3 Settembre 2021
16:01

Guida a Certified Lover Boy: Drake sigla la sua ultima decade, scagliandosi poi contro Kanye West

Serviva qualcosa di straordinario per riuscire a superare il successo di “Scorpion”, l’ultimo album di Drake pubblicato nel 2018. Nelle ultime ore è uscito “Certified Lover Boy”, che dopo due rinvii, sembra essere pronto a combattere con “Donda” per il titolo di progetto dell’anno: riuscirà il nuovo album a conquistare la critica come in passato?
A cura di Vincenzo Nasto

Ed eccoci arrivati alla resa dei conti: dopo i cartelloni in giro in tutte le più grandi città degli Stati Uniti, dopo la conferma della tracklist e delle collaborazioni, finalmente "Certified Lover Boy" è fuori. Il sesto album in studio di Drake, dopo i rinvii dello scorso gennaio, protrattisi anche a maggio per colpa del Covid-19 che ha colpito il rapper canadese è ufficialmente fuori: 21 tracce, un'ora e 26 minuti di musica, un progetto che si distanzia musicalmente dal suo predecessore "Scorpion" e cerca di apparire come un viaggio di sola andata nella carriera dell'artista del decennio. Non più una matricola, non più un veterano, molto probabilmente "Certified Lover Boy" renderà l'artista canadese uno dei più premiati e certificati di sempre, un progetto "for the ages" che racconta anche le difficoltà di essere in cima, i tradimenti, la famiglia, la solitudine, ma anche il figlio Adonis, un vero e proprio mistero a cui sembra rispondere questa volta Drake.

Le polemiche sulla copertina e i rumours dell'album

Diciamoci la verità: la copertina non ha impressionato per valore estetico, addirittura in molti pensavano fosse uno scherzo, soprattutto dopo l'icona nera di "Donda" di Kanye West. E invece nove emoji che ritraggono donne di diverse etnie incinte sono il biglietto da visita di "Certified Lover Boy", il sesto progetto di Drake che arriva dopo mesi di rinvii, dalla rottura della gamba al Covid-19, che han costretto il rapper canadese a una strada più lunga e complicata del previsto. A far crescere la tensione al progetto anche le "ennesime" scaramucce social tra Kanye West e Drake, un processo nato nel 2018 prima dell'uscita di "Scorpion", e che han tirato dentro artisti come Pusha T con il diss "The story of Adidon", ma anche le risposte di Drake in "Duppy Freestyle". Se in "Donda" abbiamo visto le continue invettive di Kanye West nei confronti di Drake, la risposta di Drake in "Certified Lover Boy" è arrivata, forte e chiara.

Le produzioni e la differenza tra Scorpion e Certified Lover Boy

Il progetto è ricco di collaborazioni, da Jay Z a Travis Scott e Nicky Minaj, da Future a Kid Cudi, da Lil Baby a Rick Ross e Lil Wayne, ma anche Lil Durk, Giveon e Ty Dolla $ign. Drake non ha voluto lasciare nessuno fuori, e più di altri "Certified Lover Boy" sembra ripercorrere l'ultimo decennio del cantante, quello premiato da Billboard, ma che ha avuto in sé non pochi problemi. Un processo di ricostruzione della propria immagine, che ha toccato questa volta anche le produzioni del disco, che sono sembrate molto meno indirizzate alla ricerca della hit estemporanea, e più un durevole viaggio armonico. Ne fa le spese proprio l'originalità musicale dell'album, che non convince e che non dà ampi respiri all'ascoltatore, anche se induce lo stesso all'ascolto di tutto il progetto in un solo fiato. Potrebbe essere una scelta compromettente, soprattutto per i live che seguiranno la presentazione del progetto, ma la grande presenza di collaborazioni potrebbe dare a Drake il tempo di respirare sul palco. Ciò che non sorprende invece è il numero di brani, 21 questa volta, di meno rispetto ai 25 di "Scorpion" che però aveva sancito una scelta da parte di Drake: un lato A e un lato B del progetto, che in "Certified Lover Boy" non avviene. Ma adesso passiamo alla musica.

