A sei anni dalla morte di Michael Jackson, la sua celebre residenza chiamata "Neverland" viene messa in vendita. Dopo diversi tira e molla da parte degli attuali proprietari, che già da tempo hanno dichiarato di non riuscire a sostenere gli altissimi costi della struttura, arriva la messa all'asta definitiva da Sotheby's: per l'intera proprietà sono stati chiesti la bellezza di 100 milioni di dollari. Una cifra davvero astronomica, che solo ben pochi saranno in grado di sborsare alle case d'a.

La tenuta, situata nei pressi di Santa Barbara (California) ha smesso da tempo di essere "l'isola che non c'è" di Jackson, il curioso e fantasmagorico parco dei divertimenti che il Re del Pop fece costruire nel 1988. Oggi si chiama Sycamore Valley Ranch e la sua distesa sterminata di 2700 acri non contempla più la presenza di un parco giochi e di uno zoo privato, che ai tempi d'oro ospitava animali esotici provenienti da ogni parte del mondo (oggi, resta soltanto un lama). L'iconico ed enorme orologio floreale è invece ancora lì, così come i binari e la stazione della ferrovia privata che permetteva ai visitatori di fare un tour della proprietà. Come riferisce Suzanne Perkins di Sotheby's al Wall Street Journal, il ranch si compone di ventidue strutture, tra cui la grandissima casa padronale di 1100 metri quadrati, situata tra due laghetti e comprendente sei stanze da letto, più piscina, una capanna, campo da tennis e da basket e una sala cinematografica da 50 posti.

E pensare che, qualche tempo fa, un affarista locale propose di acquistare il tutto per 40 milioni e trasformare la residenza in un grande centro per bambini vittime di abusi. Vista la cifra chiesta ora, difficilmente il progetto andrà a buon fine. Jackson comprò la struttura per 19,5 milioni di dollari nel 1987, ma il luogo è legato anche ai numerosi scandali che resero il cantante una delle icone più controverse degli ultimi decenni. Jackson fu infatti più volte accusato di abusi e molestie nei confronti di alcuni minorenni in visita a Neverland, anche se questa ambigua pagina nella vita dell'artista morto nel 2009 si tinge di nuove clamorosi colpi di scena. Proprio in questi giorni, la Corte Superiore di Los Angeles ha deciso di far cadere le accuse di Wade Robson, che nel 2013 sostenne di essere stato molestato dal musicista dal 1990 al 1997. Secondo il tribunale californiano, Robson avrebbe dovuto denunciare il fatto "in un lasso di tempo ragionevole dal momento in cui aveva subito la violenza, l'intimidazione o la minaccia". Se del mondo fiabesco creato da Jackson per sfuggire ai drammi della vita adulta ormai rimane ben poco, la verità sulla vita privata dell'icona pop forse non sarà mai davvero chiarita.