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Takagi & Ketra, Everyday con Anna, Shiva e Geolier: “Non abbiamo paletti, facciamo ciò che vogliamo”

Everyday, il nuovo singolo di Takagi e Ketra in collaborazione con Geolier, Anna e Shiva, è uscito solo da una settimana ma ha raccolto oltre 7 milioni di ascolti in streaming. Qui l’intervista ai producers.
A cura di Vincenzo Nasto
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Takagi e Ketra, anche nel 2023, sono ritornati con una hit. Dopo il successo nel 2022 di Bubble, quest'anno si sono affidati ai tre nomi più caldi del 2023 nella scena rap italiana. Lo scorso 13 ottobre hanno pubblicato Everyday, un brano in collaborazione con Shiva, Geolier e Anna. Un trio che ha già reso il brano primo in tendenza su YouTube, con il brano che ha realizzato quasi due milioni di visualizzazioni in meno di una settimana. Percorso simile su Spotify in cui sfioriamo i cinque milioni di stream, ma è soprattutto su TikTok dove la canzone ha avuto uno sprint grazie al ritornello virale sulla piattaforma: oltre 26mila video con il brano in sottofondo. Everyday, nata nel settembre 2022 in una masseria salentina, appartiene al filone di Kumité di Salmo e Chiagne di Lazza e Geolier: "La trap con riff melodici di chitarra". Nel frattempo, dopo l'esperienza televisiva sanremese, nel 2023 sono protagonisti anche della nuova edizione di Amici, dove produrranno l'inedito del concorrente Petit. Qui l'intervista a Takagi e Ketra.

Com'è arrivata Everyday?

Takagi: La top line del brano è arrivata in freestyle, mentre lui (Ketra, n.d.r) stava producendo il beat. Stavo inventando parole in inglese, ma all'interno aveva già il ritornello con la parola Everyday. Cerchiamo di scappare un po' dalle reference, anche se è normale essere contaminati, anche inconsapevolmente, da ciò che ascoltiamo durante la giornata.

Quando è nata?

Takagi: È nato tutto nel settembre 2022: eravamo in una masseria in Salento e avevamo solo il ritornello, che abbiamo tenuto fermo per un bel po'. Abbiamo fatto una session con compositori, autori e artisti, fino al giorno in cui è venuto in studio Shiva. Ci ha chiesto di fargli ascoltare qualche beat, e dopo aver sentito quello di Everyday, ha deciso di scriverci sopra una strofa.

Come per Bubble nel 2022, anche Everyday sembra raccogliere i migliori autori dell'anno, una sorta di riepilogo di ciò che è successo musicalmente negli ultimi 12 mesi.

Ketra: Siamo aperti a qualsiasi artista che arriva da noi, ma soprattutto siamo alla ricerca di brani che rimangano. Portiamo avanti tanti progetti musicali e non tutto ciò che facciamo viene pubblicato. Per esempio, negli ultimi anni abbiamo fatto Kumité di Salmo e Chiagne di Lazza e Geolier, a cui si lega musicalmente Everyday, che è la trap con riff melodici di chitarra.

Una sorta di continuità.

Ketra: A noi le melodie ci gasano. Anche se il brano è scuro, Everyday ha una componente melodica molto bella, particolare. Inizialmente il beat lo avevamo denominato "arpeggio magico".

Nel 2023 le vostre produzioni, come Taxi sulla luna di Emma Marrone e Tony Effe, ma anche Piango in discoteca di Mara Sattei, Melodia Criminal di Fred De Palma e Ana Mena e Lambada con Paola e Chiara, mostrano un registro musicale molto ampio su cui avete lavorato.

Ketra: Negli ultimi 18 mesi abbiamo lavorato con artisti del panorama urban, soprattutto d'ultima generazione. Abbiamo conosciuto talenti con la nostra stessa attitudine, con il nostro istinto. Tra virgolette, noi non siamo "studiati": non abbiamo paletti musicali e accademici. Facciamo ciò che vogliamo.

Quando c’eravamo sentiti l’ultima volta per Bubble, avevate anticipato un grande tema nel 2023 del rap italiano: il ritorno della dance. A questo punto vi chiedo di anticipare le tendenze del prossimo anno.

Takagi: Non abbiamo la sfera magica. Ultimamente sto ascoltando l'ultimo album di Lil Yachty, almeno due/tre volte a settimana. Mi è piaciuta molto la contaminazione e i suoni anni 70, super innovativo. Poi per un producer, immergersi nel lavoro altrui è anche una goduria.

Ritornando indietro di qualche mese, com'è stata l'esperienza al Festival di Sanremo? 

Ketra: Suonare intorno a una piscina, con le persone intorno? Quello sì, rappresenta il nostro mondo musicale. Dobbiamo ringraziare Salmo che ci ha invitato e chi ha messo in un contesto giusto per noi. Sarebbe stato difficile far alzare e far ballare le persone nel teatro.

È un'esperienza che rifareste?

Takagi: Devono dircelo un po' prima, così mi posso mettere a dieta. Altrimenti faccio brutta figura in piscina.

Dall'esperienza sanremese alla nuova avventura di Amici, con la produzione dell'inedito di Petit. Che tipo di connessione siete riusciti a trovare?

Ketra: In una scuola di insegnanti, io ho fatto "il bidello" ad Amici quando c'erano i rapper come Briga e Moreno. Credo che il livello di professionalità musicale raggiunto nella scuola sia ineguagliabile, forse la scuola di musica più dura in Italia. Abbiamo imparato anche tanto da Maria De Filippi, che secondo me è un genio. Quest'anno, quando ci hanno chiesto di fare i giudici, per la prima volta abbiamo risposto di sì.

Avete notato qualche talento interessante?

Ketra: Non ci sentiamo di dover giudicare gli artisti, ma quest'anno ci ha incuriosito Petit, il rapper napoletano. Stiamo producendo la traccia di un ragazzo molto bravo secondo noi e che ha solo 18 anni.

Nell'anno dei dischi dei producer, quanto questa figura ha realmente assunto un'importanza nella costruzione di un disco e invece quanto, dall'altra parte, è diventato un pretesto per raggruppare singoli in una playlist?

Ketra: Ecco, dipende come viene costruito. Sicuramente è positivo che in questo periodo storico il producer abbia il potere di essere il main artist del disco. Poi dobbiamo dire che i producer italiani non hanno ormai nulla da inviare al resto del mondo. La figura del produttore è quella del regista di un film, quindi se riesci a fare qualcosa di figo, riusciranno ad ascoltarlo anche tra 20/30 anni. Come per le pellicole, c'è chi ci è riuscito e chi non ha passato il test del tempo.

È migliorata la sensibilità del pubblico, anche nei confronti della figura del producer?

Ketra: Io credo che siano usciti progetti molto belli che hanno permesso al pubblico di togliere da quell'angolo i producer, mettendoli al centro della scena. Oggi la musica è in mano ai producer, quindi è giusto che avvengano queste queste cose qua.

C'è qualcosa che può mettere il bastone tra le ruote?

Ketra: Ci sono tante dinamiche: per esempio ci sono tracce che non finiscono in questi album perché gli artisti preferiscono pubblicarla nel loro. Dicono che è una hit e che la vogliono tenere per loro.

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