto per Rondo la si trova nella sua strofa: "Prima di cantare la vita era una merda, non è cambiato nulla, vivo ancora di merda. Non mi importa dei soldi, sono una conseguenza, ma da quando ho iniziato la gente sembra diversa".

E qui invece arriviamo al rovescio della medaglia con "Tonight" con Vale Pain: i due cantanti di San Siro hanno vissuto contemporaneamente l'esplosione dei propri numeri, anche grazie a "Face To Face Remix", e "Tonight" diventa l'omaggio per raccontare questo percorso evolutivo. La tavola sembra apparecchiata da Nko che sforna una produzione che sembra uscita dal "Seven 7oo Mixtape". Il risultato, l'energia che infonde il brano, potrebbe ingannare: "Tonight" è la prova che Rondodasosa ha, da tempo, lasciato indietro il suo passato musicale. Vale Pain non è più al passo di Rondo, e forse quest'ostinazione dell'autore di "Trenches Baby" di lasciare tracce del suo passato nella sua evoluzione, è apparsa come un boomerang questa volta. "Tonight" avrebbe potuto essere una delle tracce più potenti del disco, e invece si lascia mostrare come una polaroid nostalgica del passato, un istante da fotografare per ricordare i bei momenti.

Infatti basta lasciar terminare il brano per proiettarsi su "Tokio", uno dei banger del disco, disegnati su misura da Nko. Le sonorità orientali nell'intro del brano proiettano Rondo nella sua comfort zone, con una produzione drill che sembra raggiungere l'equilibrio perfetto anche con la scelta melodica per la voce del cantante. Nel brano bisogna sottolineare anche uno degli aspetti del racconto di Rondo, come la lotta al razzismo, fotografata nella strofa: "My n**** fotte una tipa nel backstage, suo padre è razzista, shotgun. SSG, stavo a West Londra". Episodio meme del disco non può che essere la reference a Bello Figo e al suo video in cui recita: "Se hai i piedi brutti, blocca".

Da "Tokio" a "Sin Cara", la traccia più sorprendente del disco. Avreste immaginato Rondo su una produzione boom-bap? Personalmente no, ma la qualità delle rime e il racconto in questo brano lasciano intravedere anche un altro aspetto di Rondo, assente fino a questo momento. La traccia prodotta da Miles, Low Kidd e Nko è anche l'occasione per mettere in chiaro determinate questioni: dall'incontro con Beppe Sala alla questione meme, tra i soggetti preferiti nei forum rap come CMC. Nell'intervista rilasciata a Noisey, Rondo ha anche raccontato il suo rapporto con l'hating: "Mi fa un sacco piacere che mi fanno i meme e che mi odiano, per me va benissimo alla fine perché l'hating serve tantissimo. Se tu noti, cantanti che sono solo amati e non hanno l'hating magari fanno meno di quelli che sono amati ma hanno anche l'hating". Passando a "Sturdy", l'episodio social del disco, anche singolo apripista dell'album, sono tre gli elementi da sottolineare: il balletto sturdy, una delle componenti dell'hip hop, che si rifà al concetto di break dance. Senza dimenticare il contratto firmato con l'etichetta discografica: il recording budget è diventato un elemento della narrazione fondamentale nella nuova scena rap, e lo dimostrano l'album "Salvatore" di Paky, ma anche "Sirio" di Lazza.

Il beef con Paky tra Sturdy e Bandito

Proprio rispetto a Paky e al loro beef social, Rondo in "Sturdy" chiude la questione con: "Meglio ballerino che chiattone". La rima arriva dopo la barra di Paky in "Blauer" quando canta: "Sai che muoio chiatto come Homer" e il dissing in "Bandito" nell'ultimo disco di Don Joe "Milano Soprano", quando aveva cantato: "Non sei un rapper, fra', sei un ballerino". Uno degli esperimenti più interessanti invece, a pochi mesi da "C!ao" in "c@r@++ere s?ec!@le" è "Drillmoon" con thasup. I due mondi si incontrano, anche attraverso l'estrosità melodica della voce dei due cantanti, e non manca il riferimento alla "moon" nel titolo, elemento imprescindibile nella narrazione di thasup, aka youngest moonstar su Instagram. Tra alienazione rispetto ad amici e partner, i due giovani autori raccontano i disagi di una fama rappresentata come una gabbia dorata, sottolineando che la possibilità, ad oggi, di approfittare dei propri guadagni, non risulti facile.

Da "Slatt" a "No Luv", sempre con Capo Plaza: l'ennesimo banger dei due rapper, che adesso rappresentano le varie sfumature della drill milanese, è l'occasione anche per parlare di obiettivi e pubblico. Un concetto che è possibile estrapolare da "Trenches Baby", come in "Plaza", ma anche "Famoso" e l'Ep "Italiano" di Sfera Ebbasta, è la voglia dei rapper della nuova scuola di confrontarsi con un pubblico europeo, di lasciare i confini italici per volare, anche oltreoceano. È la mossa che ha reso Sfera Ebbasta un'icona dell'urban italiano, ma soprattutto dell'industria discografica, confrontandosi con alcuni dei player più famosi in tutto il mondo. Sembra la stessa strada che proietta Rondo nella stessa walk of fame, attraversata dall'artista di Cinisello alcuni anni fa, soprattutto con l'uscita di "Rockstar". I due, per adesso, non si amano troppo: ma è impossibile negare che si siano riconosciuti dagli stessi occhi, dalla stessa fame di vittoria.

