Festival di Sanremo 2021

Il significato di Mai dire mai (La locura), la canzone di Willie Peyote a Sanremo 2021

All’esordio sul palco di Sanremo, Willie Peyote partecipa alla 71esima edizione del Festival di Sanremo con il brano “Mai dire mai (La locura)”, in gara nella sezione Campioni. Il rapper torinese, con all’attivo già ben cinque album pubblicati, salirà sul palco dell’Ariston con una canzone che con dissacrante ironia denuncia l’industria musicale italiana, troppo influenzata dai trend. Ecco il testo, le parole e il significato di Mai dire Mai (La locura) il brano del rapper torinese in gara tra i Big a Sanremo 2021.
A cura di Vincenzo Nasto
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Festival di Sanremo 2021

Guglielmo Bruno in arte Willie Peyote, partecipa alla 71esima edizione del Festival di Sanremo con il brano "Mai dire mai (La locura)", una canzone che il rapper torinese ha scritto durante il lockdown. Il suo brano d'esordio sul palco dell'Ariston vuole essere una  denuncia del sistema discografico nostrano, accusato di aver creato delle marionette orientate a seguire dei trend con un chiaro riferimento anche a come le dinamiche discografiche siano orami soggette anche ai dettami di social come TikTok o a piattaforme di sharing musicale some Spotify. Il titolo del cantautore, inoltre, vuole essere un esplicito riferimento alla sit-com italiana con protagonista Francesco Pannofino, con la quale vuole condividere una dissacrante ironia che si fa più pungente nelle parole cantate dall'artista. Un pezzo dalla sprizzante ironia che si apre con “Questa è l’Italia del futuro, un paese di musichette mentre fuori c’è la morte”. Proprio per questa puntuale e irriverente analisi del panorama musicale e culturale in generale che il pezzo di Willie Peyote è tra i favoriti per il premio della critica.

Ecco il testo, le parole e il significato di Mai dire mai (La locura), il brano di Willie Peyote in gara tra i Big a Sanremo 2021.

Mai dire mai (La locura) di Willie Peyote, il testo della canzone a Sanremo 2021

di W. Peyote – C. Cavalieri D’Oro – D. G. Bestonzo – G. Petrelli
Ed. Sugarmusic/Turet/Gorilla Publishing
Milano – Torino

