Tekashi 6ix9ine (Getty Images)
in foto: Tekashi 6ix9ine (Getty Images)

Tekashi 6ix9ine ha raccontato a un giudice la sua vita criminale fatta di rapimenti, risse e sparatorie. Il rapper, condannato per nove capi di imputazione nei mesi scorsi è testimone nel processo che vede imputati Anthony “Harv” Ellison e Aljermiah “Nuke” Mack, due membri della gang Nine Trey Bloods, la stessa a cui apparteneva anche il rapper, conosciuto per le sue treccine colorate e soprattutto per i milioni di follower sui social. Ellison deve rispondere anche del rapimento proprio ai danni di 6ix9ine.

Il racconto del rapimento

Tekashi ha raccontato ai giudici che l'imputato e un altro uomo lo hanno tirato fuori dall'auto su cui viaggiava per caricarlo di forza su un'auto rubata insultandolo e picchiandolo durante tutto il tragitto: la colpa era la vicinanza del rapper con uno dei rivali di Ellison. Durante il viaggio il rapper aveva più volte pregato l'uomo di fermarsi, ammettendo di essere spaventato e promettendogli 100 mile euro se l'avesse lasciato andare, ma a un certo punto Ellison si è fermato fuori casa del rapper, rubando un borsone pieno di gioielli e lasciandolo a in un altro quartiere. Il giorno prima della testimonianza l'avvocato della difesa aveva tentato di spiegare che il rapper aveva finto il rapimento.

20 mila euro per una sparatoria

Durante la testimonianza Tekashi ha anche parlato delle "liti" con altri cantanti come Casanova, Trippie Redd e Chief Keef, ricordando sia una sparatoria avvenuta nel backstage della Barclays Center arena contro uomini di Casanova, appunto, e una rapina a mano armata avvenuta a Times Square contro Chief Keef. Pare che il rapper abbia offerto circa 20 mila euro per sparare al rapper rivale, ma che avrebbe pagato solo 10 mila quando seppe che era stato sparato solo un colpo che non aveva raggiunto l'obiettivo prefissato. 6ix9ine stava facendo una veloce carriera nel mondo del rap e aveva pubblicato la hit "Fefe" con Nicki Minaj e "Stoopid": pare che si fosse legato alla gang per aumentare la sua credibilità.