Le polemiche tra un pezzo del mondo della musica e il Governo, e in particolare col Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini si sono acuite nella giornata della Musica del 21 giugno. Mentre tanti artisti e addetti ai lavori erano impegnati nel flash mob di Piazza Duomo a Milano, al grido di "Senza musica", per denunciare la poca attenzione da parte del Governo al settore, il Ministro parlava di "Una grande ripartenza il giorno della #festadellamusica" facendo riferimento al Ravenna Festival "per il concerto del Maestro #Muti con i giovani dell’Orchestra Cherubini" come si legge nel tweet postato dal Ministro al mattino. Una dichiarazione che è riuscita a scontentare chi da settimane chiede maggiore attenzione da parte delle Istituzioni, in attesa che si discutano gli emendamenti al decreto Rilancio, alcuni dei quali sono stati portati in Parlamento dal collettivo "La musica che gira", tra gli organizzatori della protesta "#SenzaMusica" che ha visto tanti artisti in piazza col bavaglio e l'uscita di un brano silenzioso sulle piattaforme musicali.

Le critiche al Ministro da parte di alcuni addetti ai lavori

"Con grande coraggio (chiamiamolo così) @dariofrance ignora in modo vergognoso le istanze di migliaia di lavoratori del settore musicale e parla di ‘grande ripartenza'" ha scritto Vasco Brondi, ex Le luci della centrale elettrica, postando il tweet del Ministro, seguito anche da professionisti come Emiliano Colasanti che ha rimarcato: "Oggi in realtà è stata una giornata #senzamusica e il modo in cui lei sta ignorando le istanze di migliaia di lavoratori è vergognoso". "Nel giorno della Festa #senzamusica sono sceso in piazza coi miei colleghi e le mie colleghe. Lo dovevo alla mia famiglia in musica. Come tutt* loro ho speso la mia vita per fare del mio sogno il mio lavoro. Gli emendamenti ci sono, discuteteli" ha scritto Ghemon che assieme a colleghi come Levante, Manuel Agnelli, Lodo de Lo Stato Sociale, Diodato e tanti altri, accompagnati da una rappresentanza delle figure professionali del settore musica.

Gli emendamenti in Parlamento

La richiesta è sempre quella: "Gli emendamenti per affrontare l’emergenza ci sono, li abbiamo raccolti in un unico pacchetto, contengono proposte concrete, la quasi totalità delle quali non sono state prese in considerazione dal Governo e chiediamo con forza che vengano messe in discussione e approvate dal Parlamento" come disse a Fanpage anche Stefania Giuffrè, tra le fondatrici del collettivo. Ieri, poi, al termine degli Stati Generali, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha tenuto una tavola rotonda per discutere del futuro del settore Culturale ed è stato accusato di averlo fatto chiamando nomi di facciata, piuttosto che i lavoratori che contribuiscono a portare avanti la baracca: non c'erano sigle di settore, etichette, promoter etc.

La richiesta di Elisa agli Stati Generali del Governo

E così la scelta del Governo è stata quella di scegliere personalità considerate altamente rappresentative del proprio ambiente lavorativo, tra cui Elisa. La cantante, mel suo intervento ha portato le istanze per cui si battono da settimane e ha chiesto più attenzione verso le richieste degli addetti al settore: "Prima di venire qui ho ascoltato tante voci. Sono una cantautrice, una musicista, ma non potevo che cogliere questa occasione per accendere l'attenzione su una parte dei problemi che ci sono oggi nel settore. Il confronto è importante e il settore della musica deve farsi sentire" ha detto la cantante, che ha anche fatto riferimento alla protesta: "Il 21 giugno è la festa della musica – ha detto Elisa – ma purtroppo è stata una festa ‘senza musica', come i tanti movimenti e il significativo flash mob in Piazza Duomo a Milano hanno sottolineato. E' importante che lo Stato intervenga e ascolti le tante voci che stanno chiedendo aiuto e presentando proposte concrete". Ora non resta che aspettare cosa ne sarà degli emendamenti proposti da parte del settore per capire quale sarà effettivamente il futuro della musica.