Sarà una sfida importante quella che aspetta Amadeus, annunciato ieri come prossimo presentatore e direttore artistico del Festival di Sanremo. Il suo nome, che girava già da un po', anche prima dell'inizio dell'ultimo Festival targato Claudio Baglioni, è stato confermato ufficialmente con una nota della Rai che parla di "un Festival all’insegna della coralità e della celebrazione, un Festival con sorprese, un Festival nel segno della storia della Rai che vedrà impegnata l’intera l’Azienda". E il profilo di Amadeus era perfetto, così come è stato perfetto l'assist di un Fiorello super aziendalista che aveva dato per certo il nome già qualche giorno fa, scherzando con Jovanotti nel backstage del Jova Beach Party: "Saluta Amadeus, il nuovo presentatore di Sanremo! Invitaci mi raccomando! Tu andresti in gara con me a Sanremo? Un duetto io e te" aveva detto il conduttore che cercherà di rivoluzionare Raiplay.

Ultimo e Mahmood le sfide vinte da Baglioni

"Ho avuto la notizia che uno aspetta da una vita quando fa il presentatore. Il sogno, sin da quando si è ragazzi, è quello di poter condurre da grande il Festival di Sanremo e oggi è arrivata questa notizia" ha detto, a caldo, Amadeus che ha dovuto lottare un po' per riuscire ad averla vinta e che alla fine si porta a casa il bottino pieno. Ora non resta che capire cosa succederà alla gara, per quella che è un'eredità non semplice dopo il doppio regno di Carlo Conti e di un Baglioni che, entrato in punta di piedi, ha sparigliato le carte con un'edizione 2019 che a livello musicale è senza dubbio un punto di svolta. Il cantante, infatti, può appuntarsi sul petto una doppia medaglia: da una parte l'esplosione di Ultimo, probabilmente il più grande fenomeno italiano di questi ultimi anni, in grado di riempire palazzetti e stadi e attualmente in classifica con tutti e tre gli album (l'ultimo, "Colpa delle favole" è anche il più venduto della prima metà del 2019) e, ovviamente, Mahmood, scommessa vincente che con la sua "Soldi" ha riportato, come mai, un pezzo italiano – ma senza il suono italiano da esportazione – anche oltre i confini, attestandosi come il più internazionale dei nostri artisti pop.

Cosa sarà di Sanremo Giovani

Mahmood che, tra l'altro, arrivava dalla rivoluzione Sanremo Giovani, scorporato dalla gara dei Big e diventato un appuntamento in vari appuntamenti dicembrini che hanno portato, appunto, due nuove proposte direttamente sul palco dell'Ariston: "Sarà questo SANREMO 70, un ambizioso evento multipiattaforma ideato e costruito dalla Rai che culminerà con le 5 serate al Teatro Ariston e che partirà da un’edizione di Sanremo Giovani che avrà  un’apertura ancora maggiore alle nuove tendenze grazie anche alle sollecitazioni emerse dalla filiera musicale nel Tavolo di lavoro tenutosi martedì scorso in Rai, e proseguirà con una serie di altri appuntamenti durante il 2020" si legge ancora nella nota Rai che, quindi, sottolinea una maggiore valorizzazione dei Giovani.

Aziendalista con la musica nel cuore

Cosa succederà in quella che sarà un'edizione speciale, quella dei 70 anni? Per ora non è dato saperlo con precisione, sicuramente Amadeus, volto storico della Rai, gode di un'enorme popolarità tra il pubblico, dell'appoggio incondizionato della Direttrice di Rai Uno Teresa De Santis e di quello di tanti artisti oltre a un curriculum che lo vede come un uomo che con la musica ha avuto molto a che fare nella sua carriera. Si sa che con lui, durante le varie serate, ci saranno molti compagni di viaggio. Amadeus è uomo di tv che sa perfettamente come muoversi, che sognava la conduzione del festival da tempo, una scelta aziendalista che come Conti potrebbe rivelarsi vincente. Speriamo che il conduttore parta da quanto di buono si è visto in questi ultimi anni e continui l'apertura che il Festival ha mostrato in maniera vincente.