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Per Chad Smith è “orribile che la Cia usasse i RHCP per le torture” (VIDEO)

Chad Smith, batterista dei Red Hot Chili Peppers si dice disgustato dalla notizia data da Al Jazeera che una canzone della band fosse usata durante gli interrogatori per torturare i prigionieri.
A cura di Francesco Raiola
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Chad Smith, batterista dei Red Hot Chili Peppers

Qualche giorno fa un articolo di Al Jazeera sulle torture perpetrate ai prigionieri reclusi a Guantanamo ha scatenato un putiferio – l'ennesimo – anche sui giornali musicali. Il motivo è presto spiegato: pare che la Cia, infatti, utilizzasse canzoni anche dei Red Hot Chili Peppers per torturare i prigionieri. Non è una novità che la musica a tutto volume sia usata nei campi di prigionia – e a Guantanamo in particolare – per fare violenza ai detenuti. Poche settimane fa una band metal, gli Skinny Puppy, minacciò il Governo Usa di chiedere un risarcimento di 500 mila euro dopo aver scoperto che anche la loro musica era stata usata nella prigione cubana.

Questa pratica, però affonda le proprie radici nel tempo se è vero che qualche mese fa un'altra inchiesta portò alla luce come anche Julio Iglesias (sic) e George Harrison furono usati, da Pinochet, per le torture. Intanto ad accusare la Cia ci pensa Chad Smith, batterista della band, che fermato in un parcheggio da un inviato di TMZ dice: "La nostra musica è positiva, ovviamente non approvo quello che hanno fatto" e visto che non si sa quale sia la canzone usata Flea scherza: "Forse hanno usato ‘Under The Bridge', molto rumorosa e in loop è una tortura!". Poi torna serio e chiude: "Non avrebbero dovuto farlo. È orribile"

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