Ultimo allo Stadio Olimpico (ph Francesco Prandoni)
in foto: Ultimo allo Stadio Olimpico (ph Francesco Prandoni)

Nel giorno in cui la FIMI certifica Ultimo come vero e proprio fenomeno musicale di questi ultimi due anni, con tre album nella Top 10 dei più venduti dall'inizio del 2019 (compreso il primo posto di "Colpa delle favole"), Ultimo chiude il suo tour sold out con un evento speciale che si è tenuto allo Stadio Olimpico di Roma davanti a 60 mila spettatori. Non sono bastati i 19 palazzetti andato sold out completamente pochi mesi fa, i fan del cantautore romano, infatti, si sono riuniti nel tempio del calcio Capitolino per cantare vivere assieme una sorta di rito collettivo che ha visto il cantante come protagonista assoluto. Non a caso la serata si chiama "La favola" che è quella che Ultimo, al secolo Niccolò Morriconi, ha costruito in tre anni, dal suo esordio "Pianeti" che gli ha permesso di mettere le basi nel 2017, proseguito con "Peter Pan", album che conteneva "Il ballo delle incertezze" canzone con cui vinse tra i Giovani del Festival di Sanremo del 2018 premendo sull'accelleratore della sua popolarità e infine suggellata prima dal secondo posto al Festival in cui era partito come favorito – grazie al singolo "I tuoi particolari", ma soprattutto con i live e con l'uscita di "Colpa delle Favole" che ha passato cinque settimane in testa alla classifica FIMI degli album e finito al primo posto, appunto, nella classifica della prima metà del 2019.

Il fenomeno Ultimo

La storia di Ultimo è senza dubbio una di quelle da raccontare, quella di un ragazzo che in pochissimo tempo è passato da poche decine di spettatori ai 60 mila di uno Stadio speciale, quello della sua città, di Ultimo da San Basilio: "L’8 luglio 2017 feci un concerto all’ex Mattatoio di Testaccio davanti a 10 persone, oggi ci sono più di 60.000 persone all’Olimpico. Non lo so nemmeno io com’è successo. Io ho fatto uscire i miei pezzi ed è successo quello che è successo. Non avrei mai pensato di arrivare qui dopo tre album" ha raccontato ai giornalisti che lo hanno seguito prima del concerto. I live sono sempre stati uno dei suoi punti di forza ma la popolarità l'ha conquistata con il suo modo di fare, sicuramente timido, di una timidezza che talvolta sembra strafottenza, però, ma soprattutto le sue canzoni, e il suo modo di raccontare, che non cerca la complessità, ma va dritto al punto della questione e colpisce direttamente il suo pubblico.

Poesia per Roma, la dedica inedita alla sua città

L'importanza di Roma nella sua vita e nella sua musica, oltre al suo accento è anche nell'inedito che ha proposto all'Olimpico, "Poesia per Roma". Una dedica che cita anche Venditti, ovviamente,una sorta di pezzo cantato che gioca con i topos del racconto della città ("A volte penso ar Tevere e poi canto, anche se Roma non è solo centro" o anche "Che roma è Colosseo ma nun è solo quello, Roma è sta panchina rotta che da sogni a quer pischello": "Ho scritto questa canzone-poesia su Roma a Capodanno mentre ero in vacanza su una spiaggia esotica. Ero su un lettino al mare e quando ho finito di scrivere ho visto che davanti a me sulla spiaggia c’era una bandierina giallo-rossa. Un segno del destino" ha spiegato.

Fabrizio Moro e Antonello Venditti sul palco con lui

Storia d'amore, di perdita e spesso di autoaffermazione – e in questo c'è molta attitudine rap -, di un ragazzo che ce l'ha fatta, appunto, alla faccia di chi non ci credeva. E chi non ci credeva ora deve fare almeno qualche passo indietro davanti a questa marea di genet che in pochi mesi ha accompagnato le sue canzoni: e ieri c'erano tutti i suoi maggiori successi, dai successi sanremesi a pezzi come "Aperitivo grezzo", "Piccola stella", "Come quando fuori piove", il poker "Ipocondria", "Fateme cantà", "Rondini al guinzaglio" e "Pianeti" con il finale affidato a "La stazione dei ricordi" e "Sogni. Con lui, poi, sul palco sono saliti anche due ospiti d'eccezione, due padrini, anzi un fratello, come Fabrizio Moro a cui qualche anno fa apriva i concerti, e Antonello Venditti.

Il tour negli Stadi del 2020

Adesso, però, è il momento di riposarsi un po', senza album e senza Festival di Sanremo, ma soprattutto i suoi amici, poi, ovviamente, l'idea di girare in tour: "Il mio obiettivo è un tour l’anno. Ma mica tutti gli anni negli stadi. Mi piacerebbe anche fare un tour nei teatri, per esempio. Sto bruciando le tappe, mentirei se non lo dicessi. Ma questo non è necessariamente sbagliato. Se nessuno facesse mai il passo più lungo della gamba non verrebbe mai fuori qualcosa di sorprendente" spiega. Il prossimo anno, intanto, Ultimo ha già annunciato un tour negli stadi, appunto, di cui, per adesso si aspettano anche le date.