Opinioni
23 Marzo 2022
13:29

La discografia mondiale in forte crescita tra streaming e nuovi mercati dove nascono talenti globali

Il mercato discografico internazionale ha vissuto una crescita importante nel 2021, così come quello italiano, grazie all’esplosione dei Maneskin.
A cura di Enzo Mazza

Il mercato discografico è cresciuto del 18,5% a livello globale raggiungendo nel 2021 quasi 26 miliardi di dollari; la crescita ha riguardato tra i sessanta e i settanta Paesi nel mondo: lo afferma la CEO di IFPI Frances Moore, la Federazione internazionale dell’industria musicale. Una forte impennata è anche quella che ha riguardato il mercato italiano, tornato nella top ten a livello globale con un 27,8% di crescita a oltre 332 milioni di euro di ricavi.

Secondo Simon Robson, President International Recorded music di Warner Music, si sta assistendo a una tendenza chiave nel mercato: “La musica è più globalizzata che mai. Se osserviamo le prime cento posizioni delle classifiche streaming, sono sempre più piene di artisti e canzoni da tutte le parti del mondo" ha affermato citando i recenti successi di Pedro Sampaio e Anitta come esempi dal roster latino americano di WMG. Per Robson "la tendenza dei successi provenienti da tutto il mondo accelererà man mano che più persone nei mercati emergenti si iscriveranno ai servizi di streaming e man mano che miglioreremo nel produrre talenti globale nel resto del mondo".

Anche l’Italia ha mostrato segnali importanti sul fronte internazionale, con una crescita delle royalty generate all’estero del 66% nel 2021. Lo scorso anno è stato sicuramente molto forte con il successo internazionale dei Måneskin: il risultato è che l’Italia oggi si posiziona come il terzo mercato discografico nell’Unione Europea. Il successo della band conferma che ormai le hit globali possono arrivare da ogni Paese, senza più alcuna barriera fisica all’export di musica. “Si è trattato di una vera e propria operazione globale attraverso le capacità delle singole persone attive nell’etichetta” racconta Elodie Bensoussan, del marketing internazionale di Sony Music. Questo dimostra il carburante che un'etichetta può fornire alla carriera di un artista: “Sì, portiamo i mezzi finanziari, e molto in termini di risorse umane, ma è anche l'impegno dei team composto dalle persone che lottano duramente insieme a far sì che le cose accadano davvero”. Andrea Rosi, Presidente e CEO, Sony Music Entertainment Italia concorda sul punto aggiungendo come “ogni singolo territorio è stato davvero di supporto, arrivando con un sacco di idee diverse”.

Tra i mercati emergenti, nel 2021 molte cose sono accadute in India e Africa. Devraj Sanyal CEO di Universal Music India, ha spiegato la forte crescita nel 2021, con un 23,4% e arrivata a  219 milioni di dollari. "Ha più che raddoppiato le dimensioni dal 2016" ha affermato pur osservando che il potenziale del paese è di gran lunga maggiore dell'attuale 17° posto nella classifica IFPI dei mercati della musica registrata. Sanyal ha affermato che gli oltre 1,4 miliardi di abitanti dell'India, la sua crescente penetrazione di smartphone e banda larga ad alta velocità e a basso costo, oltre alla concorrenza tra i servizi di streaming locali e globali, indicano una crescita futura. "Si stima che solo lo 0,4% circa della popolazione indiana fosse abbonato alla musica a pagamento nel 2020", ha aggiunto, “ma le prospettiva indicano una forte potenzialità per gli abbonamenti premium in India”.

L’Africa è un’altra case history globale: Temi Adeniji MD di Warner Music in Sud Africa ha descritto il successo globale già sperimentato da diversi artisti Afrobeats come "un momento di trasformazione per il continente e, soprattutto, per i creatori del continente", ma ha anche avvertito che questa è solo una parte della storia. "Dobbiamo guardare alla crescita nella regione sub-sahariana da una prospettiva bifronte: crescita esternamente, ma anche crescita sul piano locale", ha affermato. Oltre all’esportazione, i Paesi africani hanno grandi opportunità di sviluppo con tanti nuovi generi musicali.

