Greta Zuccoli (ph Luisa Carcavale)
in foto: Greta Zuccoli (ph Luisa Carcavale)

Greta Zuccoli esordisce sul palco del Festival di Sanremo con la canzone "Ogni cosa sa di te" scritta da lei, con la produzione artistica di Diodato. La cantautrice napoletana è esordiente al Festival ma nel suo curriculum oltre a un tour assieme al vincitore dell'edizione 2020 del festival può vantare anche alcune collaborazioni con Damien Rice, il cantautore inglese che la scoprì durante un aftershow per le strade di Napoli. E l'esordio a Sanremo, per Greta Zuccoli, coincide con un importante momento di cambiamento.

Ciao Greta, come sono andate le prove?

Benissimo, è stata un'emozione veramente grande, io poi non ero mai venuta a Sanremo se non per la finale al Casinò e non avevo mai messo piede all'Ariston. Ascoltare il brano riarrangiato dall'orchestra con questa scenografia che avvolgeva tutto, è stata veramente un'emozione.

Che passo è questo Sanremo nella tua carriera, dal momento che negli ultimi anni ha portato un po' di fortuna a chi ha partecipato.

È un momento molto importante e me la sto godendo tutta. È una fase di grande cambiamento per me in cui già sentivo tante necessità di esplorare certe cose nella musica, molto più a fondo. Mi riferisco anche al lavoro che sto facendo con l'italiano, visto che ho scritto tanta musica in inglese e da un po' di tempo a questa parte ho cominciato a riconciliarmi con le mie radici. Era una cosa che volevo fare da tanto tempo, ed ora è arrivato il momento di scavare più a fondo in quell'emotività. Per questo farlo in questo Festival, in un anno come questo,  in cui l'emozione è ancora più forte mi riempie il cuore ed è un'opportunità di crescita e di scambio incredibile.

"Ogni cosa sa di te" come nasce? 

Nasce da un momento magico, un'epifania, era notte e avevo l'esigenza di gettare fuori delle emozioni anche pesanti che mi portavo dentro. Il brano parla di questo desiderio di avvicinarmi a un'altra persona ed è evidente, anche, l'impossibilità di farlo in quel momento, quindi si sente forte il senso di distanza così come la voglia di colmarla e superarla. Sono riuscita a riempire i vuoti che sentivo di consapevolezze nuove. E questa canzone rappresenta proprio quel cambiamento, è un racconto d'amore, ma anche di me stessa e del mettersi a nudo e scoprirsi.

Arrivi con uno "sponsor" importante come Diodato che cura la produzione artistica. È sicuramente una cosa bella e stimolante, può diventare anche un po' una responsabilità?

Vivo molto l'umanità dei rapporti di lavoro e artistici che si creano, da questo punto di vista è impossibile lavorare insieme, nella musica, se non c'è una condivisione anche umana. Ho avuto modo di conoscere quell'umanità dietro l'arte di Antonio, anche nell'esperienza di concerti fatti insieme, di approfondire quella parte lì e sono felice di avere la sua stima, è una cosa reciproca, è un rapporto che mi arricchisce e lo vivo in maniera molto naturale, perché è così fin dal principio.

Ti ha raccontato cosa dovrai aspettarti?

Mi ha già anticipato che mi sarei emozionata tantissimo, con l'orchestra, le prove, è una cosa che non cambia mai anche se hai partecipato più volte al Festival. Il consiglio è stato di godermela fino in fondo, godermi tutto quello che c'è intorno, la performance, la preparazione, l'attesa, momenti che non tornano, vedere l'orchestra come prova il tuo brano, e ti assicuro che sto cercando di seguirlo appieno questo consiglio.

Se dovessi spiegare a chi non ti conosce chi è Greta, da dove arriva, che fine hanno fatti i Wheels e da dove parte la tua ricerca sonora?

Sicuramente sono da sempre innamorata di ogni forma d'arte, ma è nella musica che ho trovato il mio linguaggio e grazie all'esperienza di condivisione della mia band e di tutti i musicisti che hanno fatto parte del mio percorso ho esplorato diverse forme di quella che è diventata la mia musica. Sono appassionata di musica estera, dal trip hop al folk, la scena che va da Damien Rice a Bon Iver e National, ma sono anche una grande amante del cantautorato italiano. A un certo punto ho sentito la necessità di trovare la mia voce, perché in una band eravamo tre, quindi tendi – ed è la cosa bella – a scambiare quell'energia e trovare una dimensione comune tra le esigenze di tutto, ma ho avuto il bisogno di trovare la mia e ho cominciato questo percorso da solista in cui sto mettendo insieme quelle che sono le diverse anime che mi caratterizzano come musicista e come persona.

Se pensi a qualche vecchio Sanremo cosa ti viene in mente?

Come cosa che ho visto, nell'ambito dei Giovani, ricordo l'esibizione di Cristicchi, mi innamorai, ero piccolissima ma la ricordo bene e fu folgorante. Negli anni, poi, ho recuperato tutto quello che non ho potuto vedere per questioni anagrafiche, penso a Mia Martini in "Almeno tu nell'universo", per esempio, ho sempre ammirato quella sincerità espressiva e quel modo di porre la canzone, che è un po' quello che io ricerco nella mia musica e nel mio modo di esprimermi. Poi ho tanti ricordi di condivisione, con la mia famiglia, sul divano, a guardarlo e fa strano, in senso bello, pensarmi dall'altra parte.

La tua famiglia che ti ha detto?

Sono felicissimi in generale, solo un po' tristi per non poter venire, però mi sono molto vicini. Loro sono i miei primi modelli e riferimenti, mi hanno dato tutta una serie di valori che mi hanno arricchita. Questo mi ha permesso di vivere la musica in maniera molto serena ma anche molto equilibrata e so di avere il loro sostegno.

Tu sei molto attiva nella scena napoletana, i tuoi colleghi cosa ti hanno detto?

Mamma mia, ho ricevuto tantissime telefonate, c'è una scena meravigliosa e Napoli è bella perché questa apertura della musica la senti tutta, io ho sentito un sostegno incredibile, mi sono arrivati messaggi, condivisioni, telefonate, in bocca al lupo e non so quanti apritivi mi dovrò fare, appena sarà possibile e finirà questo periodo, perché voglio festeggiare con tutti. Ho ricevuto un amore che non vedo l'ora di restituire e spero di farlo con la mia performance.