In questi ultimi anni il mondo della musica è stato completamente sconvolto dall'avvento dello streaming, un cambiamento culturale enorme che ha aiutato anche la ripresa dell'economia che gira attorno all'industria discografica, come dicono i numeri e anche addetti ai lavori: negli ultimi anni, infatti, il settore è quello maggiormente in crescita, al punto da sopperire alla caduta dell'acquisto del fisico e del download e questo cambiamento ha avuto un enorme influenza anche sul cambiamento della fruizione, della distribuzione e di conseguenza anche della creazione, con un riposizionamento dell'idea di singoli e album. Cambiamenti che in parte ha anche favorito il ritorno di convenzioni che erano andate scomparendo, come l'idea dell'instore, da qualche anno tornato prepotentemente in auge, talvolta con sessioni anche stressanti per gli artisti che in un giorno devono gestire appuntamenti distanti anche a diverse ore tra loro (si porta, in questi ultimi mesi, ad esempio, il doppio instore Roma-Napoli a poche ore l'uno dall'altro).

L'importanza dei tour

Per anni abbiamo sentito dire – anche in maniera provocatoria – che l'album nuovo altro non era che un mezzo per poter andare in tour, perché era con i live che gli artisti potevano realmente vivere di musica (e le edizioni, ovviamente, ma questo è un altro paio di maniche che riguarda meno il rapporto fisico tra artista e pubblico) e i tour, negli anni, non avevano vissuto particolari cambiamenti, stretti all'interno del canonico club-palazzetto-stadio, a seconda del grado di popolarità o rischio che ci si voleva prendere. Ovviamente questo non vuol dire che non abbiamo assistito, in passato, ad appuntamenti particolari, ci sono festival bellissimi che si tengono nel pieno della natura o artisti che hanno scelto alcuni appuntamenti in luoghi storici (teatri antichi, per esempio) per esibirsi, eppure pare che quest'anno ci sia stato un incremento e anche una sorta di regolarizzazione del "tour ad hoc".

Il Jova Beach Party: concerti in spiaggia

Da anni c'è chi, come Vinicio Capossela, organizza appuntamenti speciali per le diverse location in cui si esibirà: scalette particolari, scenografie naturali e ospiti che cambiano di volta in volta, ma quest'anno a fare le cose in grande ci hanno pensato tre artisti che non hanno paura di tentare strade nuove, anche a costo di critiche inevitabili. Il Jova Beach Party è uno degli esempi più clamorosi: Jova, infatti, è stato il primo a pensare a un vero e proprio tour in un luogo che è simbolo di musica e divertimento ma che era difficile riuscire a gestire per un tour di queste proporzioni, con una produzione imponente come quella che avrà il tour del cantante che del rispetto della natura ha sempre fatto una stella polare e che, però, ha dovuto scontrarsi con cittadini singoli e gruppi ambientalisti che ne hanno criticato l'impatto. Lui prosegue per la sua strada, con al suo fianco il WWF e al di fuori della polemica sarà interessante vedere come il Jova Beach Party (che è pensato come un vero e proprio minifestival quotidiano) si svilupperà e potrà aprire una strada reale al settore.

Le novità di Mengoni e Salmo

Nei giorni scorsi, poi, sono arrivati altri due annunci di concerti speciali: da una parte c'è Marco Mengoni che sulla scia dell'unione tra musica e natura, che ha spinto anche Jova a tentare la sua carta, ha annunciato cinque concerti speciali che sono uno spin off del suo Atlantico Tour, in cinque location che immerse ognuna a modo proprio nella natura, dalle montagne al mare, tra natura e arte, per cinque eventi diversi tra loro, con una produzione minimale, a basso impatto sull'ambiente e anche con spettacoli diversi tra loro. Dall'altra parte c'è Salmo che con lo One Sea Republic ha deciso di tentare una strada ancora diversa, una novità per il nostro Paese, comunque, dal momento che si terrà su un traghetto (Genova-Olbia-Genova) e vedrà esibirsi lui e altri artisti, tra live, dj set etc, per 36 ore di musica continua. Un evento speciale che in qualche modo rimescola le carte.

De Gregori e Morandi: più serate nello stesso luogo

È evidente che cose del genere, a questi livelli, non possono permetterseli tutti, così come è ovvio, come detto, che non è la prima volta che succedono, eppure pare sempre più che si sia alla ricerca di un nuovo modo di muoversi. A un livello diverso, poi, è l'idea dei cantanti come Francesco De Gregori e Gianni Morandi di muoversi in un altro modo, ovvero facendo di un luogo specifico e della sua intimità il fulcro speciale, decidendo, quindi, di fermarsi per qualche settimana nello stesso posto, piccolo rispetto ai soliti teatri o ai palazzetti, per accogliere i fan per eventi più intimi: quello di De Gregori al Teatro della Garbatella è stato un successo nonché una goduria per vista e occhi, ma anche quello annunciato da Gianni Morandi che ha deciso di tenere 16 serate (12 in programma fino a dicembre 2019, più altre 4 nel 2020) al Teatro Duse di Bologna sarà interessante. Come si cambia, insomma, se non per non morire, almeno per cercare di costruirsi un altro futuro.