Britney Spears (Getty Images)
in foto: Britney Spears (Getty Images)

È una dichiarazione spiazzante quella che Larry Rudolph, manager di Britney Spears ha lasciato a TMZ, il sito americano che nei giorni scorsi aveva rivelato che durante un'udienza sulla sua tutela legale Britney Spears avrebbe ammesso che il suo ricovero in una clinica di igiene mentale sarebbe stato forzato: "Come persona che l'aiuta nella sua carriera – basandomi sulle informazioni a cui io e i professionisti che lavorano con lei hanno necessità di sapere – da ciò che sono riuscito a sapere non dovrebbe tornare indietro sulla decisione di non esibirsi più a Las Vegas  né nel futuro prossimo né mai più" lasciando intendere che questa cosa possa andare oltre le esibizioni nella città americana.

La tutela legale della Spears e il Free Britney

Nei giorni scorsi, appunto, TMZ aveva scritto che in un'udienza viso a viso con il Giudice la cantante avrebbe chiesto una riduzione della tutela legale a cui è sottoposta da circa dieci anni. È il padre Jamie che è suo tutore legale ed è lui che controlla tutto ciò che ha a che fare con gli affari della figlia e anche delle sue cose personali (la cantante, ad esempio, non può sposarsi senza il suo consenso). La tutela è stata la causa del rinfocolarsi delle proteste ("Free Britney") di alcuni fan e dell'ex manager della cantante – Sam Lufti per cui è stata emessa un'ordinanza restrittiva – che sostengono che il suo ricovero volontario non fosse realmente voluto, ma che sia stata costretta dal padre.

I medicinali hanno smesso di fare effetto

"È stata la tempesta perfetta – ha detto Rudolph -. Abbiamo dovuto sospendere i suoi concerti perché i suoi medicinali hanno smesso di fare effetto e lei era distrutta dalla malattia del padre". L'inizio dei suoi concerti, quindi, è stato messo in stand-by e sempre a TMZ ha spiegato che quando ha voglia di lavorare non si fa problemi a chiamarlo sempre: "L'estate scorsa, quando voleva esibirsi, mi chiamava ogni giorno era contentissima, non mi chiamava da mesi, è evidente che adesso non abbia voglia di esibirsi", ma spiega anche che lui non lavorerà con lei finché non sarà in grado di salire sul palco: "Non lavorerò con lei finché non sarà pronta, fisicamente e psicologicamente. Se questo momento non arriverà, ok, non arriverà, non ho il potere di farla tornare a lavorare, semplicemente sono qui per lei quando vorrà tornare e nel caso in cui mi chiederà di esibirsi ancora sono qui per dirle se è una buona o una cattiva idea".