Stromae-musica
in foto: Stromae (Getty Images)

C'è stato un momento in cui il nome di Stromae era dappertutto, in Italia e all'estero, nel suo Belgio, luogo di nascita, in Francia, dove era esploso grazie alle canzoni cantate in francese, negli Usa dove il fenomeno belga era arrivato con i complimenti di gente come Kanye West e Will.I.Am e da lì espandendosi a macchia d'olio. Nel nostro Paese il cantante belga era diventato un vero e proprio fenomeno, inizialmente con il singolo "Alors on dance", primo vero successo di Stromae, che dietro una base dance raccontava di chi usava il ballo e il canto per fuggire ai problemi quotidiani. Caratteristica che farà parte anche del suo secondo lavoro "Racine Carrée", in cui ancora di più il cantante – da alcuni definiti un nuovo Brel – faceva attenzione ai testi, senza perdere il gusto per il ritmo e le provocazioni: canzoni come "Papaoutai", "Formidable" o "Tous les mêmes" sono diventate vero e propri inni, che gli hanno permesso di sfondare anche in Italia, diventando uno degli ospiti più attesi del festival di Sanremo 2014, ma anche di Che tempo che fa di Fabio Fazio, e risultando il primo francofono a finire in testa alla classifica degli album più venduti d'Italia.

Le voci sullo stop alla carriera sul palco

Nel 2015, poi, fu costretto a cancellare il tour a causa di problemi di salute e da quel momento il nome dell'artista francese è pian piano scomparso. Nonostante qualche collaborazione sporadica – ultimamente pare molto attivo con in quelle coi rapper francesi – in questi anni ha cominciato pian piano a farsi spazio la voce che lo voleva prendersi una pausa dalla musica, finché in un intervista del 2016 al mensile francese Les Inrockuptibles dichiarò di voler tornare a lavorare in maniera più ragionevoli: "Non è una vacanza, ma il ritmo è molto più sano, prendo più distanze. È un piacere tornare a lavorare a ritmi più ragionevoli, non mi manca niente di quello che facevo prima, a parte gli incontri umani. Non ho più voglia di cantare, ma non smetto di fare musica. Ho voglia di scrivere, di comporre, ma un po' più nell'ombra. Continuare il lavoro che ho fatto già per me, ma farlo per gli altri. sarà la linea per i prossimi anni".

"Il diritto di non sapere quando farò un disco"

Oggi, a 4 anni di distanza dall'album e a un anno da quella dichiarazione Stromae, che si è riappropriato del suo vero nome Paul Van Haver, assieme a sua moglie, la stilista Coralie Barbier, ha incrementato il lavoro nella moda e ridimensionato un po' quelle dichiarazioni, come si legge in un'intervista uscita qualche settimana fa su Paris Match, noto magazine francese: "Non ho alcun progetto musicale in preparazione, ma le cose che raccontano sul fatto che non canterò più sono esagerate. Mi regalo, semplicemente, il diritto di non sapere se e quando ci sarà un altro disco. Non sono obbligato a fare nulla, ho bisogno di pensare. Ero arrivato a un punto in cui non mi divertivo più molto: troppa energia, fatica, strada, ero stremato. È un lavoro vero, non si tratta semplicemente di fare lo sciocco sul palco (…). Ci sono anche i momenti di solitudine in una camera d'albergo. Essere senza sosta su un palco, davanti a tutti a portare un vessillo, ho dato. Aiuterò altri artisti, mi prendo una pausa, mi farà bene".