La vittoria di Diodato al Festival di Sanremo 2020 riempe di orgoglio la sua Puglia. Pur essendo nato ad Aosta, da genitori pugliesi, Antonio Diodato è infatti cresciuto a Taranto. Subito dopo il suo trionfo con il brano "Fai rumore" (davanti a Francesco Gabbani e ai Pinguini Tattici Nucleari), il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha commentato via Twitter:

Un ragazzo pugliese, un figlio di Taranto, vince il festival di Sanremo con merito, per talento, dopo gavetta e studio continuo. Bravo Antonio Diodato, orgoglio di questa comunità.

La dedica di Diodato alla Puglia e a Taranto

Lo stesso Diodato, in lacrime dopo la vittoria al Festival di Sanremo (dove ha conquistato non solo il premio principale ma anche il premio della critica "Mia Martini" e quello della Sala Stampa "Lucio Dalla") ha scelto proprio di ricordare la sua Taranto: "Dedico alla mia città che è una città in cui bisogna fare rumore. Per tutti coloro che lottano ogni giorno per una situazione insostenibile". Chiarissimo il riferimento alla drammatica situazione che la città pugliese vive ormai da anni per l'inquinamento e i gravi problemi di salute generati dal colosso siderurgico dell'Ilva.

Taranto ricordata anche nel brano di Martinelli e Lula sull'Ilva

Peraltro, proprio la questione Ilva è stata al centro di un'altra canzone che ha partecipato al Festival. Parliamo di "Il gigante d'acciaio", il brano portato in gara nella sezione Nuove Proposte dal duo Martinelli e Lula. Il pezzo racconta la storia di un operaio vittima del terribile disastro ambientale vissuto nella città pugliese. Un tema che moltissimo a cuore alla cantante e polistrumentista Gabriella Martinelli, nata a Roma ma cresciuta in un paesino vicino a Taranto.