L'intervento di Paul McCartney in merito al rimborso dei biglietti dei suoi due concerti in Italia, che si sarebbero dovuti tenere a Napoli, in Piazza del Plebiscito, mercoledì 10 giugno, e al Lucca Summer Festival, alle Mura storiche, sabato 13 giugno, non è piaciuto a tutti. Interviene nel dibattito che da giorni si sta alimentando di nuovi spunti e posizioni, la rocker tutta italiana Gianna Nannini, che su Twitter decide di inviare un messaggio all'ex Beatles, nel quale non le manda di certo a dire:

Paul, caro Paul, non abbiamo bisogno di te che bacchetti l’Italia. Invece di cancellare il tuo concerto cosa ci voleva a recuperarlo come facciamo noi e come fanno tanti artisti internazionali? La musica va aiutata in questo momento recuperando le date, non cancellandole. Ti aspettiamo Paul, vogliamo il tuo concerto!

Il tour in SudAmerica nel 2021

Nei commenti sottostanti il messaggio, i fan più accaniti le ricordano che McCartney aveva già programmato un tour in SudAmerica e in Asia: "Nel 2021 è in tour Sudamerica e Asia. I voucher durano 18 mesi. Anche se venisse nel 2022 non ci stiamo dentro". È pur vero che il duro attacco del cantante alla gestione italiana della cancellazione delle due tappe ha scoperchiato un vaso che traboccava di polemiche da settimane. "È veramente scandaloso che coloro che hanno pagato un biglietto per uno show non possano riavere i loro soldi" aveva scritto, riferendosi al mancato rimborso del biglietto a fronte di un voucher sostitutivo per altri concerti.

La risposta della D'Alessandro e Galli

La D'Alessandro e Galli, organizzatori del concerto, avevano però spiegato a Fanpage.it che lo strumento del voucher messo a disposizione dal Governo altro non era che un modo per aggirare l'enorme problema del rimborso di un biglietto così costoso per migliaia di persone e garantire comunque un servizio, di lì a data da destinarsi. "I soldi non vanno persi, non ce li andiamo a spendere per fare le vacanze" aveva aggiunto Mimmo D'Alessandro, specificando che la loro posizione, ben prima che McCartney parlasse, era già molto delicata. Successivamente, la nota agenzia di eventi ha risposto al cantante di aver sempre agito in trasparenza, dapprima con lui, che era perfettamente a conoscenza del sistema voucher come sostitutivo del rimborso.