4 Gennaio 2015
16:16

Conchita Wurst: “Se non si danneggia nessuno, si può fare quello che si vuole”

Intervistata da Massimo Giletti, durante “L’Arena”, Conchita Wuirst è tornata sulla sua vittoria all’Eurovision Song Contest, soffermandosi anche sulla costruzione della propria identità e sulla sua vita privata, compreso il coming out in famiglia.

Uno dei nomi del 2014 appena trascorso è senza dubbio Conchita Wurst, vincitrice dell'ultima edizione dell'Eurovision Song Contest, che ha attirato l'attenzione del mondo per aver portato nell'immaginario e nelle vite di molte persone una donna con la barba. Conchita, al secolo Thomas "Tom" Neuwirth, è una Drag Queen che da qualche anno si esibisce – in Austria, dove è nata – sui palchi con la barba. Una cosa che sorprende chi la vede per la prima volta, diventata, però, un fenomeno mondiale quando è salita sul palco di una delle manifestazioni musicali più viste al mondo. E alla fine non solo ha partecipato, ma ha vinto la manifestazione, scatenando da una parte l'entusiasmo di chi difende i diritti LGBT e dall'altra le critiche dei Paesi più conservatori come la Russia. Ma lei non se ne cura e incassa anche parole positive da parte di esponenti importanti della Chiesa Cattolica (l'arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schoenborn ha espresso parole di apertura nei suoi confronti): "Mi ha fatto molto piacere perché non è scontato ricevere i complimenti da un uomo di Chiesa. Io rispetto ogni forma di religione, credo in qualcosa ma non posso dire di essere cattolica. La comunità LGBT in passato ha avuto problemi a causa della posizione della Chiesa, ma in queste parole si esprime il grande amore nei confronti di tutti e l'esigenza di rispettarsi" ha dichiarato domenica, in occasione dell'intervista fatta da Massimo Giletti durante il suo programma "L'Arena".

"È stata una notte dedicata a chi crede in un futuro senza odio e discriminazione. Parlavo di persone inarrestabili, ovvero di persone che hanno in mente un futuro chiaro – non per forza riferito all'identità sessuale – ed è a loro che mi sono rivolta" ha esordito la Wurst parlando della sua vittoria più importante. Lei che in pochi giorni è diventato un simbolo in tutto il mondo e che ora si ritrova a essere una vera e propria star: "Tutto è cambiato soprattutto in Austria. C'era chi pensava che vedere questa figura femminile con barba potesse creare imbarazzo, ma gli austriaci non hanno potuto evitarlo e pian piano hanno compreso il significato di essere Conchita. Hanno capito che non era uno scherzo ma quello che voglio essere e soprattutto che se non si danneggia nessuno si può fare quello che si vuole. Insomma, non conta aspetto la copertina del libro, c'è dell'altro" ha detto la ragazza che ci tiene a sottolineare che il suo aspetto fisico ha senza dubbio avuto un ruolo nella sua vittoria, ma che quella la si deve soprattutto alla sua voce, senza la quale non sarebbe arrivata dove è arrivata: "Non avrei vinto se non avessi buona voce, ma forse non avrei vinto se fossi salito come Tom".

Il discorso vira anche sulla sua vita privata e sul discorso dell'essere gay o etero: "Io credo che si nasca o etero o gay, non è una scelta, non è che si sceglie di essere eterosessuali e all'epoca non avevo neanche le parole giuste per esprimere quelli che erano i miei sentimenti. Da piccola volevo fare la principessa, non principe e durante adolescenza è stato molto difficile. I ragazzi avevano delle parole per descrivere questo bambino che si vestiva da femmina ed era l'epoca in cui ho avuto difficoltà perché non avevo capito mia identità. La sociateà diceva che dovevo cambiare, poi, però, ho capito che l'unica persona a cui dovevo dar conto ero io", dice, prima di spiegare che ai suoi l'ha detto a 17 anni, dopo che molti suoi amici erano già consci della sua vera identità e ammettendo di aver, forse, esagerato nel non avergli dato il tempo di capire: "È un viaggio molto lungo quello dell'accettazione, mi dicevo: ‘Forse i miei genitori non mi ameranno più', ma è assurdo. Loro mi hanno sempre amata e mi amano in maniera incondizionata, però per anni ho combattuto con me stessa e a un certo punto gli ho detto: ‘Questa è la situazione', ma non è stato giusto perché anche loro dovevano avere tempo per digerire e io li ho sconvolti, non gliene ho dato. Loro, però, mi hanno detto: ‘L'importante è che tu sia felice, è l'unica cosa che conta'. Quando sono apparsa sul palcoscenico con la barba, mamma mi ha detto: ‘Questi abiti li indosserai solo una volta, vero? Bene così puoi passarli a me'. L'anno prossimo la cantante presenterà la trasmissione che si svolgerà in Austria, in quanto paese vincitore dell'edizione precedente.

Per ora quella con quella barba è Conchita, e lo è per tutto il mondo, trovando quella che è il suo essere, pur non escludendo che in futuro potrebbe anche stufarsi e allora si taglierebbe la barba. Ma a quel punto non sarebbe più Conchita.

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