Uno di coloro che aveva puntato il dito contro Michael Jackson accusandolo di averlo molestato era Wade Robson, che ha, alle spalle, una storia processuale particolare. L'uomo infatti, coreografo prima del Re del Pop e poi tra gli altri anche di Britney Spears, ha accusato, nel 2013, il cantante – e chi ne detiene l'eredità – di averlo molestate per un periodo che andava dal 1990 al 1997. Ma Mitchell Beckloff  il Giudice della Corte Superiore di Los Angeles incaricato del caso ha deciso, oggi, di non procedere e far cadere tutte le accuse, motivando la decisione co fatto che Robson avrebbe dovuto denunciare il tutto "in un lasso di tempo ragionevole dal momento in cui aveva subito la violenza, l'intimidazione o la minaccia" come riporta il sito MyNewsLA.

La Storia, però, racconta che Robson, paradossalmente, è stato uno di quelli che inizialmente si trovò in Tribunale a difendere il cantante dalle accuse di molestie e pedofilia. Era il 2005 e testimoniò a suo favore. E lo fece anche al di fuori del processo dichiarando alla stampa che "il suo [di Michael Jackson, ndr] era genuino" benché "non avesse idea di cosa fosse una vita normale". Nello stesso anno dichiarò anche di aver dormito nello stesso letto di Jackson "senza che succedesse nulla di strano", come riporta People, che riporta anche le dichiarazioni al Daily News in cui confermava che non c'era mai stato abuso.

Fu solo nel 2012, durante una seduta di terapia che Robson si rese conto che tutto quello che aveva passato erano vere e proprie molestie. O almeno pensò che fosse così e per quel motivo decise, dopo pochi mesi. di intentare una causa contro gli eredi del cantante i quali, ovviamente, negarono qualsiasi accusa.

"Ho cominciato ad ammettere a me stesso che Jackson aveva abusato di me. Ho cominciato a parlare dell'attività sessuale che ebbi con Jackson. Questa rivelazione ha dato il la a un subbuglio emozionale, psicologico e fisiologico, che continua tutt'ora".