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Il significato di “Inuyasha”, il sacrificio di Mahmood e il nuovo viaggio in Oriente

Il sacrificio di non mostrare agli altri la parte peggiore di sé e il viaggio in oriente, direttamente uscito dalla penna di Mahmood e dalla matita di Rumiko Takahashi, da vita a “Inuyasha”, l’ultimo singolo dell’artista milanese. Il brano, che riporta in vita il manga del fumettista giapponese, rappresenta il dualismo di Mahmood e la sua nuova vita musicale.
A cura di Vincenzo Nasto
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Immaginarsi e reinventarsi sempre, viaggiando nella musica e con la musica in nuovi universi, da Iside al Nilo del Naviglio, senza dimenticare l'Oriente che ha offerto parte della propria cultura attraverso l'animazione. "Inuyasha", il nuovo singolo di Mahmood, è una nuova tappa del percorso cominciato nel 2019 dall'artista milanese, questa volta catapultato nei panni di un mezzodemone che riesce ad arginare il suo lato oscuro per proteggere tutte le persone che ha vicino durante questo viaggio. Una scelta consapevole, che mai rivelerà la sorte dell'artista, ma che fotografa il sacrificio di Mahmood, per il bene della sua musica, per il bene dei suoi rapporti sociali. Un continuo dualismo che si crea e si distrugge, in cui gli istanti di solitudine si trasformano in rancore come quando canta: "Se litighiamo in mezzo ad altre persone, non ha senso chiedere agli amici chi ha ragione". Dall'altro lato Mahmood ammette a se stesso di dover trattenere parte di sé per convivere con l'altra persona, un "cessate il fuoco" che ha più dubbi che certezze. Alla fine l'invito a condividere questo peso in: "Metterò il peggio di me, dentro ad una crisalide, per non farti più male se lo farai anche te".

Il significato di Inuyasha

Dalla matita di Rumiko Takahashi nasce "Inuyasha", parallelamente dalla voce di Alessandro nasce Mahmood. Due creazioni, due personaggi che si toccano anche inconsapevolmente, e che proprio il cantante milanese ha cercato di riunire sotto la stessa luna, fautori di un viaggio contemporaneo di scoperta, nati dalla ghettizzazione, ma arrivati a essere indispensabili anche nel viaggio altrui. E allora non impressiona più il costume rosso indossato da Mahmood per l'occasione, i due personaggi sembrano essere più vicini di quanto sembra, alla ricerca della propria verità con un sacrificio enorme da compiere: rinchiudere il peggio di sé per non far del male agli altri. A impressionare di più in questo nuovo singolo di Mahmood, oltre al simbolismo testuale, è anche la produzione di Dardust, che riesce a trovare un equilibrio sonoro anche con l'artista milanese che sale e scende di ottave, rendendo tutto più veloce e ritmico. Nulla di estremo come la voce di Mahmood, ma un percorso lineare che lascia al cantante spazio per la propria estensione vocale, un tappeto perfetto per l'estrosità di Mahmood. Il viaggio dell'artista milanese sembra avere tante scorciatoie, ma guai a pensare che si sia adagiato sui risultati ottenuti in passato: "Inuyasha", anche grazie a un ritornello dal sound internazionale, è il pezzo perfetto per le radio italiane, ma non arriva per caso. Il modo in cui Mahmood ha curato il proprio personaggio e la propria voce, spingendo anche sul lato della scrittura a qualcosa di più accessibile, seppur intrigante, non è il prologo che tutti ci saremmo aspettati dopo la vittoria del Festival di Sanremo, continuando a lasciare traccia di ciò che ha costruito, come quando canta: "passare tutti i giorni insieme fa paura, dirti che voglio stare solo è difficile".

Il testo di Inuyasha

Quando mi dici addio tu mi spezzi il cuore
Arrivare ad alzare le mani
Non mi piace più
Se litighiamo in mezzo ad altre persone
Non ha senso chiedere agli amici ( tuoi)
Chi ha la ragione

Se per te non vale un cazzo chi siamo
Oggi per me noi valiamo più di Ocean drive

Se ti chiedo come stai
la verità brucia in faccia
Come la cicatrice di Inuyasha
Non so più  come
Stiamo ancora in piedi

Non sarò mai uno di quei rich kid
Mi vedi e lo capisci
Stare con me ti sembrerà
Come planare sui go kart
L’ammetto che non ho fatto di tutto
Per dirti in faccia che oramai
Dire addio non vuol dire che è la fine
Metterò il peggio di me
Dentro una crisalide#
Per non farti più male
Se lo farai anche te

Passare tutti i giorni insieme fa paura
Dirti che voglio stare solo è difficile
La gente ti parla poi ti ama vuole tutto poi ti spara
Preferisco te a chi mi mente
Scopare in giro non mi lascia niente

Non sarò mai uno di quei rich kid
Mi vedi e lo capisci
Stare con me ti sembrerà
Come planare sui go kart
L'ammetto che non ho fatto di tutto
Per dirti in faccia che oramai
Dire addio non vuol dire che è la fine
Metterò il peggio di me
Dentro una crisalide#
Per non farti più male
Se lo farai anche te

Penso qua sopra al muretto di casa come ho fatto a credere che alla mia età
Si possa andare avanti senza perdono
Perché di sputarsi in faccia in piazza duomo non mi va

Dammi dammi dammi
Un motivo per non fare danni danni danni
Queste più che parole son drammi drammi drammi drammi eh
Fanculo se spari me

Non sarò mai uno di quei rich kid
Mi vedi e lo capisci
Stare con me ti sembrerà
Come planare sui go kart
L'ammetto che non ho fatto di tutto
Per dirti in faccia che oramai
Dire addio non vuol dire che è la fine
Metteró il peggio di me
Dentro una crisalide#
Per non farti più male

Se lo farai anche te

Un 2020 da record

Siamo arrivati a "Inuyasha" dopo un 2020 in cui Mahmood è riuscito a stravolgere le carte del suo destino, reinventandosi sempre, anche da autore. E che sia il suo lato più intimo a essere esplorato con "Rapide" o il suo rapporto con la strada in "Moonlight popolare" con Massimo Pericolo poco importa. Perché Mahmood è in grado di reinventarsi senza stravolgere i tratti fondamentali della sua musica, della sua scrittura: come quando riprende i suoni arabi per la produzione di "Dorado" con Sfera Ebbasta e il rapper colombiano Feid. Tre singoli in grado di collezionare più di 80 milioni di stream su Spotify e altrettanti nei video ufficiali su Youtube, un rapporto con il pubblico, completamente ipnotizzato da Mahmood. Non che sia difficile crederlo, soprattutto per l'originalità della propria musica, che già era evidente nel 2019 all'uscita del suo primo album ufficiale "Gioventù Bruciata". Proprio la questione album potrebbe essere il prossimo grande passo di Mahmood, che dopo essersi dedicato alle collaborazioni nei dischi altrui (vedasi "Persona" di Marracash, "Mr Fini" di Guè Pequeno, ma anche "Note di viaggio capitolo 2", raccolta di Francesco Guccini e Mauro Pagani), avrà bisogno di tirare tutti i fili e preparare qualcosa di diverso per il mercato italiano. Qualcosa che riesca a irrompere come quando, da semisconosciuto sul palco di Sanremo, riuscì a conquistare la vittoria del festival contro Ultimo, maggiormente accreditato al premio finale.

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