Da sx: Motta, Appino degli Zen Circus e Ghemon
in foto: Da sx: Motta, Appino degli Zen Circus e Ghemon

Si attendono gli ultimi 11 Big, più il vincitore della seconda serata di Sanremo Giovani, per completare quella che sarà la griglia di partenza del prossimo Festival di Sanremo 2019 ce si terrà dal 5 al 9 febbraio prossimo. Durante il primo serale della gara tra i giovani, condotta da Pippo Baudo e Fabio Rovazzi, sono stati annunciati i primi nomi, a cui si è aggiunto il vincitore Einar che parteciperà, quindi in gara tra i Big. I nomi che sono stati annunciati ieri alternano esordienti all'Ariston, ex ospiti, ma anche volti noti agli amanti della kermesse sanremese: ci saranno Paola Turci con "L'ultimo ostacolo", Simone Cristicchi con "Abbi cura di me", gli Zen Circus con "L'amore è una dittatura", Anna Tatangelo con "Le nostre anime di notte", Loredana Bertè con "Cosa ti aspetti da me", Irama con "La ragazza col cuore di latta", Ultimo con "I tuoi particolari", Nek con "Mi farò trovare pronto", Motta con "Dov'è l'Italia", Il Volo con "Musica che resta" e Ghemon con "Rose viola" con Einar "Centomila volte".

I primi 12 Big, tra volti noti, talent ed ex vincitori

Questi primi nomi contemplano, quindi, ex vincitori come Simone Cristicchi che si aggiudicò la gara nel 2007 con "Ti regalerò una rosa" e i ragazzi de Il Volo, che furono primi nel 2015 con "Grande Amore", Anna Tatangelo, vincitrice tra i Giovani nel 2002 con "Doppiamente fragili" e Ultimo, vincitore dello scorso anno con "Il ballo delle incertezze" o artisti noti nel mondo della musica pop italiana come la Bertè, Paola Turci, Nek, ormai certezze del panorama musicale italiana, fino ai giovani come Irama, ultimo vincitore di Amici, talent di Maria De Filippi e fenomeno da classifica di questo 2018, con un Ep e un album al primo posto della classifica Fimi.

Ghemon, tra soul e rap

Ampia, quest'anno, la fetta dei nomi proveniente da quello che una volta era considerato indie, con nomi che hanno una storia importante alle spalle, ben più di alcuni nomi che da pochi anni calcano la scena. Il rap, quest'anno, è rappresentato, per adesso, da Ghemon, autore di cinque album, e con gli ultimi due che hanno dato una svolta alla sua carriera: ORCHIdee del 2014 e "Mezzanotte" del 2017 in cui Gianluca Picariello, vero nome del cantante, "racconta di sofferenza e rinascita, solitudine e delusione non come emozioni fine a se stesse, ma come difficoltà da cui trarre insegnamenti positivi per una nuova consapevolezza di sé" consacrandolo come uno degli artisti italiani più interessanti del panorama, mescolando il soul al rap e puntando molto anche sull'aspetto vocale.

La lunga carriera degli Zen Circus

Gli Zen Circus, invece, alle spalle di album ne hanno dieci, una carriera lunghissima che li vede da anni tra i protagonisti del rock italiano, tra politica e impegno, mescolando il folk al rock, con un animo punk che li caratterizza da sempre con riferimenti come Violent Femmes, Pixies e Talking Heads con cui, tra l'altro, hanno anche collaborato. L'ultimo album è “Il fuoco in una stanza” (Woodworm Label/La Tempesta Dischi) che, nella settimana di uscita, è entrato direttamente al 7° posto nella classifica dei dischi.

Motta, il nuovo cantautorato italiano

Motta è un altro di quegli artisti che da anni calca i palcoscenici dei club italiani, prima con i Criminal Jockers e poi da solista, con due album alle spalle: il primo "La fine dei vent'anni" del 2016 è stato una vera e propria rivelazione, vincitore della Targa Tenco per la miglior Opera Prima e "Vivere o morire" del 2018 vincitore del Premio Tenco per il miglior disco in assoluto.