Le tre letture del progetto

Ci sono tre strade nella lettura di "Certified Lover Boy": una segue gli ultimi 10 anni dell'artista canadese, un rewind emotivo in cui Drake riesce a raccontare tutto il processo di creazione del proprio personaggio, tutte le disavventure e ciò che ha conquistato. La seconda strada sicuramente è riservata nello specifico a un artista dell'industria, come Kanye West, a cui Drake dedica versi in brani come "Love All" con Jay Z, "Pipe Down", "No friend in the Industry", "7Am on the bridle path" e la outro "The Remorse": la terza, forse anche quella più intima e romantica, risiede nei brani come "Tsu", "Fountains" e "Get Along Better" in cui Drake riapre alcune ferite sentimentali del passato, un processo a cui ci aveva già abituato negli scorsi album ma in cui ritorna con una rinnovata spiritualità e un mindset diverso, in cui spicca l'accettazione del proprio passato.

Il successo, i soldi e il dolore degli ultimi 10 anni di Drake

La strada è stata lunga e "Champagne Poetry" è l'intro giusta dell'album, in cui Drake utilizza il sample di "Michelle" dei Beatles e dove risiedono tutti i suoi dubbi sul tempo che ha trascorso nella scena. Più volte si chiede ciò che ha dovuto subire, passando poi nella modalità "No pardon" rispetto agli sbagli altrui. La prima traccia è anche il momento della presentazione discografica di Adonis, suo figlio, salito con lui sul palco della premiazione di "Artist of the decade" di Billboard. Il processo continua nel passato con la collaborazione con Nicky Minaj in "Papi's Home": i due sembrano ricordare il passato nell'etichetta Young Money di Lil Wayne, punto d'inizio per le loro carriere. Nel brano afferma che in passato avrebbe voluto essere un artista per la Hov (etichetta di Jay Z), ma che in questo punto della sua carriera, sono gli altri grandi artisti a voler firmare per la sua etichetta, la OVO. I tempi cambiano per tutti, anche per Drake. Segue poi "Fair Trade", la quarta collaborazione tra Travis Scott e Drake, dopo il grande successo di "Sicko Mode" in "Astroworld", in cui l'artista canadese racconta l'accettazione di sé stessi, dopo il successo artistico. I propri valori non possono essere rifiutati, e il patto tra successo e amicizia non esiste più: Drake, come ripeterà in un altro singolo nel progetto "non ha più amici nell'industria". Il brano utilizza il sample di un singolo dell'artista canadese Charlotte Day Wilson: la canzone si chiama "Mountains". Continua il processo di valorizzazione di Drake delle tante anime artistiche della sua patria.

La vita da club e la pace fatta con Kid Cudi

Arriviamo poi a "N 2 deep" con Future e i back vocals di The Weekend, non accreditato dall'artista canadese. Il brano sembra prendere in prestito il concept di "Swimming Pools" di Kendrick Lamar, ovvero lo storytelling di una serata al club da parte di Drake, che dopo aver mantenuto la calma e la tranquillità nella prima parte, nella seconda parte in cui anticipa Future, mostra la sua caduta verso il basso, verso gli istinti più grevi, nel club. Il racconto della strada e della sua durezza, sembra poi ritornare in "Knife Talk" con 21 Savage e i Project Pat, di cui viene utilizzato il sample del brano "Feed the streets" in collaborazione con Juicy J. Poi un salto nello spazio con Kid Cudi, l'uomo sulla luna, con cui firma "IMY2": questo brano celebra anche la pace permanente tra i due artisti, che in passato erano arrivati anche al beef musicale come dimostra "Two Birds, One stone" di Drake. Il singolo raccoglie tutte le vibes introspettive dei suoi due autori, giocando comunque sulle linee vocali di Kid Cudi, aiutato dall'autotune. Infine, sulla produzione di PartyNextDoor, il penultimo brano del disco è "Fucking Fans": come afferma il titolo, Drake racconta le sue scelte sbagliate del passato, una raccolta di tutte le fan che lo hanno "distratto" sessualmente, lasciando andare via invece tutte le persone che gli erano state vicine davvero. Le scuse arrivano, anche se in ritardo, pure per Drake.

