8 Luglio 2014
09:43

L’ascesa inarrestabile dello streaming musicale e il crollo del download

Il report della Nielsen sull’industria musicale negli Usa è lo specchio di come sta cambiando l’industria musicale. Il 2014, infatti, ricalca l’anno precedente e vede lo streaming affermarsi sempre più come il business principale, a scapito del download e la guerra tra le aziende lo dimostra.
A cura di Francesco Raiola

I cambiamenti nell'industria musicale ci sono sempre stati e vanno di pari passo con le innovazioni tecnologiche. Ovviamente più si va avanti col tempo, più sono repentini. Dal vinile alle musicassette, passando per i cd fino ad arrivare agli mp3 e lo streaming. Proprio questi ultimi sono i protagonisti di questi ultimi anni. Un'ascesa inarrestabile che nel 2013 ne ha fatto la salvezza dell'industria musicale e che anche in questa prima metà del 2014 sta tenendo a galla l'intero settore: "La vecchia industria musicale è morta. Stiamo guardando le rovine di un'industria costruita sui jet privati, il Cristal, i cd da 18 $ e budget milionari per registrare. Siamo nel bel mezzo della più grande dismissione dell'industria musicale degli ultimi 100 anni" scrive Thomas Honeyman (via) in un pezzo che spiega come una sola generazione sia riuscita, da sola, a uccidere l'industria musicale. Un'industria musicale che sta facendo i conti con una rivoluzione a cui sta cercando di adeguarsi, in cui i vecchi modelli di business in pochi anni sono andati in pezzi e la rivoluzione dello streaming ne sta pian piano prendendo il posto. Le vendite dei supporti fisici da tempo non rappresentano più l'introito fondamentale del mercato, sostituite in un primo momento dalle vendite digitali e dal modello di downloading di iTunes, rivoluzionario fino a poco tempo fa, ma che ormai va pian piano perdendo la propria forza, come l'acquisizione di Beats conferma e come dicono i numeri che il report del report di Nielsen che analizza i numeri dell'industria in questa prima metà del 2014 confermano sempre di più.

La polarizzazione dei numeri

Le stime, infatti, ricalcano quelle che erano state nel 2013, ma i numeri si polarizzano, in negativo per i download e in positivo per gli streaming. Quest'ultimo, infatti, vede un incremento del 42% in questi primi 6 mesi raggiungendo i 70 miliardi di brani suonati, mentre le vendite delle singole canzoni digitali scendono del 13% (593,6 milioni) e quelle degli album dell'11,6% (53,8 milioni), continuando il trend che nel 2013 vedeva il digitale, per la prima volta col segno negativo. Il rapporto fa riferimento alle sole vendite negli Usa, ma sono un dato comunque importante (a breve, comunque, la Fimi diramerà anche i numeri che riguardano il mercato italiano). In totale, quest'anno, le perdite totali sono del 3,3% con lo streaming a tenere le perdite degli altri comparti. A mantenere un trend positivo, invece, è il vinile, grande vincitore assieme alle piattaforme di streaming, con un incremento di oltre il 40%, che conferma l'amore del pubblico per il disco, che oltre ad avere un giorno dedicato a sé (il Record Store Day), però ha numeri ancora troppo bassi per influenzare il mercato.

"Frozen" piglia tutto

A farla da padrona nelle vendite è la colonna sonora del film d'animazione Premio Oscar "Frozen", vero fenomeno dell'anno, seguito da Beyoncé e il suo album omonimo, uscito a dicembre senza pubblictà preventiva e grande successo commerciale, appunto. Tra i vinili è sempre Jack White (con "Lazaretto") il più venduto, come successo anche due anni fa, seguito dagli Arctic Monkeys ("AM") e da Beck ("Morning Phase"). La canzone con più stream totali (audio e video) è "Dark Horse" di Katy Perry feat. Juice J, seguita da "All Of Me" di John Legend e "Talk Dirty" di Jason Derulo feat. 2 Chainz, mentre la canzone più trasmessa dalle radio è "Happy" di Pharrell Williams".

Il report completo

La concorrenza cresce

Ad ogni modo le aziende leader nel settore musicale e non solo (anche in quello tech, ad esempio)  stanno seguendo quello che è il trend tracciato nello scorso anno e la guerra dello streaming che si è scatenato nei mesi scorsi ne è l'esempio più lampante. Una delle acquisizioni più importanti è quella della Apple che ha acquisito Beats Music, il neonato servizio di streaming dell'azienda fondata da Dr Dre e Jimmy Iovine, ma anche i concorrenti si sono dati da fare. YouTube ha addirittura cominciato un braccio di ferro con alcune etichette indipendenti per quanto riguarda il lancio del nuovo servizio in abbonamento, Google (che detiene proprio la piattaforma video) ha appena acquistato Songza, piattaforma che si basa sulla selezione di playlist  proposte agli utenti grazie all’intervento di un team di esperti, ma anche Amazon pare abbia cominciato le trattative per il lancio del suo servizio, con voci, poi smentite, dell'interessamento di Twitter addirittura per Spotify, o Soundcloud.

La battaglia, insomma, è ancora aperta, anche perché i servizi che già ci sono, come Spotify o Deezer, sono colossi che crescono giorno dopo giorno, cercando di migliorare al massimo l'offerta e il catalogo e facendo fronte ai problemi contrattuali e di revenue con gli artisti. Quello dello streaming è attualmente uno dei mercati più trafficati del momento e molti degli attori citati ancora devono calare le proprie armi migliori. Il 2014, quindi, sarà ricordato non solo per i numeri musicali dello streaming, ma anche per quelli in soldoni, in attesa di capire quanto durerà e quale sostenibilità riuscirà a mantenere un settore sempre più ingolfato. In attesa della start up che rivoluzionerà, ancora una volta, un mercato in continua e sempre più veloce evoluzione.

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