“Questa è l’Italia del futuro, un paese di musichette mentre fuori c’è la morte”
Ora che sanno che questo è il trend tutti ‘sti rapper c’hanno la band
Anche quando parlano l’autotune, tutti in costume come gli X-men
Gridi allo scandalo, sembrano Marilyn Manson nel 2020
Nuovi punk vecchi adolescenti, tingo i capelli e sto al passo coi tempi
C’è il coatto che parla alla pancia ma l’intellettuale è più snob
In base al tuo pubblico scegliti un bel personaggio, l’Italia è una grande sit-com
Sta roba che cinque anni fa era già vecchia ora sembra avanguardia e la chiamano It-pop
Le major ti fanno un contratto se azzecchi il balletto e fai boom su Tik-tok
Siamo giovani affamati, siamo schiavi dell’hype
Non si vendono più i dischi tanto c’è Spotify
Riapriamo gli stadi ma non teatri né live
Magari faccio due palleggi, mai dire mai
Siamo giovani affermati, siamo schiavi dell’hype
Non ti servono i programmi se il consenso ce l’hai
Riapriamo gli stadi ma non teatri né live
Magari faccio due palleggi, mai dire mai
Mai dire mai, mai dire mai
Mai dire mai dire mai dire mai dire mai
Ora che sanno che questo è il trend tutti che vendono il culo a un brand
Tutti ‘sti bomber non fanno goal ma tanto ora conta se fanno il cash
Pompano il trash in nome del LOL e poi vi stupite degli Exit poll?
Vince la merda se a forza di ridere riesce a sembrare credibile
Cosa ci vuole a decidere “tutta ‘sta roba c’ha rotto i coglioni?”
Questi piazzisti, impostori e cialtroni a me fanno schifo ‘sti cazzi i milioni
“le brutte intenzioni…” che succede? Mi sono sbagliato
Non ho capito in che modo twerkare vuol dire lottare contro il patriarcato
Siamo giovani affamati, siamo schiavi dell’hype
Non si vendono più i dischi tanto c’è Spotify
Riapriamo gli stadi ma non teatri né live
Magari faccio due palleggi, mai dire mai
Siamo giovani affermati, siamo schiavi dell’hype
Non ti servono i programmi se il consenso ce l’hai
Riapriamo gli stadi ma non teatri né live
Magari faccio due palleggi, mai dire mai
(Mai dire mai) non so se mi piego non so se mi spezzo
(Mai dire mai) non so se mi spiego, dipende dal prezzo
(Mai dire mai) lo chiami futuro ma è solo progresso
(Mai dire mai) sembra il Medioevo più smart e più fashion
(Mai dire mai) se è vero che il fine giustifica il mezzo
(Mai dire mai) non dico il buongusto ma almeno il buonsenso
(Mai dire mai) ho visto di meglio, ho fatto di peggio
(Mai dire mai) ecco, tu dì un’altra palla se riesco palleggio
Siamo giovani affamati, siamo schiavi dell’hype
Non si vendono più i dischi tanto c’è Spotify
Riapriamo gli stadi ma non teatri né live
Magari faccio due palleggi, mai dire mai
Siamo giovani affermati, siamo schiavi dell’hype
Non ti servono i programmi se il consenso ce l’hai
Riapriamo gli stadi ma non teatri né live
Magari faccio due palleggi, mai dire mai
Mai dire mai, mai dire mai
Mai dire mai dire mai dire mai dire mai
Mai dire mai, mai dire mai
Mai dire mai dire mai dire mai dire mai

Di cosa parla Mai dire mai (La locura): la spiegazione del significato

Willie Peyote, pseudonimo di Guglielmo Bruno, è uno degli artisti più interessanti della scena indie-rap italiana, un cantante in grado di pubblicare cinque dischi, tra cui "Iodegradabile", ultimo progetto che ha debuttato nella top cinque dei dischi più ascoltati e venduti in Italia, con i singoli estratti "La tua futura ex moglie", "Quando nessuno ti vede" e "Semaforo", oltre a fregiarsi della collaborazione con la star internazionale del reggae Shaggy nel brano "Algoritmo". Si presenta per la prima volta a Sanremo con il brano "Mai dire mai (la locura)", un titolo che si riferisce alla serie tv italiana Boris, con cui condivide il senso di denuncia verso il sistema italiano, criticato con sagace ironia. Infatti proprio nel brano ritroviamo chiari riferimenti alla scena trap in tendenza negli ultimi anni, una manica di marionette per l'artista torinese. Willie Peyote cerca di analizzare anche le nuove dinamiche del mondo discografico, tra l'influenza di TikTok e quella delle piattaforme di streaming digitali, dai social all'aspetto contenutistico dei brani. Una canzone che denuncia il sistema Italia e che potrebbe essere uno dei brani maggiormente candidati al premio della critica.

Willie Peyote a Sanremo 2021 con Mai dire mai (La locura)

Con cinque album all'attivo, Willie Peyote non si può affatto definire un esordiente della musica italiana, nonostante sia arrivato per la prima volta al Festival di Sanremo. Basti pensare al successo del suo ultimo album, pubblicato nel 2019, che ha debuttato nella top cinque dei dischi più venduti e ascoltati in Italia, ma anche alla collaborazione con la star internazionale del reggae "Shaggy", nel brano "Algoritmo". Nel 2020 invece, l'artista torinese ha pubblicato "La depressione è un periodo dell'anno", una fotografia degli ultimi 12 mesi, tra paure e preoccupazioni, in cui rientrano anche i temi dell'accusa sociale della nostra società.

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