Sono stati celebrati a Roma in forma privata e alla presenza di soli pochi intimi i funerali di Ennio Morricone, compositore e premio Oscar scomparso a 91 anni a causa delle conseguenze di una caduta. Morricone si è spento all’alba del 6 luglio mentre era ricoverato in una clinica romana. Secondo quanto scrive l’Adnkronos, nel rispetto delle ultime volontà espresse dal compositore, i funerali sono stati celebrati alla sola presenza dei familiari e di due tra i suoi amici più cari, il regista Giuseppe Tornatore e l'avvocato Giorgio Assumma. Le note di “Mission”, colonna sonora dell’omonimo film di Roland Joffé del 1986 al quale il maestro era profondamente legato, hanno accompagnato il momento della benedizione della bara. Morricone sarà sepolto a Roma nelle prossime ore.

“Funerali privati perché non voglio disturbare”

Era stato lo stesso Morricone, nel necrologio vergato di suo pugno pochi giorni prima di morire, a mettere nero su bianco l’espressa volontà di avere funerali privati. “Non voglio disturbare”, aveva scritto il maestro. Una testimonianza che rende solo parzialmente l’idea della profonda sensibilità di un uomo che ha saputo plasmare l’arte affinché restituisse il riflesso del suo genio. L’ultima testimonianza scritta da Morricone sono state lette dall’avvocato Assumma, grande amico del maestro.

Il necrologio di Ennio Morricone

Di fronte ai giornalisti assiepati all’esterno del campus biomedico a Roma, l’avvocato Giorgio Assumma ha letto il necrologio scritto da Morricone. “Io, Ennio Morricone, sono morto. Lo annuncio così a tutti gli amici che mi sono stati vicini ed anche a quelli un po' lontani che saluto con grande affetto. Impossibile nominarli tutti. Ma un ricordo particolare è per Peppuccio e Roberta, amici fraterni molto presenti in questi ultimi anni della nostra vita” ha letto Assumma con voce venata dalla commozione “C'è solo una ragione che mi spinge a salutare tutti così e ad avere un funerale in forma privata: non voglio disturbare. Saluto con tanto affetto Ines, Laura, Sara, Enzo e Norbert per aver condiviso con me e la mia famiglia gran parte della mia vita. Voglio ricordare con Amore le mie sorelle Adriana, Maria e Franca e i loro cari, e far sapere loro quanto gli ho voluto bene. Un saluto pieno intenso e profondo ai miei figli Marco, Alessandra, Andrea e Giovanni, mia nuora Monica, e ai miei nipoti Francesca, Valentina, Francesco e Luca». E conclude: «Spero che comprendano quanto li ho amati. Per ultima Maria, ma non ultima. A lei rinnovo l'amore straordinario che ci ha tenuto insieme e che mi dispiace abbandonare. A lei il più doloroso Addio”.