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14 Maggio 2022
23:10

La lotta dei Maneskin affinché le cover diventino cool

Anche sul palco di Eurovision 2022 i Maneskin, oltre al loro ultimo singolo, portano una cover, questa volta di Elvis.
A cura di Francesco Raiola
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Damiano dei Maneskin (Theo Wargo/Getty Images for Coachella)
Damiano dei Maneskin (Theo Wargo/Getty Images for Coachella)

"Nel 2017, quando siamo usciti da X Factor, la critica principale era che facevamo solo cover. Grazie a Dio che facevamo cover" avevano detto i Maneskin sul palco dell'Arena di Verona di ritorno, live, davanti al pubblico italiano a due anni e mezzo di distanza dall'ultima volta. Ultima volta che li vedeva come un fenomeno importante in Italia ma ancora lontani dalle luci della ribalta che vivono oggi, star internazionali, con un ultimo singolo, Supermodel, prodotto dal Re Mida del pop internazionale Max Martin.

Gli inizi a livello più grande, ovvero a X Factor, è stata con tante cover, così come l'esplosione internazionale è arrivata definitivamente proprio grazie a una cover. E loro le cover se le coccolano, ne fanno tante, le scelgono con attenzione e di cover riempiono le loro scalette. Insomma, se da una parte c'è un mondo che non ama le cover, spesso viste come profanazione, da un'altra parte ci sono cover che sono quasi più conosciute delle originali (per prendere un esempio classico: "The man who sold the world" di David Bowie rifatto dai Nirvana). E i Maneskin vogliono infilarsi in questo filone.

E vale anche per Beggin', canzone inclusa nel loro primo EP "Chosen" che grazie a TikTok e all'esplosione della popolarità dopo la vittoria a ESC è diventata una hit mondiale. Una canzone da un miliardo di views su Spotify, che ormai è quasi più dei Maneskin che dei The Four Seasons che pure ne avevano quasi perso la patria potestà dopo la cover dei Madcon. Coverizzare è l'arte di rileggere a modo proprio, con il proprio stile, una canzone già edita e i Maneskin hanno deciso di farne uno dei pilastri del loro repertorio, così negli ultimi tempi si sono divertiti a farne alcune, come quella a Elvis, ma anche "I wanna be your dog" in omaggio a Iggy Pop e agli Stooges che pure ha collaborato in "I wanna be your slave" o "Wominizer" presentata al Coachella e bissata proprio a Verona. Damiano e la band la difendono anzi rilanciano quest'arte e lo confermano anche sul palco che li ha resi famosi. Avranno perso un po' di ruvidezza ma di certo non gli manca la coerenza.

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