Qualche mese fa il rapper Gemitaiz fu coperto di insulti per aver a sua volta rivolto un insulto al Ministro degli Interni e Vicepremier Matteo Salvini ("Salvini ti auguro il peggio. Se muori facciamo una festa). Insulti, minacce a lui e ai genitori etc sono state la risposta a un post del rapper romano che in alcune interviste, compresa quella a Fanpage.it, spiegava sebbene gli fregasse poco della politica si era sentito di esprimere quel giudizio perché "ci sono valori imprescindibili nella vita e uno di questi è l'uguaglianza" e il modo di comunicare di Salvini "e gestire la cosa ha dell'odio di fondo. È un razzista, per quello che ha fatto in passato, per le uscite che ha avuto" spiegava il rapper di "Davide" riguardo ai migranti.

Gli artisti e la politica, oggi

Non è semplice, oggi, prendere una posizione netta nei confronti del Potere, lo abbiamo visto in questi ultimi mesi di estrema polarizzazione su alcuni temi, soprattutto quello sui migranti, e sono pochi – pochissimi – quelli che hanno espresso un parere netto in questi mesi, mai comunque tra i nomi di spicco del panorama pop. E il cortocircuito è avvenuto ieri, con la dimostrazione empirica di quello che potrebbe succedere a un artista che si permettesse di esprimere un dissenso politico anche forte, soprattutto se contro quello che oggi molti sondaggi danno come primo partito del Paese nonché espressione proprio del Ministro degli Interni.

Gli insulti contro il falso Morandi

L'Adnkronos, infatti, riporta che ieri un account fake dedicato a Gianni Morandi ha postato un fotomontaggio (venuto anche abbastanza male) in cui il cantante avrebbe posato con un paio di cartelli in cui cui il nome della Lega veniva sostituito da "Illegale", giocando con i 49 milioni che il partito dovrebbe ridare indietro a causa di una truffa sui rimborsi elettorali: "Ho letto che la Lega potrebbe cambiare nome per evitare il sequestro. Siccome, oltre a cantare, mi diletto con la grafica, ho ideato due loghi nuovi per il caro Matteo. È solo una bozza, ma voi che ne pensate?" si legge sull'account Gianni MoraMdi che al momento ha oltre 1700 commenti, più di 11 mila like e oltre 4 mila condivisioni, ovvero numeri enormi, ma soprattutto continua ad avere tanti insulti: "Anzichè fare politica fatti mamdare dalla mamma a prendere il latte va…", "Anche tu Gianni !!! Ma vergognati comunista del cazzo !!!!!!!", "Gianni ascolta me… Lascia perdere la politica e mettiti solo a Cantare fai più figura". Insomma una sequela di insulti di gente che non si è presa la briga di capire se quel post fosse vero né, tantomeno, di leggere chi cercava di spiegarglielo e soprattutto non riesce a distinguere una pagina ufficiale da un fake. Una boutade che dà il senso di quello che in questi mesi stiamo vedendo online, ovvero post e notizie false, postate da account falsi, ripresi e commentati, però, da gente reale che, spinto dalla pancia, non riesce a comprendere la truffa. E chissà in quanti riusciranno a capire, anche adesso che il "gioco" è svelato, che Morandi non c'entra niente.

Le critiche vere a Morandi nel 2015

Eppure proprio Morandi, nel 2015, si trovò realmente al centro di un attacco Facebook e proprio per un post in cui parlava di migranti. In uno status Morandi espresse il suo pensiero e fu costretto per ore a rispondere uno per uno, col suo solito stile, a chi lo criticava anche ferocemente, fino a scrivere uno status ex novo in cui, amareggiato, scriveva: "Forse non mi aspettavo che più della metà di questi messaggi facesse emergere il nostro egoismo, la nostra paura del diverso e anche il nostro razzismo. A parte gli insulti, che sono ormai un'abitudine sulla rete, frasi come "andrei io a bombardare i barconi" o "sono tutti delinquenti e stupratori" oppure "vengono qui solo per farsi mantenere", mi hanno lasciato senza parole… Magari qualcuno di questi messaggeri, ha famiglia, figli e la domenica va anche a messa. Certamente non ascolta però, le parole di Papa Francesco…".