Ermal Meta e Fabrizio Moro hanno vinto il 68esimo Festival di Sanremo con la canzone "Non mi avete fatto niente". Una vittoria arrivata dopo le polemiche per il presunto plagio, l'auto-citazione dalla canzone "Silenzio", che condivide lo stesso ritornello e lo stesso autore, Andrea Febo. Al Dopofestival, i vincitori hanno commentato le loro sensazioni a caldo.

Il malore di Ermal Meta quella notte

Ermal Meta racconta di essersi sentito ferito per quanto successo, e che la notte della possibile esclusione l'ha passata a vomitare. "Passare per quello che non sei", questo è quello che lo ha più colpito profondamente.

Ci siamo sentiti feriti per quanto successo, ma adesso non c'è nessuna sensazione di rivalsa, perché non ha nessun senso avere rancore. Siamo solo felici. Ero convinto che saremmo arrivati terzi. Non abbiamo mai pensato ai pronostici, se l'avessimo fatto sarebbe sopraggiunta l'ansia da prestazione. Quella notte ho vomitato (la notte dell'esclusione, ndr), la cosa peggiore è passare per quello che non sei.

Fabrizio Moro, l'abitudine a superare gli ostacoli

Più "duro" il commento di Fabrizio Moro, un po' a recitare il ruolo di quello più dannato. Spiega di aver superato tanti ostacoli,

Personalmente sono abituato a superare gli ostacoli della vita con energia positiva. Sono estremamente felice di come è andata, ma la cosa più bella è che ho trovato un nuovo amico. Questo è un palco importante che fa paura. Il ritornello? Ripensavo a tutto quello che ho passato nella mia vita. Sarà per quello che sembro sempre un po' incazzato.

Meta-Moro, una vittoria già scritta

Lo avevamo detto che il caso Meta-Moro sarebbe finito con il lieto fine, non per altro ma per il fatto che la Rai era consapevole di ritrovarsi la canzone dalla retorica perfetta per la vittoria finale. Le polemiche per una canzone dal ritornello rimpastato, che ha generato peraltro introiti Siae da esibizioni pubbliche, potrebbero presto tornare a farsi sentire.