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Il tracollo mentale ed economico di Kanye West: tutti gli errori del rapper americano

Come nel 2016, Kanye West ha bisogno di aiuto: le sue ultime settimane hanno inficiato sul suo patrimonio e sulla collaborazione con le aziende di moda.
A cura di Vincenzo Nasto
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Kanye West 2022, foto di Jacopo M. Raule per Getty Images
Kanye West 2022, foto di Jacopo M. Raule per Getty Images

Siamo qui di nuovo a parlare di Kanye West, delle sue condizioni di salute mentale e di come la sfera pubblica stia inficiando ormai il futuro lavorativo dell'artista di Chicago. Nelle ultime ore, in seguito al tracollo mediatico post-intervista al podcast Drink Champs, oltre tre ore di conversazione con i conduttori Noreaga e DJ EFN in cui Ye ha spuntato temi sull'agenda come l'antisemitismo e gli attacchi al movimento Black Lives Matter, in particolar modo contro George Floyd, il rapper è stato allontanato dalle aziende con cui collaborava. Un tracollo economico che Forbes ha valutato in oltre 1,5 miliardi di dollari, dato dal termine della collaborazione con Adidas, Balenciaga, ma anche per la sua società di rappresentanza sportiva Donda Agency, oltre alla MRC e la Creative Artists Agency. Nel frattempo anche le sorelle Kim e Kloé Kardashian, con cui condivide una percentuale di azioni dell'azienda Skims, si sono pronunciate pubblicamente a sostegno della comunità ebraica senza nominare Kanye West.

La salute mentale di Kanye West

Come nel 2016, quando durante il tour per il disco "The life of Pablo", furono rese pubbliche le sue posizioni riguardo alla figura di Trump, rispetto alla "scelta" della schiavitù nera, ma soprattutto i suoi attacchi a Jay Z per il suo coinvolgimento nell'industria discografica, anche questa volta Kanye West non è più presente. La sua salute mentale, argomento che venne affrontato per la prima volta nel 2016, dopo il ricovero e la diagnosi di disturbo bipolare, è ancora oggetto di analisi, soprattutto dopo le gravi conseguenze che le parole stanno avendo nel suo percorso artistico. Momenti shock, come nel 2020 quando aveva presentato la sua candidatura alla presidenza degli Stati Uniti e nel primo incontro della campagna elettorale, aveva sfiorato il collasso emotivo, rotto dal pianto, mentre raccontava con dolore il suo passato di abusi e la figura della madre, l'unica persona a proteggere West dai suoi demoni.

L'intervista antisemita a Drink Champs

È successo di nuovo invece: già dopo l'addio a Kim Kardashian, la comparsa di Pete Davidson e l'attacco diretto all'industria discografica e della moda, Kanye West non sembrava più in sé, vittima del personaggio costruito e che adesso lo ha imprigionato in un'onda negativa. Il punto di collisione è stata poi la sua ospitata al podcast Drink Champs, oltre tre ore di conversazione con i conduttori Noreaga e DJ EFN, in seguito a un'attività social anomala, in cui gli screen ai messaggi con le personalità del mondo della moda, ormai erano diventate quotidiane. Tre ore apocalittiche per West, che ha sfogato tutto il suo malessere in considerazioni polarizzanti, forse frutto di una instabilità mentale, che più volte ha posto West ai limiti della società. Il racconto tra persona e personaggio è completamente scaduto nelle ore successive, in cui oltre all'antisemitismo e gli attacchi al movimento Black Lives Matter, si è sommata la sua distanza dalla realtà con le magliette White Lives Matter.

Kanye West con la maglia "White Lives Matter" 2022, Parigi
Kanye West con la maglia "White Lives Matter" 2022, Parigi

Le aziende che hanno abbandonato Ye

Un'operazione commerciale suicida, che West ha pagato a caro prezzo. Nelle ultime ore sempre più aziende stanno terminando il proprio contratto di collaborazione con l'artista: è arrivato ieri l'addio da 1,5 miliardi di dollari di Adidas, mentre nelle ore precedenti era stata Balenciaga ad abbandonare la figura emblematica di Ye. Il tutto mentre pochi giorni prima, al podcast Drink Champs, Kanye West affermava: "Adidas è letteralmente antisemita e non possono abbandonarmi. Io posso fare cose antisemite e Adidas non ha la possibilità di lasciarmi andare". Non è stato così, infatti Adidas ha chiarito in una nota: "Adidas non tollera l'antisemitismo e qualsiasi altro tipo di incitamento all'odio. I commenti e le azioni recenti di Ye sono stati inaccettabili, pieni di odio e pericolosi e violano i valori aziendali di diversità e inclusione, rispetto reciproco ed equità". Solo pochi giorni prima era arrivata la decisione anche di Balenciaga, Gap, la MRC e la Creative Artists Agency, ma anche le restrizioni social da parte di Instagram e Twitter. Particolarmente dolorosa anche la fine del contratto con la Def Jam, con cui Ye aveva pubblicato dieci album, l'ultimo "Donda" nel 2021.

Adidas termina il suo rapporto con Kanye West 2022, screenshoot adidas.com
Adidas termina il suo rapporto con Kanye West 2022, screenshoot adidas.com

Anche i suoi collaboratori gli hanno girato le spalle

L'addio di queste realtà riduce e non poco l'assetto finanziario del cantante: solo l'accordo con Adidas avrebbe fruttato oltre 1,5 miliardi di dollari, rendendo così West un miliardario. Secondo Forbes, non è più così, con l'impero finanziario di West che scende sotto i 500 milioni, e con il suo asset ormai legato a immobili, contanti, il suo catalogo musicale e una partecipazione del 5% nell'azienda di shapewear dell'ex moglie Kim Kardashian, Skims. Nel frattempo, anche i collaboratori di lunga data di West, il producer Mike Dean e il suo ingegnere del suono Andrew Dawson, hanno preferito mostrare la propria opinione, in un post su Instagram. I due hanno rivelato che avrebbero donato i diritti d'autore a due associazioni: la Lega anti-diffamazione (ADL) e alla National Association for the Advancement of Colored People (NAACP), nonché alle organizzazioni ebraiche e per i diritti civili . Gli ultimi in ordini di tempo ad abbandonare Ye, direttamente dalla sua Donda Agency, sono state le due star della NFL e della NBA: da una parte Aaron Donald dei Los Angeles Rams, dall'altra Jaylen Brown dei Boston Celtics.

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