Umberto Tozzi (LaPresse)
in foto: Umberto Tozzi (LaPresse)

La morte di Serafina Scialò, ex compagna di Umberto Tozzi, ha riaperto ferite nella famiglia del cantante. In un'intervista di qualche giorno fa al Corriere della Sera, il cantante spiegò che non gli andava di parlare della donna, ricordando solo di come l'avesse perdonata per i soldi che, ha detto, lei gli ha rubato e per come l'ha tenuta lontano dal figlio Nicola Armando. Tozzi ha spiegato che avrebbe potuto mandarla in carcere e che ci era molto vicino: "A suo tempo le avevo firmato due assegni in bianco per pagare dei fornitori. Lei li mandò all’incasso: uno era di 100 milioni, l’altro di 350 milioni di lire" ma visto che era la madre del figlio lasciò correre. In più, Tozzi ha accusato la donna di aver attuato un lavaggio del cervello al figlio, impedendogli di vederlo.

Il rapporto di Tozzi con Serafina Scialò

Proprio il figlio ha parlato, negando la versione del padre sulla madre Serafina Scialò. Sempre al Corriere della Sera, infatti, Nicola Armando ha voluto prendere la parola per difendere la madre, ora che non può rispondere e dare la sua versione della storia. Quella di un bambino, prima, e adolescente e uomo, dopo, che ha avuto enormi difficoltà a incontrare il padre. Le prime cose che ricorda sono le liti al telefono: "I miei si parlavano solo tramite avvocati o parenti e io in mezzo: mamma mi ha sempre trattato come un adulto o l’uomo di famiglia" ha detto, spiegando che anche il rapporto con la madre non fu semplice, perché "Quando si è separata, è sprofondata nell’autodistruzione (…) era fragile (…). La rabbia si è acutizzata col tempo. Io ho dovuto capire che lei era insalvabile e potevo solo salvare me stesso".

Falsa la questione del furto della madre

Nicola Armando nega la storia dei soldi e degli assegni raccontando che il padre lasciò alla madre due assegni per ogni evenienza e che lei non riscosse mai quei soldi "esasperata, lei portò un assegno in banca, però poi non lo riscosse. L’altro assegno è stato una vita in casa. Lei non incassò mai niente", chiarendo che non cerca alcun tipo di visibilità ("se fossi in difficoltà, non vado a cercare il gettone di presenza in tv, vado alla Caritas").

La lontananza di Umberto Tozzi e il padre

Parlando ancora di Umberto Tozzi, invece, ha ammesso che il padre aveva tentato un paio di volte di incontrarlo "ma altre volte l’ho aspettato e lui non è venuto. Quando giocò con la Nazionale Cantanti qui a Udine, mi feci portare da mia zia. Avevo sei o sette anni, si negò". Successivamente l'ha incontrato altre volte, per un periodo un po' più lungo quando era appena maggiorenne, ma nel 2011 fu l'ultima volta "Era con persone che non c’entravano nulla e si parlò del nulla". Oggi, però, non chiude la porta e dice: "Mi piacerebbe darci del tempo vero, io e lui da soli".