Tekashi durante il processo (Photo by Bob Levey/Getty Images)
in foto: Tekashi durante il processo (Photo by Bob Levey/Getty Images)

Mancano poche ore alla sentenza che deciderà il futuro di Tekashi 6ix9ine. Da oltre un  anno, infatti, il rapper è in carcere a causa di molteplici capi di imputazione e rischia in teoria di restarci per quasi altri 50 anni. Mercoledì il giudice, però, dovrà scegliere se tutta la collaborazione avuta dal cantante nei mesi scorsi potrà lenire il giudizio complessivo sui suoi reati compiuti a seguito dell'affiliazione a una gang che l'ha portato, tra le altre cose, ha ordinare pestaggi e anche a essere rapito (sic) come ha spiegato qualche mese fa, raccontando l'accaduto e denunciando altri due membri della gang di cui ha fatto parte.

La preoccupazione di Tekashi

Stando a quanto ha scritto TMZ, sempre molto ben informata per quanto riguarda questi avvenimenti, il rapper non starebbe vivendo questa vigilia nel migliore dei modi. Benché in passato è stato scritto che la sua collaborazione avrebbe lenito l'eventuale condanna, lo stato del rapper è "cupo e ansioso" per quello che sarà il suo futuro. Pare che Tekashi "stia sentendo la pressione sulla sua testa" in attesa di capire quanti anni dovrà stare chiuso in carcere, luogo che ha cambiato, lo scorso anno, per problemi di sicurezza, dal momento che dove era stato rinchiuso c'erano membri di gang rivali che avrebbero potuto fargli del male.

Le lettere di Tekashi e i familiari al giudice

Tekashi, che era uno dei cantanti maggiormente in ascesa nel mondo del rap americano, è teso perché non ha idea di quello che può succedere, dal momento che lo spettro delle possibilità è vasto: il minimo che può passare, se non fosse presa in considerazione la sua collaborazione, sono 47 anni di prigione, ma la difesa ha chiesto che fosse ridotta. Lo stesso Tekashi, al secolo Daniel Hernandez, ha inviato una lettera al giudice chiedendogli di dargli una seconda opportunità, promettendo di aver capito i suoi errori e di filare dritto. Altre lettere sono state inviate dalla madre, dai parenti e anche da amici e persone a lui vicine. In passato pare che il cantante abbia rifiutato la possibilità di essere incluso nel programma di protezione testimoni.