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13 Luglio 2021
09:32

Prime critiche internazionali per i Maneskin: “Meglio la morte del rock che questo revival”

Dopo le interviste, i ritratti e gli articoli su giornali e riviste internazionali importanti come New York Times, Guardian e Clash, tra le altre, arrivano le prime crepe all’hype enorme che i Maneskin hanno avuto nelle settimane immediatamente successive alla vittoria dell’Eurovision. Sterrogum, infatti, stronca Beggin’.
A cura di Redazione Music
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Dopo le interviste, i ritratti e gli articoli su giornali e riviste internazionali importanti come New York Times, Guardian e Clash, tra le altre, arrivano le prime crepe all'hype enorme che i Maneskin hanno avuto nelle settimane immediatamente successive alla vittoria dell'Eurovision. Dopo il successo sul palco di Rotterdam la band di Damiano, Victoria, Thomas e Ethan ha dapprima conquistato le classifiche italiane, poi quelle europee, soprattutto dell'Est e del Nord, fino a conquistare due mercati da sempre ostici per i nostri colori come quello inglese e quello americano, diventando, grazie a "Beggin'", da giorni, la band col singolo più ascoltato a livello globale e il superamento dei 40 milioni di ascoltatori mensili sulla piattaforma svedese.

Scoppiati in maniera esponenziale e non scontato – sono tanti i vincitori dell'Eurovision che non riescono a bissare il successo iniziale della canzone trionfatrice – i Maneskin si sono ritrovati pian piano a scalare le classifiche, partendo da "Zitti e buoni", passando per "I wanna be your slave", fino a "Beggin'", una cover del 2017, contenuta nel primo Ep "Chosen", quello uscito subito dopo aver perso la finale di X Factor, che li ha portati in cima al mondo su Spotify, conquistando pian piano tutte le classifiche mondiali, ed entrando per la prima volta nella top 5 della Billboard 200, ovvero la classifica dei singoli americani. Ed è proprio questo ad aver fatto storcere il naso a Chris DeVille, giornalista di Stereogum, una delle riviste di riferimento per la musica mondiale, che ha scritto un pezzo lungo per criticare la cover della canzone dei The Four Seasons e, in generale, il revival di questo glam rock, in salsa italiana.

"Prima che la definiate (l'ingresso nella classifica americana, ndr) una vittoria per il rock, considerate che la cover di "Beggin'" dei Måneskin è semplicemente atrocemente, offensivamente brutta – un attacco scat nervoso e selvaggio che rifiuto che le persone possa  ascoltarla per ragioni non ironiche" scrive il giornalista. "Beggin'" è una canzone che la band portò sul palco di X Factor, in quella prima vita che era più "barocca" rispetto al nuovo corso dato con "Teatro d'Ira Vol.1" in cui la band ha asciugato tutto, come spiegarono anche in un'intervista a Fanpage.it: "Quando abbiamo scritto il primo album eravamo proprio piccoli, ci siamo ritrovati con davanti mille possibilità, quindi ci dicevamo: ‘Qui mettiamo le trombe, qua i violini', potevamo fare tutto e ci siamo sbizzarriti. Eravamo piccoli, entusiasti di tutto, poi suonando in tour ci siamo resi conto che alcuni brani più suonati, con meno produzione, più scarni, ci divertivamo di più ed erano più nelle nostre corde" dissero.

Insomma, anche i Maneskin probabilmente si sono trovati presi in contropiede dal successo della canzone. Un successo nato soprattutto grazie alla viralità di alcune challange su TikTok, che l'ha fatta esplodere e approdare anche su alcune radio americane. E questo, probabilmente, è stato il motivo per cui Stereogum ha dedicato un pezzo alla band: "Non è così sorprendente che una band del genere dei Måneskin abbia preso piede in Europa – non ho nemmeno la pretesa di capire i gusti della gente nel continente – ma sono un po' scioccato dal modo in cui "Beggin'" si è fatto strada anche nella coscienza americana. Il ringhio ostentato di David suona come una parodia di un cantante che pronuncia rock come ‘r-a-w-k' (…). Prego che la loro comparsa sia un incidente isolato e non stiamo per vedere un revival di questo tipo di hard rock terribile come una proposta mainstream in America. Perché onestamente, se questa roba è ciò che sta per prendere piede, è meglio che il rock sia morto".

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