Pierdavide Carone torna dopo la malattia e la perdita del padre: “In Casa c’è il mio sangue”

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Sono passati 3391 giorni tra “Nanì”, la canzone che Pierdavide Carone scrisse con Lucio Dalla, e il suo prossimo album “Casa”, che uscirà il prossimo 28 maggio. Il cantautore, che ha calcato il palco di Amici e quello del Festival di Sanremo, ha scritto che vuole che chi lo ascolti sappia che dentro c’è il suo sangue.

Sono passati 3391 giorni tra "Nanì", la canzone che Pierdavide Carone scrisse con Lucio Dalla, e il suo prossimo album "Casa", che uscirà il prossimo 28 maggio. A contarli, ovviamente, è stato lo stesso cantautore, che dopo aver pubblicato una serie di singoli torna alla forma album a nove anni da "Nanì e altri racconti". Sono stati anni tribolati per Carone, che nel frattempo ha dovuto attraversare, oltre all'esclusione da Sanremo, soprattutto la sua malattia e quella del padre, scomparso alla fine del 2020. "Casa", anticipato dal singolo "Buonanotte" è il suo quarto lavoro, prodotto da lui stesso e da Marco Barusso, tranne tre canzoni che vedono la firma del duo formato da Federico Nardelli e Giordano Colombo che , tra le tante cose, assieme a Colapesce e Dimartino hanno firmato "Musica leggerissima".

Come nasce "Casa"

"Sono intercorsi 3391 giorni tra ‘Nanì e altri racconti' e ‘Casa', dov’ero? Cosa facevo? Tutto ciò che posso dire è che ho scelto di stare in silenzio, poi mi hanno messo in silenzio, poi ho detto le cose sbagliate, e ho cambiato casa, anzi 4, ma ho continuato a dire le cose sbagliate, così ho cambiato città, ci sono stati amori, ne conto 3 più di altri, finiti, infiniti, mai nati, intrecciati, in corso d’opera, ho ricominciato, piano piano, a dire le cose giuste, e ho capito che non avrei mai più voluto smettere, ho visto il mio corpo ammalarsi e poi guarire, ho visto il corpo di mio padre ammalarsi e poi morire, mi sono dilaniato il cuore fino a convertirlo in lacrime dagli occhi cadute sull’asfalto, o in sorrisi sospesi nel vento, e ho capito che un cuore dilaniato non è più esposto, è solo più grande" ha scritto il cantautore su Instagram, presentando il lavoro e spiegando: "Voglio che chiunque lo ascolti sappia che qui sopra non ci sono solo le mie note, qui c’è il mio sangue, non pretendo che questo disco sia bello, a me basta sapere che è mio, e di chiunque ascoltando sappia di cosa sto parlando, perché tutti hanno una CASA, perché tutti hanno bisogno di sentirsi a CASA".

Perché la scelta di chiamarlo "Casa"

Carone, infatti, è stato obbligato a degli stop and go a causa della malattia: "Quando ritorni alla vita al di là della malattia ti rendi conto che dovrai di nuovo ricominciare, non proprio da zero, ma di sicuro dovevo rimboccarmi le maniche e capire cosa fare" aveva spiegato a Fanpage.it, spiegando la genesi di "Forza e coraggio". La canzone farà parte di questa raccolta di canzoni, tra cui vi è anche "Caramelle", la canzone sulla pedofilia scritta coi Dear Jack e la cui esclusione dal Festival di Sanremo fece molto discutere: "CASA esce in un periodo di grandi cambiamenti, di transumanze, di dolorosi addii, alcuni delebili altri meno, ma Casa non è solo un luogo, può essere un concetto, può essere un cuore, può essere un abbraccio, una famiglia, quella biologica, quella costruita – racconta Pierdavide Carone -. Casa può essere ancora, a volte zavorra, di sicuro è il mare, anche dentro una bottiglia, di sicuro è il porto, sicuro, fermo anche davanti allo sbattere delle onde che si infrangono sulle barche, Casa è da cui tutto parte, e a cui tutto ritorna…".

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