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Festival di Sanremo 2020

“Ok Boomer”, Vito Dell’Erba replica sul palco a Matteo Salvini dopo gli attacchi a Junior Cally

Vito Dell’Erba, cantante dei Viito, replica dal palco dell’Ariston agli attacchi rivolti da Matteo Salvini a Junior Cally che, nel corso della terza serata del Festival di Sanremo 2020, dedicata ai duetti, ha portato una rivisitazione della famosa canzone di ‘Vado al massimo’ di Vasco Rossi. Sulla mano, Dell’Erba ha scritto: “Ok boomer” e l’ha mostrata alle telecamere, accodandosi al grido di ribellione generazionale contro i paternalismi e le prediche.
A cura di Eleonora D'Amore
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Vito Dell'Erba, cantante dei Viito, replica dal palco dell'Ariston agli attacchi rivolti da Matteo Salvini a Junior Cally che, nel corso della terza serata del Festival di Sanremo 2020, dedicata ai duetti, ha portato una rivisitazione della famosa canzone di ‘Vado al massimo' di Vasco Rossi. Sulla mano, Dell'Erba ha scritto: "Ok boomer" e l'ha mostrata alle telecamere, finendo su tutti i giornali e generando subito il passaparola in rete. E intanto è arrivato anche il sostegno di Vasco Rossi al testo politico di Cally: "Complimenti a Junior Cally che ha rifatto Vado al Massimo molto bene. È stato un bellissimo omaggio".

Che significa Ok Boomer

Oggi “Ok, Boomer” è diventata una sorta di grido di ribellione contro i paternalismi della generazione dei baby boomer, cioè nati tra la metà degli anni ‘40 e ‘60, da parte della Generazione Z, ovvero i nati tra la fine degli anni ‘90 e la fine dei ‘00. Nato principalmente sui social, in una estenuante lotta generazionale finita spesso in profonda ironia e meme, è diventato in breve tempo il manifesto di una generazione stanca delle continue lezioncine di genitori e nonni. In realtà, c'è il nodo della questione è soprattutto legato all'incomunicabilità e la distanza tra due sensibilità apparentemente antitetiche

L'attacco di Matteo Salvini a Junior Cally

Era lo scorso 19 gennaio, quando Matteo Salvini pubblicò un tweet contenente questo duro messaggio destinato a Junior Cally: "A proposito mi vergogno di quel cantante che paragona Donne come troie, violentate, sequestrate, stuprate e usate come oggetti. Lo fai a casa tua, non in diretta sulla Rai e a nome della musica italiana". Il tweet arrivò come un fulmine a ciel per niente sereno, in un'atmosfera già pesante di per sé, viste le numerose critiche piovute sul noto rapper per la sua ammissione al Festival di Sanremo dopo aver scritto testi ritenuti troppo violenti e sessisti.

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