Ennesimo episodio social-love con "Yamaha": il brano potrebbe andare in tendenza su TikTok, ma risulta per scelta melodica e profondità testuale, molti passi indietro per l'artista di San Siro. Difficile comprendere cosa ha spinto Rondodasosa nel lasciarsi andare a un episodio così frivolo, fotografato nella strofa: "Ti chiudo il casco e ti chiamo Amore, il mio cuore ha le pastiglie rotte. Conta i chilomеtri se sono lontano da te e quante voltе ho sognato solo di correre". Su e giù per le montagne russe di Trenchland, arriviamo alla quota internazionale con il britannico Russ Millions e il francese Gazo nel brano "Killy Demon". Forse una delle strofe più riconoscibili per Rondo, che canta: "Ehi, mama, guarda tuo figlio, ora è overseas, sono un bianco, ma tranquilla che ho rispetto di tutti i killer e G. Adesso mi odiano, ma tra un paio di anni capiranno tutti il valore, giovane Rondo spacca lo stesso anche se gli chiudono le porte". C'è il fuoco che anima Rondo e la sua musica, e vederlo uscire dalla sua comfort zone narrativa, lascia intravedere una sua possibile evoluzione musicale.

L'esperimento "Cell" con Ghali e Rose Villain sembra ricalcare il paradosso dell'accettazione in Italia, dove la formula "ritornellara" di Rose Villain ha accumulato diverse placche distribuite dalla Fimi. E invece, questa volta, Rondo invita Rose Villain a poter dimostrare di essere una delle interpreti più interessanti dell'urban italiano. La sua strofa in "Cell" è uno degli highlight del disco, mentre Ghali lascia ormai pepite, anche nelle reference: il livello delle barre e dell'attualità del suo racconto, lo proiettano, come spesso accade, in uno degli artisti più "real" del mercato italiano. L'unica macchia, la stonatura con il racconto precedente di Rondo e Rose Villain, che appare troppo legato alla solita narrazione del tira e molla emotivo.

Siamo arrivati alle battute finali del disco con "Scusa", "Autostop" e "Playa": per adesso lasciamo da parte il secondo episodio di "Dolore". I tre brani, che anticipano uno degli episodi più introspettivi del disco d'esordio di Rondodasosa, non sembrano altro che filler: dalla derivazione social di "Scusa", al singolo apripista "Autostop" fino a "Playa", i tre singoli sono gli oggetti non identificati del disco. Da sottolineare però la cura melodica dei tre ritornelli, forse il fattore più interessante nella lettura dei brani, che rispecchiano i canoni linguistici e sonori in tendenza su TikTok. Solo "Playa" sembra essere uscito con qualche mese di ritardo e forse le sonorità latin non sono ancora pronte ad accogliere le attuali top line scelte dall'artista di San Siro.

Rondo e Gaia Bianchi 2021, foto di Instagram Account @rondodasosa
Rondo e Gaia Bianchi 2021, foto di Instagram Account @rondodasosa

Arriviamo al capitolo finale: come per "Giovane Rondo", anche questa volta "Dolore" chiude il progetto di Rondo. La musica e la couple trap con Gaia Bianchi sono stati due elementi fondamentali, non solo nella narrazione di Rondodasosa, ma anche nella percezione della sua musica nel pubblico più giovane. Le frecciatine social con la creator, tra post cancellati e tira e molla emotivi, hanno acceso fari e riflettori su di loro, e tra i due, Bianchi sembra esser stata quella più brava a sfruttare il momento. È innegabile però, che nell'immaginario di "Dolore pt.2" il riferimento alla loro storia d'amore fosse percepito, come quando canta: "Sai, non pretendo troppo, voglio solo il mio rispetto. A te chi lo diceva che non dormivo nel letto? Siamo sopra un'AMG, con le sfumature degli interni che si intonano col colore dei tuoi capelli. Siamo solo io e te come una couple trap verso un'altra double cap".

La malinconia e la nostalgia della seconda strofa contrastano nettamente con la consapevolezza espressa nella prima, quando racconta il suo approccio musicale: "Io sono un baby GOAT, dico verità se parlo, puoi togliere il blocco, ma non il blocco stesso in cui sei nato, il tuo primo errore sarà rinnegarlo. Io non penso mica a scrivere il disco dell'anno, è che mi diverto a non fare mai un passo falso". "Dolore pt.2" chiude il primo disco ufficiale di Rondodasosa, la prima tappa di un percorso che solo due anni fa sembrava irrealizzabile. Quando si racconta un personaggio come Rondo non bisogna dimenticare la caparbia con cui ha insistito nella sua musica, nel suo racconto, nel legittimare un codice linguistico ormai, alcune volte impropriamente, utilizzato dalla new generation del rap italiano. Nel 2016 e nel 2017 si rifletteva su come Sfera Ebbasta avesse sdoganato, attraverso la sua musica, una sua nuova lettura, anche internazionale. È impossibile, in questo momento, non riflettere su come Rondodasosa abbia influenzato con la stessa potenza il mondo urban italiano. Le decisioni di Rondodasosa, da oggi in poi, valideranno questa proiezione, ma la foga e la lucidità di alcune sue scelte in "Trenches Baby" lasciano ben sperare.

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