Britney Spears (Getty Images)
in foto: Britney Spears (Getty Images)

Britney Spears ha chiesto e ottenuto un'ordinanza restrittiva nei confronti del suo ex manager Sam Lufti che adesso dovrà starle distante almeno 180 metri. Sono giorni particolari per la popstar che lo scorso gennaio decise di cancellare la sua residency a Las Vegas per potersi prendere cura del padre malato e successivamente a causa dello stress che le aveva portato questa situazione aveva deciso di chiudersi in un centro di igiene mentale per curarsi. Una decisione che i fan non avevano preso molto bene, soprattutto a seguito di una foto che aveva cominciato a circolare in rete e la ritraeva un po' spaesata durante l'uscita che le era stata concessa per le feste di Pasqua: immagine che i fan legarono subito alla tutela legale a cui è sottoposta da circa 10 anni e che le impedisce di poter prendere alcune decisioni (come quella di sposarsi) senza il permesso del padre, appunto, suo tutore legale.

Perché la restrizione a Lufti

A seguito di quella situazione era partita una campagna #FreeBritney, che riprendeva lo slogan che era stato creato quando il Tribunale decise di sottoporla alla custodia quando a gestirla era proprio l'ex manager che avrebbe tentato nelle scorse settimane di convincere la madre della cantante a mettere in discussione la tutela, stando, almeno da quanto riportano i giornali americano che hanno avuto accesso alle carte. TMZ, ad esempio, ha scritto che il manager ha subito questa restrizione a causa di questi messaggi e per aver postato commenti denigratori e minacciosi, incitando i fan a fare casino nelle proteste organizzate nelle scorse settimane: l'ex manager avrebbe mandato un messaggio alla madre della cantante per ripensare alla tutela legale e anche alle decisioni sulla scelta dell'ingresso nella clinica di salute mentale, arrivando, pare, al punto di offrirle dei soldi che la donna avrebbe rifiutato.

La difesa dell'ex manager

Lufti si sarebbe appellato al primo emendamento e alla libertà d'espressione, ma evidentemente la richiesta non è stata accolta: "Il disperato tentativo (dei legali della Spears, ndr) di spostare l'attenzione negativa su di me (ancora una volta) è un modo inefficace di oscurare il movimento Free Britney. Le email in questione mostrano una donna capace di condurre la propria vita, un racconto che pare loro vogliano nascondere" ha detto Lufti per cui era stato già richiesto un ordine di restrizione nel 2008 e nel 2009. L'ex manager, ovviamente, respinge tutte le accuse spiegando che all'epoca non faceva altro che rispondere alle richieste d'aiuto della cantante. Il 28 maggio si terrà una seduta per capire se la restrizione sarà permanente.