Paul McCartney si schiera contro Assomusica, gli organizzatori e il Governo per la questione voucher e dichiara la scelta scandalosa. I concerti dell'ex Beatles, che avrebbe dovuto suonare a Lucca e a Napoli, era diventato il simbolo dell'ingiustizia dei voucher da parte dei fan che chiedevano la possibilità di poter riavere indietro i soldi spesi per poterlo vedere in concerto. Nelle scorse settimane, infatti, i fan e alcune associazioni di consumatori si erano schierati contro la decisione di utilizzare i voucher, quindi buoni dello stesso valore del biglietto, da utilizzare nei prossimi 18 mesi per partecipare ad altri concerti.

McCartney contro i voucher

Oggi sarebbe stato il giorno del concerto che McCartney avrebbe dovuto tenere a Piazza del Plebiscito e il cantante ha deciso di denunciare pubblicamente quello che è avvenuto, al punto da definire la situazione "scandalosa": "È veramente scandaloso che coloro che hanno pagato un biglietto per uno show non possano riavere i loro soldi. Senza i fan non ci sarebbe musica dal vivo. Siamo fortemente in disaccordo con ciò che il governo italiano e Assomusica hanno fatto. A tutti i fan degli altri Paesi che avremmo visitato quest'estate è stato offerto il rimborso completo. L'organizzatore italiano dei nostri spettacoli ed i legislatori italiani devono fare la cosa giusta in questo caso. Siamo tutti estremamente dispiaciuti del fatto che gli spettacoli non possano avvenire ma questo è un vero insulto per i fan" si legge nel comunicato del cantante.

Il cantante a favore del rimborso totale

Il tour di Paul McCartney è stato cancellato a causa della pandemia di Covid-19 e nel comunicato si legge che "La cancellazione è stata fatta sul presupposto che a tutti coloro che avevano acquistato un biglietto per gli spettacoli sarebbe stato offerto un rimborso totale del prezzo del biglietto pagato". Questa cosa, però, non è avvenuta, dal momento che per quanto riguarda gli spettacoli italiani è stato approvato, appunto, la modalità dei voucher non solo per i concerti rinviati ma anche per quelli cancellati.

Le parole del promoter italiano e l'amarezza dei fan

A proposito del concerto e della scelta del Governo, a Fanpage.it il promoter Mimmo D'Alessandro dichiarò: "Secondo me il Governo nei nostri confronti si è comportato bene, noi non gli avevamo chiesto nulla, è stato il legislatore a decidere questa cosa dei voucher, che sono una boccata d'ossigeno. Voglio chiarire per bene, però, che quei soldi lì noi non li tocchiamo, sono soldi di chi ha acquistato il biglietto, non è che li andiamo a spendere soldi in altre cose, ci facciamo le vacanze". Evidentemente il cantante non la pensa così e nella nota si legge ancora: "I soldi provenienti dalla vendita dei biglietti in Italia sono esclusivamente trattenuti dai promoter locali. Abbastanza comprensibilmente, i fan di Paul McCartney sono fortemente amareggiati da questa tipologia di rimborso poiché hanno pagato per vedere un preciso spettacolo, non altri dello stesso promoter".

La risposta del promoter italiano

La D'Alessandro e Galli, a seguito della dichiarazione di Paul McCartney ha diramato una comunicazione in cui conferma che l'artista sapeva delle condizioni del Governo italiano: "

Abbiamo preso visione delle dichiarazioni di Paul McCartney da lui rilasciate questa mattina.

Comprendiamo pienamente l’amarezza dell’Artista che teneva a questi due concerti che avrebbero segnato il suo ritorno in Italia così come comprendiamo il suo dispiacere di fronte al disagio che i suoi fans dovranno sostenere non ricevendo un rimborso diretto bensì in voucher.

Questa formula di rimborso è una misura straordinaria di cui lo staff di Paul Mc Cartney era  perfettamente a conoscenza da prima della cancellazione e che, come è noto, è stata istituita dal Governo Italiano per far fronte a una crisi senza precedenti che rischiava di dare un colpo fatale all’industria della musica dal vivo e ai circa 400,000 lavoratori che ne fanno parte e che rischiano di non poter lavorare per un anno.

Crediamo che il Governo abbia identificato nel voucher lo strumento che garantisse il corretto bilanciamento tra la legittima delusione del fan che non potrà assistere ad un determinato concerto e l'esigenza vitale di sostenere l'intera filiera dello spettacolo.

Da parte nostra, per ridurre al massimo il disagio degli spettatori, a cui non faremo mai mancare il nostro rispetto, ci siamo già impegnati per il 2021 a recuperare quasi tutti gli spettacoli programmati per il 2020 e stiamo lavorando per aggiungerne altri, per offrire la più ampia scelta a coloro che dovranno spendere il voucher a seguito di un concerto cancellato.

[Edit: l'articolo è stato aggiornato con la dichiarazione del promoter italiano D'Alessandro e Galli]