Oltre alla crescita della musica a livello globale e l’espansione dei territori, molto del focus dell’industria si orienta nel mondo virtuale, dove si aprono sicuramente grandi opportunità. Sia Kooker di Sony Music che Adam Granite di Universal Music hanno descritto l’impegno delle aziende nei segmenti legati a NFT e metaverso. Per Kooker “che si tratti di esperienze immersive mirate allo sviluppo del metaverso, di NFT o di un formato che non esiste nemmeno oggi, in definitiva il nostro lavoro è costruire l'infrastruttura e investire nell'infrastruttura tecnologica necessaria per portare queste esperienze agli artisti e trasformarli in una realtà per i loro fan”.

Per Granite, il fatto che oggi vi siano 523 milioni di abbonati ai servizi streaming con un’indubbia crescita rispetto all’anno precedente è una buona notizia, ma ha anche fatto notare che gli abbonati ai servizi di video streaming come Netflix e pay TV sono oltre un miliardo a livello globale e che pertanto esiste un ampio margine di crescita.

Crescita in abbonati che sicuramente è stata rilevante in Italia dove i ricavi da servizi premium in abbonamento sono cresciuti del 35,6% una percentuale tra le più elevate a livello globale. Complessivamente, tutto il segmento tra audio e video streaming è cresciuto del 24,6% arrivando a 208 milioni di euro di ricavi. Solo nel segmento audio ormai ogni settimana i consumatori italiani realizzano in media oltre un miliardo di stream.

Dopo il difficile 2020, anche il CD è tornato a generare ricavi in salita con un +10,6% – il dato resta tuttavia al di sotto del 2019. In particolare, nel fisico il vinile prosegue la sua costante crescita: dopo aver superato i CD all’inizio del 2021, ha confermato l’exploit con quasi il 79% di incremento. Crescono anche i ricavi da altri formati come le musicassette, cresciuti del 245%.

Nel segmento fisico è stato particolarmente efficace il Bonus Cultura 18 app, il cui impatto è arrivato a rappresentare oltre 21 milioni di euro complessivamente. Anche i diritti connessi, ovvero i ricavi da licenze per l’uso di musica in radio, televisioni, palestre, pubblici esercizi e feste private sono cresciuti con un + 37,2% a 52 milioni di euro e i diritti di sincronizzazione, ovvero la musica nelle pubblicità, film, serie TV ha visto un incremento del 36,4% superando per la prima volta i dieci milioni di euro. Il mercato italiano ha pertanto visto un anno particolarmente forte con la conferma degli importanti investimenti delle case discografiche sul repertorio italiano e nei giovani talenti. Effetti positivi si registrano anche dagli interventi fiscali con il tax credit per le nuove opere.

Nelle classifiche di fine anno, le top ten di singoli e album sono state dominate dal repertorio italiano: diversi artisti della Generazione Z hanno ottenuto risultati di ampio respiro conquistando numerosi dischi di platino. Complessivamente, nel 2021 sono stati infatti premiati 231 Album, 6 Compilation e 1.054 Singoli Digitali tra oro, platino e multiplatino. Grazie dunque alla forte innovazione spinta nel settore discografico, tra i segmenti leader dell’economia digitale del Paese, sono cresciute enormemente le opportunità di successo per gli artisti.

Nel 2021 479 album hanno infatti superato la soglia di 10 milioni di streaming: si tratta di 302 artisti in totale, per una crescita di grande rilevanza rispetto a dieci anni fa. Nel 2011 solo 134 album per 105 artisti avevano infatti superato l’equivalente soglia delle 10.000 copie vendute (fisico + download): un segnale fondamentale anche per la sostenibilità economica del mercato.

Con una laurea in Scienze Politiche, inizia la propria attività come addetto stampa presso un importante istituto bancario e, dopo un'esperienza in un’agenzia di pubbliche relazioni, diventa responsabile per l'Italia di BSA, Business Software Alliance. Nel 1996 viene nominato Segretario Generale di FPM, la Federazione contro la Pirateria Musicale, di cui ricopre poi i ruoli di Direttore Generale e di Presidente. Oggi è CEO di FIMI, la Federazione dell’Industria Musicale Italiana, e presiede il Comitato Proprietà Intellettuale della Camera di Commercio Americana in Italia. Dal 2010 è anche Presidente di SCF, Società Consortile Fonografici, la collecting dei diritti musicali connessi.
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