Ma voi lo conoscete Sfera Ebbasta? Una domanda che da qualche anno ormai non ha più molto senso, perché il nome del trapper italiano è ormai conoscenza comune, dai ragazzi fino ai loro genitori. C'è chi lo conosce per la sua musica che da anni invade streaming e Youtube, chi perché lo sente nominare dai figli, chi perché lo sente nominare dai media e adesso, con X Factor, il suo volto ha assunto una notorietà ancora maggiore, riuscendo nell'effetto simpatia che in effetti era sconosciuto solo a chi non lo avesse mai sentito parlare in interviste varie. Perché se sui social Sfera mantiene il suo personaggio un po' cazzeggione e un po' "arrogante", il ragazzo dal vivo è simpatico e alla mano. Quello che combinerà musicalmente, però, dopo "Rockstar" è ancora da capire, ma di certo c'è che Sfera punta all'internazionalizzazione della sua musica, come suggeriscono i suoi voli americani di questi ultimi mesi e l'amicizia con Drake e Diplo.

Sfera Ebbasta, da trapstar a Rockstar

L'ultimo album lo ha lanciato definitivamente nell'Olimpo dei fenomeni musicali del Paese, con strali di critiche e ascolti entusiasti di chi ha visto nella sua musica e nei suoi testi il racconto di uno spaccato del Paese, con ragazzi che si identificano nel suo essere cresciuto in periferia, nelle difficoltà che ha attraversato e successivamente guardandolo come esempio di chi ce l'ha fatta. Certo, resta un problema che insegue un po' tutto il rap e la trap, ovvero quello dell'egotrip sfrenato e ostentato, la continua sovrapposizione tra persona e personaggio e, la cosa più grave, un velo – eufemismo – di misoginia che corrompe anche un pezzo della nuova wave.

L'effetto Corinaldo e il capro espiatorio

Con X Factor, però, il rapper è riuscito a far ricredere anche chi lo ha conosciuto dopo la tragedia di Corinaldo, quando sei persone hanno perso la vita prima di un suo show. Ovviamente – e lo abbiamo scritto in ogni modo – Sfera non c'entra nulla, ma una parte del racconto mediatico ha trovato nel ragazzo il capro espiatorio scoprendo all'improvviso i testi trap. La sua risposta è stata sempre in musica, con la pubblicazione di "Mademoiselle", un j'accuse proprio alla stampa nazionale. Queste prime settimane di talent però hanno mostrato agli spettatori e anche ai giudici un ragazzo che conquista tutti con la sua simpatia, umile, divertito e divertente, lontano insomma dal racconto post Corinaldo e più vicina all'immagine di quel ragazzo che si divertiva a giocare a calcio balilla in Universal prima della presentazione del suo ultimo album.

La voglia di Sfera di uscire dall'Italia

Sarà curioso capire dove andrà a parare questo ragazzo di Cinisello che con le unghie e con i denti ha creato – assieme a Charlie Charles – uno stile che ha influenzato non poco la scena, che ha visto un potenziale ancora maggiore in quelle barre. Sfera è in America e lo si vede spesso con produttori internazionali, quindi è facile immaginare che il suo prossimo passo sarà quello di puntare più in alto, proseguendo il percorso cominciato con "Rockstar" nella cui versione estesa ha varie collaborazioni con artisti non italiani, compresa quella con Quavo dei Migos, un'istituzione del nuovo rap mondiale. E così, in una sessione di domande e risposte con i suoi fan, alla domanda: "Se conosciuto in tutto il mondo?" la risposta sincera è stata "No, ci sto lavorando, però". Le potenzialità ci sono tutte, anche perché la trap italiana è forse uno dei prodotti più facilmente esportabili, e la vicina Francia ne sa qualcosa.