La prima battaglia legale tra Britney Spears e il padre James termina con un nulla di fatto. Durante l'udienza della Corte Superiore di Los Angeles, presieduta dal giudice Brenda Penny, è andato in scena l'ennesimo rinvio per la tutela patrimoniale della popstar, che rimarrà almeno fino a febbraio 2021 nelle mani di James Spears. Il giudice però ha accettato di porre al fianco di James la co-tutela del gruppo finanziario Bassement Trust, voluto proprio da Britney. La corte ha anche anche ammesso di prendere in considerazione le future richieste per sospensione o rimozione definitiva, che l'avvocato di Britney Spears, Samuel Ingham, intenderà presentare. Nel frattempo la cantante ha preso una decisione: fino a che sarà sotto la tutela del padre, non ci sarà più alcuna esibizione.

Niente più esibizioni fino alla rimozione della tutela

"La mia cliente mi ha informato che ha paura di suo padre e che non si esibirà di nuovo se suo padre è responsabile della sua carriera". Sono le frasi dell'avvocato di Britney Spears Samuel Ingham, rivolte al giudice della Corte Superiore di Los Angeles Brenda Penny, dopo il rifiuto della sospensione della figura di James Spears per la tutela personale ed economica della figlia. Uno dei primi verdetti sul caso giudiziario Spears è arrivata lo scorso 10 novembre, quando il padre James ha convinto, per adesso, la giuria della bontà delle sue scelte sul piano economico e personale. Questo però non ha chiuso i giochi, che vengono semplicemente rimandati alla prossima richiesta di sospensione o rimozione definitiva, che l'avvocato Ingham ha promesso di pronunciare, una richiesta accolta anche dal giudice Penny.

Il rapporto tossico tra Britney e James

Le prime voci sul processo sono arrivate dall'avvocato di James Spears, Vivian Lee Thoreen, che ha affermato l'utilità del padre nel patrimonio della figlia, capace di amministrare un tesoretto da quasi 60 milioni di euro. L'avvocato ha voluto anche rispondere alle accuse rivolte in aula all'indirizzo di James sul rapporto padre e figlia, definito tossico non solo dall'avvocato di Spears ma anche dalla ex moglie di James e madre di Britney, Lynn Spears. La donna, che ha partecipato come soggetto esterno al giudizio, ha affermato che il grande lavoro fatto da James nei primi anni è stato encomiabile, ma che adesso lo stesso trattamento è inutile quanto dannoso, instillando dubbi sul rapporto genitoriale tra James e Britney. A non lasciare dubbi sulla relazione tra padre e figlia è proprio l'avvocato Ingham, che ha invocato un allontanamento di James, anche dovuto al fatto che Britney e James non si parlano da molto tempo.

L'entrata della Bassemer Trust

Una piccola vittoria per Britney arriva sull'accorpamento nel piano tutelare della figura della Bessemer Trust, sito di fondi fiduciari, che da questo momento curerà in compagnia di James il patrimonio della popstar. Una richiesta arrivata già ai tempi dell'arrivo di Jody Montgomery come tutrice personale della cantante all'inizio del 2020. Britney Spears, che non ha partecipato all'udienza, continua a battere duro sul totale controllo del proprio patrimonio da parte della Bessemer Trust, un'azione sconsiderata secondo il padre James che ha commentato in tribunale così: "Non intendo in alcun senso lavorare con l'azienda, ma voglio mantenere il pieno controllo funzionale dei suoi beni, libri e documenti nonostante le obiezioni di Britney". Un comportamento che negli anni è stato ripetuto, un silenzio sulle manovre di James che è stato il campanello d'allarme finale per la popstar, soprattutto dopo la scoperta tardiva dell'allontanamento di Andrew Wallet, ex collaboratore di James nella tutela patrimoniale.