Tekashi 6ix9ine (Marco BERTORELLO / AFP)
in foto: Tekashi 6ix9ine (Marco BERTORELLO / AFP)

Questo è il giorno in cui si decideranno le sorti di Tekashi 6ix9ine, il rapper americano dai capelli colorati, in carcere da oltre un anno. Uno dei casi più discussi di questi mesi troverà un primo punto grazie alla sentenza attesa per il pomeriggio italiano. Tekashi, il cui vero nome è Daniel Hernandez era uno dei rapper maggiormente in ascesa quando è stato arrestato con vari capi di imputazione (dal possesso di armi al tentato omicidio fino alle attività legate alla gang di cui faceva parte) che gli potrebbero costare decine di anni di prigione. Una situazione che, stando a quando raccontava TMZ lo aveva portato a uno stato di cupezza e preoccupazione.

L'ascesa di Tekashi e l'affiliazione con la gang

Da commesso in un negozio, Hernandez è diventato uno dei rapper simbolo di quella che è conosciuta come scena SoundCloud, dal nome del sito su cui i cantanti postavano le loro canzoni: il nome che cominciava a circolare, le produzioni sempre più importanti, i capelli colorati, i tatuaggi e un atteggiamento sempre più provocatorio ne hanno fatto uno dei simboli di questi anni. Poi c'è stata l'affiliazione alla Nine Trey Gangsta Bloods, gang di New York e la hit "Gummo" legata all'immaginario gangsta.

La collaborazione con la Giustizia

Dopo l'arresto il cantante ha collaborato a stretto contatto con la Giustizia, facendo nomi, raccontando avvenimenti, finanche il suo rapimento e questo potrebbe portarlo a un sostanzioso sconto di pena, con la computatazione il tempo già trascorso in carcere e ritornare anche in libertà. Tutto è nelle mani del giudice Paul Engelmayer a cui nei giorni scorsi il cantante ha chiesto, in una lettera, una seconda opportunità, ammettendo gli sbagli e spiegando di aver capito gli errori commessi. La collaborazione comunque non gli assicura una sentenza più leggera, nonostante la lettera 51k, ovvero quella in cui viene fatto presente al giudice l'importanza della collaborazione dell'imputato.

La richiesta delle vittime di Tekashi

Gli errori commessi, che non sono pochi, hanno scatenato anche la reazione di alcune delle vittime degli atteggiamenti del rapper e della sua gang che hanno chiesto al giudice di tenere in conto i danni che hanno provocato. Lo scrivono – riporta TMZ – le vittime di un furto avvenuto nell'aprile del 2018 che stando a quanto dichiarato dal rapper era pensato come una vendetta nei confronti dell'etichetta Rap-A-Lot. Tekashi e alcuni membri della gang avrebbero dovuto derubarli per rispondere a quello che avevano percepito come un dissing. Ora il cantante rischia qualcosa che va dalla liberazione all'ergastolo e tutto ciò che c'è nel mezzo.