(foto Bryan Bedder/Getty Images)
in foto: (foto Bryan Bedder/Getty Images)

"Nessuno verrà dimenticato" dice il Ministro dei Beni Culturali e del turismo Dario Franceschini, che prende posizione su uno dei temi più discussi nel mondo della Musica e non solo. Con un settore sull'orlo del baratro e tutte le attività live ferme, il mercato rischia, stando ai dati di Assomusica, di perdere 350 milioni alla fine della stagione estiva (600 considerando l'indotto). Un mercato, è bene ribadirlo, che non solo non vede protagonisti solo gli artisti famosi, ma che occupa migliaia di persone, dagli autori agli operai, ovvero quelli che rendono possibile, ad esempio, il montaggio del palco.

Gli interventi previsti

Franceschini è intervenuto per cercare di tranquillizzare il settore, spiegando di aver già previsto, nei primi provvedimenti, 130 milioni di euro per il cinema e lo spettacolo: "Ho già firmato, questa mattina, la prima parte di risorse, 20 milioni di euro, per il mondo della danza, del teatro, dei circhi, festival che sono esclusi dal Fus. E così firmerò questa settimana un decreto che utilizza le risorse che il Parlamento ha voluto destinare, 13 milioni di euro del diritto d'autore, per gli autori, musicisti, artisti che sono un sotto un certo limite di reddito, quelli più indifesi e che devono essere protetti dal sostegno delle misure pubbliche".

Un primo passo, secondo la FIMI

"Un primo passo per i lavoratori più fragili del settore musicale" lo ha definito su Twitter Enzo Mazza, CEO della FIMI, sigla che assieme ad altre (AFI, Anem, Assomusica, FEM e PMI) aveva firmato un appello al Governo: una richiesta in 10 punti per venire incontro al settore, chiedendo "una serie di interventi evidenziando lo stato di crisi dell’intero comparto e la necessità di misure urgenti". "Nessuno verrà dimenticato, nessun artista, nessun attore, nessun musicista oltre che nessuna professionalità preziosa e sconosciuta" ha promesso Franceschini.

La crisi economica del comparto musicale

Il comparto musicale live è in crisi e stando a varie stime si prevede che questo segmento sarà uno degli ultimi a riaprire, dopo ssere stato uno dei primi a chiudere. Nessun assembramento, infatti, significa l'impossibilità di unirsi e godersi un live. Nei giorni scorsi molti esperti di Sanità, compreso il Direttore dell'Istituto Superiore di Sanità hanno fatto capire che senza un vaccino o una cura sarà difficile che si possa tornare a vedere grandi eventi, così come ha specificato anche l'antropologo dei disastro Giovanni Gugg, intervistato da Fanpage.it. Intanto l'industria prova ad attrezzarsi con proposte che dividono i fan, come quello di alcune aziende private che si sono rese disponibili a tentare la strada dei drive in musicali, con tutte le difficoltà normative che porta con sé.