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L’eredità di Lucio Dalla

La città di Bologna avrà la fondazione Dalla. E’ quanto si propongono di fare i parenti più prossimi dell’artista che, in accordo con il manager del cantante, Bruno Sconocchia e con il suo più intimo amico Marco Alemanno, si stanno organizzando per realizzare l’ultimo desiderio di Lucio.
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A cura di Stefania Rocco
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La città di Bologna avrà la fondazione Dalla. E’ quanto si propongono di fare i parenti più prossimi dell’artista

Con la stessa eleganza che ha caratterizzato tutta la sua esistenza, anche la parentesi relativa all’eredità di Lucio Dalla sta viaggiando sui binari giusti, nel rispetto dei desideri che l’artista aveva espresso quando era ancora in vita. Il suo è un patrimonio ovviamente multimilionario che si articola tra beni immobili – le case possedute da Lucio a Bologna, alle Isole Tremiti e di Milo – i ricchissimi diritti di autore sulle sue canzoni, i quadri e le opere d’arte collezionate nel corso degli anni e le società che vedono la sua partecipazioni in qualunque misura. Una stima ufficiale in termini numerici non è ancora disponibile ma la portata di tale patrimonio è ricchissima, come ci si potrebbe immaginare. Il fatto che la morte di Dalla sia avvenuta quando il cantante non aveva ancora designato un erede avrebbe potuto cerare qualche problema, come spesso accade in casi di questo tipo quando in ballo ci sono milioni di euro.

Così però non è stato. Lo assicura il manager del cantate Bruno Sconocchia che, al termine di una lunga riunione che ha visto la presenza dei familiari più prossimi dell’artista, ha dichiarato:

Problemi non ce ne saranno, al di là delle ripartizioni patrimoniali che non sono di certo la cosa più importante. La priorità è la tutela del patrimonio artistico di un genio: la nostra unica premura è portare avanti il progetto della Fondazione, già avviato da Lucio. Su una cosa abbiamo una certezza: dalla fondazione non ci spostiamo, non permetteremo che sfumi.

Questo, infatti, rimane il punto cardine. Bologna, com’era nei desideri di Dalla, avrà la sua fondazione, un progetto volto a promuovere il rilancio culturale della città. Di rispettare questo suo desiderio se ne fanno carico non solo Marco Alemanno, il suo amico più caro, e Sconocchia ma anche i figli delle cinque cugine di primo grado di Dalla, le donne che dovrebbero dividersi il suo patrimonio. Il progetto comune è infatti dare vita a quella fondazione senza scopo di lucro alla quale Lucio pensava da anni e che sarebbe servita a lanciare sul mercato discografico tutti quei giovani artisti che sarebbero riusciti a conquistare la sua approvazione.

Eugenio D’Andrea, avvocato e amico di Lucio, dichiara di aver partecipato al primo incontro tra i più cari amici dell’artista e i suoi eredi più prossimi, una riunione dal clima disteso, volta soprattutto ad assecondare le ultime volontà del cantante. Ovviamente, nel rispetto della legge, saranno le cinque cugine di Dalla ad avere l’ultima parola. In qualità di parenti di quarto grado, potranno disporre della fortuna accumulata dal cantante e utilizzarla nella maniera che riterranno più opportuna. E’ volontà di queste donne e dei loro figli, però, costituire la fondazione che Lucio avrebbe tanto voluto e magari riversare all’interno della stessa la stragrande maggioranza della fortuna ereditata. Per il momento, tra i parenti più prossimi di Dalla e gli amici intimi che hanno portato alla luce le sue ultime volontà c’è solo un accordo verbale che pare tuttavia sufficiente a garantire una certa tranquillità ad ambo le parti. Proprio quella che Dalla avrebbe voluto.

Beni e proprietà di Lucio Dalla

Come riporta il sito ilsalvagente.it, l'eredità di Lucio Dalla ammonterebbe a cifre davvero esorbitanti, calcolando la distribuzione dei beni tra immobili, diritti d'autore e beni di lusso.

  • Case e immobili – Basti pensare che al civico 15 di Via D'Azeglio (Bo) il musicista possedeva una vera e propria casa-museo, dislocata tra il seminterrato e il quarto piano. La casa, di quasi 3000 metri quadri di ampiezza, è ricolma di opere d'arte, statue, quadri antichi e sculture, oltre ad essere intrisa della magia della sua musica. L'abitazione bolognese non era però l'unica proprietà di Lucio, il quale possedeva anche 6 terreni e 3 fabbricati in provincia di Catania, terreni sparsi e uno studio di registrazione vicino le isole Tremiti, terreni in Abruzzo e 1 sontuosa villa alle pendici dell'Etna.
  • Società – Attraverso i dati della Camera di Commercio si evince inoltre che il cantautore era il consigliere della società Assistime Spa (società discografica) per il 92%, mentre per il 4% rispondeva il fido amico Marco Alemanno, e unico presidente del consiglio di amministrazione della Pressing Line Srl, società responsabile della concessione dei diritti d'autore. Quest'ultima ha un attivo netto in aumento di 5,5 milioni di euro, un utile triplicato rispetto al 2009 e un fatturato in crescita di 1,6 milioni di euro.
  • Diritti d'autore – Parlando di diritti d'autore come non ricordare quelli lasciati in eredità e legati alle sue 581 canzoni, delle quali i parenti entro il sesto grado di parentela percepiranno i diritti per i prossimi 70 anni. La Siae ha tenuto anche a precisare che: "Lucio Dalla è tra i primi 10 aventi diritto della categoria ‘autori' con maggiori incassi maturati Siae, considerando gli ultimi 23 anni di ripartizione della Sezione Musica". Nello specifico pare che il ricavato maggiore legato al suo esercizio musicale sia quello ottenuto dalla tourneé con Francesco De Gregori, pari quasi a 800mila euro, ai quali andrebbero sommati anche i ricavati delle vendite del disco live del concerto.
  •  Beni di lusso – Infine tra i beni di lusso va annoverata una barca, adattata anche a studio di registrazione, chiamata "Brilli e Billy" come i suoi due affettuosissimi cani.

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