Franco Battiato (foto d’archivio LaPresse)
in foto: Franco Battiato (foto d’archivio LaPresse)

Nella bufera esplosa intorno al nuovo progetto discografico di Franco Battiato, fra amici o presunti tali che si sono scagliati contro la famiglia, collaboratori che hanno deciso di partecipare al disco e altri invece che lo disconoscono, artisti vicini al Maestro che hanno scelto il silenzio ma, se decidessero di parlare, esploderebbero di indignazione verso il manager Franz Cattini e i fan nel mezzo del trambusto che appaiono disorientati, c’è una figura che è sempre rimasta in disparte nonostante rappresenti il “centro di gravità permanente” di questa controversa vicenda.

Stiamo parlando del fratello maggiore dell’autore di pietre miliari della musica italiana: Michele Battiato. Ex consigliere comunale a Milano nelle fila dei Repubblicani, uomo di poche parole ma dalle idee chiarissime visto che, nonostante le polemiche, è sempre andato dritto per la sua strada. Siamo riusciti a raggiungerlo telefonicamente, proprio sul numero fisso che corrisponde a Villa Grazia, la dimora da cui partirono le prime indiscrezioni circa la salute del Maestro e la dimora che lo stesso Michele, dopo averlo smentito, si lascia sfuggire che sì, effettivamente era in vendita perché “devo pensare al futuro” ma poi evidentemente per cercare di spegnere il clamore decise per il ritiro dell’annuncio dal sito specializzato in acquisizioni immobiliari.

La linea del cordless fa le bizze, purtroppo, forse anche per la zona in cui si trova quello che è stato definito un borgo alla siciliana, più che una semplice casa, che Franco – Francesco all’anagrafe – Battiato scelse come buen retiro ai piedi dell’Etna e con lo sguardo rivolto a Taormina, alla Calabria ed alle coste del mar Jonio. Circa 800 metri quadri di costruzione, situata nella frazione di Praino, nel Comune di Milo (Catania). È qui che il fratello ci risponde e mentre si sposta in cerca della rete si sentono i cani abbaiare in lontananza e il vociare di una famiglia disturbata inaspettatamente all’ora di cena. Quando finalmente riesce a trovare campo per la comunicazione, ne approfittiamo per rivolgergli qualche domanda visto che uscirà venerdì 18 ottobre “Torneremo ancora”, l'album dal vivo che contiene un inedito che dà il titolo all’intero lavoro e che ha rappresentato il detonatore di una storia triste, qualunque ne sia l’epilogo.

Intanto, come sta vivendo il clamore che si è scatenato intorno al progetto discografico?

Non entro in queste logiche, perché la gente non ha rispetto di chi sta poco bene. Le persone che fanno dichiarazioni come quelle che ho ascoltato in questi giorni si qualificano da sole.

E come si spiega che in molti mettano in dubbio le scelte che ha compiuto la famiglia Battiato?

Non lo so. Noi viviamo tutto con molta serenità. Certo, ho sentito cose che potrei definire stratosferiche, altre completamente inventate. Cioè di chi si è spacciato per amico di mio fratello e invece non è assolutamente mai stato. Sono dei disperati entrati in casa grazie ad amicizie comuni e che adesso mettono in scena la tipica parte che gli compete in ogni melodramma che si rispetti. Quel che mi sento dire è solo che stiamo assistendo mio fratello come merita.

Quindi chi ha considerato "Torneremo ancora" una operazione commerciale sbaglia?

Sì e sono tranquillissimo nell’affermarlo. Questi atteggiamenti fanno parte del meccanismo dello spettacolo, portato avanti da persone che vogliono farsi pubblicità, desiderano apparire, perché la vita non li ha premiati come pensavano di poterlo essere e quindi cercano di attirare su di sé l’attenzione

Al pubblico di suo fratello, il quale sia in manifestazioni pubbliche che sui social è apparso in cerca di chiarezza, in che modo sente di rivolgersi?

Dalla gente ho letto dichiarazioni sui giornali molto giuste ed equilibrate. Li voglio rassicurare, perché mio fratello riceve continuamente gli amici più intimi, viene curato al meglio e sta superando un momento di difficoltà, anche serenamente. Non abbiamo nessuna preoccupazione di qualsiasi sorta.

Insomma, non cambierebbe niente di come è stata gestita la comunicazione?

Assolutamente no. Voi pensate che ci siano state delle dichiarazioni ma non è così. L’unico episodio vero riguarda la messa in vendita della casa, ma perché io devo pensare anche al futuro. Ma non abbiamo nessun problema di altra natura. Mio fratello è circondato dall’affetto degli amici più cari e dei parenti. Del resto, non ce ne frega niente. Perché chi parla è gente che non serve, non può aiutare e non vogliamo neanche sapere chi sono.

Non mi dica che non ha letto l’intervista che ci ha rilasciato Roberto Ferri nei giorni scorsi, in cui dichiara “vogliono tenere in vita ciò che è già morto” arrivando addirittura ad annunciare di avere un altro inedito di Franco Battiato?

È una storia che vi farei raccontare direttamente dalla donna che ha presentato questo soggetto a mio fratello. Un episodio piuttosto squallido. Ferri avrà visto Franco una volta e mezza di persona, e per l’intercessione di questa amica comune. Non ho altro da dire a lei e a quel signore. Arrivederci!