18 Maggio 2014
11:27

“Conchita Wurst merita rispetto”, parola dell’Arcivescovo di Vienna

Conchita Wurst diventa un simbolo di tolleranza anche per la Chiesa. L’Arcivescovo di Vienna ha definito questo un tema grande e reale e ha spiegato che “Non tutti coloro che sono nati uomini, si sentono anche uomini, e la stessa cosa può valere anche per le donne. Meritano il nostro rispetto come tutti gli altri esseri umani”.
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Conchita Wurst vincitrice dell’Eurovision Song Contest 2014

"Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò", recita la Bibbia (Gn 1,27) e pare che l'arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schoenborn, le abbia prese da esempio per rallegrarsi della vittoria di Conchita Wurst, vincitrice dell'ultimo Eurovision Song Contest. Continua, quindi, a far parlare di sé la Wurst – all'anagrafe Thomas Neuwirt – che riporta l'Austria in cima a quella che è una delle manifestazioni più seguite dell'anno, benché non proprio il top della qualità musicale. Ma questo conta fino a un certo punto: quest'anno, infatti, la vittoria della Wurst ha portato in prima pagina un argomento che difficilmente fa notizia e soprattutto il fatto che "si può raggiungere qualsiasi traguardo, non importa chi sei o a cosa assomigli".

Viste le posizioni della Chiesa sull'omosessualità, le parole dell'Arcivescono sono suonate quantomeno strane: "Non tutti coloro che sono nati uomini, si sentono anche uomini, e la stessa cosa può valere anche per le donne. Meritano il nostro rispetto come tutti gli altri esseri umani”, spiegando come quello della tolleranza sia "un tema grande e reale" che si esplica anche nel "rispettare l'altro, anche quando non si condividono le sue idee". Una posizione forte che però non segna un cambiamento nelle posizioni della Chiesa in materia, ma forse sono spinte dall'euforia che ha contagiato l'Austria a seguito di una vittoria che non raggiungeva da molti anni e che ha portato il Paese sulle prime pagine dei maggiori quotidiani del mondo, favorendo un'immagine positiva e fiera proprio per quanto riguarda la tolleranza di cui ha parlato il prelato. Un portavoce dell'arcidiocesi viennese ha comunque voluto spiegare meglio che nessun cambiamento è previsto, appunto, e che lo stesso Schoenborn, nel 2012, aveva auspicato la "via della conversione" per gli omosessuali, oltre che per i divorziati risposati, che vanno "aiutati" a comprendere che la vita che conducono "non è nei piani di Dio".

La posizione dell'Arcivescovo, però, rispecchia in pieno quella che è l'idea dei propri connazionali, o almeno di quell'80% che, stando a un sondaggio, sarebbero fieri della vittoria della Wurst a Copenaghen. La vittoria della cantante ha anche fatto sì che il ministro dell'Educazione austriaca, Gabriele Heinisch-Hosek, invitasse le scuole a rilasciare duplicati dei diplomi e delle pagelle agli ex studenti che abbiano, dopo il completamento degli studi, cambiato sesso e che ne facciano richiesta, in modo, ha detto, da permettere ai transgender di subire meno discriminazioni.

Intanto non si placano le conseguenze di questa vittoria anche in Russia, uno dei paesi che con una petizione aveva chiesto che l'Eurovision non permettessero alla cantante di esibirsi. Il fondatore del Gay Pride russo, Nikolai Alexeyev ha presentato ricorso in un tribunale di Mosca contro il divieto di sfilare in corteo nella capitale per "la marcia delle donne e degli uomini barbuti", iniziativa nata a seguito della vittoria austriaca all'Eurovision, che è in programma il 27 maggio, giorno che segna il 21° anniversario della depenalizzazione in Russia per i rapporti sessuali volontari. Le autorità russe, però, hanno vietato lo svolgersi della manifestazione.

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