A meno di un anno dall'emorragia cerebrale che lo ha colpito mentre era nella sua casa pugliese tenendo per settimane tutti col fiato sospeso, Lele Spedicato, chitarrista dei Negramaro, ha annunciato la su partecipazione a "Correre Galatina", ovvero una gara podistica di 9 km che vedrà anche altri ospiti speciali partecipare il prossimo 21 luglio. Prima era stato iun post della pagina Facebook dell'evento che annunciava la partecipazione del musicista e della moglie Clio Evans: "Siamo felici di annunciare il primo #OSPITE di questa 10a Correre Galatina The party: il musicista Emanuele Spedicato dei Negramaro che ha scelto la nostra gara per ripartire alla grande…".

Sarà una gran festa

Poi lo stesso Spedicato ha confermato la sua partecipazione postando una foto con la moglie: "Test superato. Siamo pronti per la corsa del 21 luglio a Galatina. Pensare che solo dieci mesi fa tutto questo non si poteva nemmeno immaginare. Sarà sicuramente una grande festa dell’anima" ha scritto ricordando le difficoltà e anche Clio ha voluto mostrargli vicinanza anche sui social, condividendo il post e scrivendo "Sempre al tuo fianco". "Sì Lele, sarà proprio così… e noi non vediamo l'ora di correre insieme a te e agli altri #Ospiti che vi sveleremo nei prossimi giorni" si legge ancora nel post dell'organizzazione, che qualche giorno dopo ha annunciato anche la presenza del rugbista Martin Castrogiovanni.

Il malore di Lele e la riabilitazione

Era settembre 2018 quando il corpo del musicista era stato trovato senza conoscenza, a bordo della piscina della sua casa pugliese dalla moglie Clio: da lì la corda in ospedale e molti giorni di prognosi riservata avevano tenuto tutti, fan, amici, familiari col fiato sospeso per le sue sorti, con i Negramaro che avevano deciso di spostare tutto il tour annunciato per l'autunno. Poi la prognosi è stata sciolta e pian piano Lele si è ripreso, dando il la al tour della band prima di lasciare il posto al fratello. In qui giorni la band ha anche voluto dedicargli una canzone, "Cosa c'è dall'altra parte", una dedica di Giuliano Sangiorgi che ammise che pensò anche di smettere di cantare.