Il brano con Jay Z e il sample di "Life after death intro" di Notorius B.I.G

E adesso passiamo a una delle parti più succulente del progetto, i brani con cui Drake ha risposto alle accuse formalizzate in "Donda" (ma anche in brani del passato) da parte di Kanye West: non c'è bisogno di decidere chi si è comportato meglio nelle diss track, ma c'è qualcuno che potrebbe già avere una risposta. Cinque in totali i brani in cui i riferimenti a Kanye West, ma non solo, sono stati diretti: "Love All", "Pipe Down", "No friend in the Industry", "7 am on the bridle path", "The Remorse". Partendo dal primo, il singolo in collaborazione con Jay Z, sembra non lasciare spazio a interpretazioni: c'è un attacco diretto a Kanye West, in cui lo accusa di non aver costruito fondamenta e di cadere sotto tutto l'attesa che ha creato con i suoi messaggi. Da sottolineare in "Love All" c'è il sample dell'intro di "Life after death intro" di Notorius B.I.G ma anche le citazioni a "GoodFellas" e Oscar Wilde di Jay Z, che canta: "Conosci il prezzo di tutto ma il valore di niente" da "Il ventaglio di Lady Windermere". Ma in "Pipe Down" incominciano le vere bordate a West, confermando la storia sulla loro amicizia distrutta dai tradimenti di West con "Lift yourself", deridendolo per il mancato successo di "Ye" e "Jesus is King", ma soprattutto parlando apertamente della sua storia con Kim Kardashian, a cui aveva dedicato "In my Feeling" (era Kiki, la protagonista).

Gli attacchi a Kanye West e la conferma della relazione con Kim Kardashian

Discorso più generale avviene in "No friend in the industry", in cui Drake conferma la sua lontananza da tutti protagonisti della scena hip hop americana, citando i tweet di West e la sua voglia di mettersi in contatto con lui e Pusha T dopo la diss track "The story of Adidon". Ma a regnare su tutte, senza alcun'ombra di dubbio è "7AM on the bridle path": ritorna la serie "AM/PM" di Drake, e questa volta il canadese non ci è andato giù pesante, di più. I riferimenti sono molteplici e attuali: cita "Ok Ok" di Kanye e afferma di voler uccidere il fantasma bianco, si scontra con Virgil Abloh, il designer amico di Kanye e che avrebbe dovuto riportare la pace tra loro. In alcuni versi si riferisce anche alla storia del rapper di Chicago e della condivisione della posizione della casa di Drake su Instagram, cancellata poi dopo pochi minuti: Drake deride l'avversario, affermando di essere l'artista del decennio e di essere andato a letto con sua moglie. L'ultimo brano, la outro del disco "The Remorse", più che un brano contro personaggi specifici, sembra voler andare indietro nel tempo a coloro che non credevano nel suo successo, a chi lo etichettava ancora come il protagonista della serie tv young "DeGrassi", ricordandogli poi del percorso fatto e di tutte le vittorie conseguite nell'ultimo decennio.

La storia dietro "TSU" e "Get along better"

Dopo tanto amaro, dopo tanta self proclamation, Drake riveste i panni dell'artista in grado di descrivere con sensibilità i propri sentimenti, alcune volte riferendosi anche alla sua vita personale: uno dei brani più interessanti è "TSU", un singolo che racconta le difficoltà di una donna emancipata, bistrattata dai genitori perché lavora come stripper. Drake si schiera dalla parte della donna, che ha deciso di lavorare sodo per essere indipendente, offrendosi anche di aiutarla. Alcuni hanno riflettuto sulla figura della ex pornostar Sophie Brussaux, madre di suo figlio Adonis, per anni bistrattata dai media nazionali. Poi arriva "Fountains" con il rapper e producer nigeriano Terms, in cui Drake canta la voglia irresistibile di aver questa donna al suo fianco, un po' come in "Get along better": il singolo racconta una storia passata di Drake, in cui l'impegno profuso dal rapper per avere una relazione sincera con la donna che amava, ha spaventato la stessa fino ad allontanarla. Nel brano si riesce a leggere la delusione e il dolore del cantante canadese, che poi incomincia a uscire con una delle amiche della donna, non in segno di vendetta, ma solo perché "la vita va così".

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