"Sto bene, non si vede?" risponde Emma quando le chiediamo come va in questo tourbillon di promozione per l'uscita di "Fortuna". Ma ci tiene anche a specificare che in questo momento è come un bicchiere di cristallo, non ancora al 100%. Questo nuovo album, infatti, è uscito nonostante i problemi di salute che l'hanno seguita in queste ultime settimane, con la cantante ha dovuto affrontare ancora una volta la malattia con un'altra operazione; nonostante ciò non ha voluto fermare questo nuovo lavoro con cui festeggia i 10 anni di carriera. Un album che la vede spaziare molto nei suoni, dalla parte più rock incarnata dal primo singolo "Io sono bella", passando per le ballad, ma sempre con un mood pieno d'energia, ma anche da alcune strade nuove, come quelle in cui collabora con Franco126 ("Stupida allegria"), uno dei migliori, o quello con la coppia di produttori Frenetik & Orang3, senza scombussolare, però, quella che è la strada che ha percorso e ha costruito in questi anni. "Fortuna" è anche la canzone che apre quest'album, un vero e proprio manifesto, un fiume in piena scritto proprio da Emma che torna a vestire anche i panni di autrice. L'album ha vari produttori, con Dardust che la fa da padrone, porta la cantante in altri luoghi, affiancata da tanti amici e qualche pezzo che è potenzialmente una hit ("Quando l'amore finisce").

Ciao Emma, come stai?

Sto bene, non si vede? (Ride, ndr) Sta andando tutto bene, sono contenta di poter parlare del mio album, delle canzoni, della produzione, del sound, sto parlando di cose che mi appartengono, che sono mie.

Quando hai cominciato a lavorare a Fortuna?

Questo disco nasce da subito, perché l'anno scorso, a febbraio, marzo, ero in tour e intorno all'8 aprile ero a Los Angeles. Ci sono stata un mese e mi sono portata dietro dei provini, la penna e il taccuino, perché scrivo sulla carta, dovevo tirare subito fuori delle cose nuove. È un disco che è nato nel tempo, ho iniziato ad assemblare i pezzi, a farmi ispirare, e non è un caso che sia andata a Los Angeles, non perché fa cool ma perché ero dall'altra parte dell'Oceano, lontana da casa, dalle mie sicurezze, da ciò che mi apparteneva, dovevo sentire l'adrenalina e la paura di una grande metropoli e lì ho preso ispirazione.

Qual è la sfida che ti poni ogni volta che scegli le canzoni o ti metti a scrivere?

In realtà non mi pongo alcuna sfida, perché la musica non è una gara. Sono dieci anni che ho sempre detto che non mi piace etichettarmi, trincerarmi in uno stile, lascio che siano gli altri a farlo. Ho sempre detto che sono aperta a tutte le correnti di pensiero, a tutti gli stili, secondo me questo modo di fare mi pone nella condizione di ricevere le energie dall'esterno.

A proposito di non etichettarti, "Stupida allegria" con Franco126 è qualcosa che forse uno non si aspettava, come nasce?

Con Franco è nata da una serata a Milano, ci siamo incontrati per caso, ci siamo fatti un paio di Gin Tonic, abbiamo cominciato a parlare, a conoscerci, quasi a vomitarci addosso pensieri, i sentimenti che abbiamo per Roma, per la nostra vita, per l'amore, per la bellezza e il giorno dopo ha scritto "Stupida allegria". Non è un pezzo nato da un accrocchio discografico, da una richiesta delle etichette, ma dal fatto che ci siamo incontrati e ci siamo trovati e così con tutti gli altri autori. Io parto sempre dalla persona, per poi arrivare alla musica: questo disco è fatto di esperienze, è la somma di tutto quello che ho fatto prima e di tutto quello che spero di poter fare nel futuro.

"Quando l'amore finisce" è un potenziale singolo,  ma questo già lo sai, no?

Beh, spero di sì, a me è un pezzo che piace da morire, qui arrivano gli Ex-Otago, qualcuno potrebbe dire che loro non c'entrano con me, ma io con quest'album dimostro che l'importante è l'attitudine con cui ci si avvicina alle persone, ai suoni, alle canzoni, io mi sento benissimo con questa canzone degli Ex-Otago.

Giudizi dati da chi non ti conosce, perché altrimenti i tuoi ascolti sono abbastanza noti, lo hai dimostrato anche con le scelte passate, penso a Colapesce e Dimartino, per dire.

È un'attitudine che sta uscendo di più perché ho bisogno di trovare il mio tempo e il mio spazio, di capire, perché se segui correnti a caso perché va di moda seguirli a un certo punto ci si perde. Prima radico me stessa in quello che voglio essere poi mi lascio trasportare dalle correnti, dai nuovi suoni, dai nuovi generi, prima devo capire perché, però. Devo chiedermi perché la voglio fare e dove voglio andare a parare.

E hai un'idea di dove vuoi andare a parare?

No, proprio questo è il bello, io non voglio andare da nessuna parte, voglio semplicemente andare, viaggiare, dove mi porteranno gli incontri e le coincidenze. Spero di non arrivare mai da nessuna parte, perché se no il viaggio finisce e non c'è più nulla da raccontare. Ogni volta che vado non viaggio coi paraocchi, ma come una turista, di quelle con lo zainetto, senza bussola e senza mappe, questo ti dà modo di perderti, perché perderti serve a ritrovarti e scopri le cose che magari su una strada diritta non avresti trovato.

E questa tua voglia di scoperta ti ha portato a questa amicizia con Elisa che ti ha regalato ‘Mascara'…

Assolutamente, lei mi ha chiamato e mi ha detto che aveva scritto un pezzo per me, ‘se ti piace mi fa piacere se no va bene lo stesso' mi ha detto. Le ho risposto che non c'erano dubbi sul fatto che potesse piacermi, quindi così è nata Mascara e abbiamo lasciato volutamente le sue voci nei cori, quindi c'è anche un pezzo di lei e del suo cuore.

"Io sono bella" in qualche modo dà la sfaccettatura rock. Ti sei mai posta il problema che si senta troppo Vasco?

No, no, c'è Vasco ma c'è nella misura in cui ha voluto raccontare Emma, ha avuto una sensibilità nel parlare di me che è fortissima, come se mi avesse rubato le parole dalla bocca. Poi è giusto che si senta Vasco, anzi ho fatto il possibile, perché questa è la cosa bella, che Emma canta Vasco e Vasco racconta Emma. Non c'è cosa più bella che potesse capitarmi a livello musicale.

Il lavoro con Dario Faini (Dardust) come è andato?

Dario è sempre stato presente nei miei dischi, partiamo da una conoscenza decennale; con lui ho scritto due canzoni, "Alibi" e "Fortuna". Ha ascoltato molto quello che avevo da dire, mi sono trovata benissimo, ma mi sono trovata benissimo con tutti i produttori dell'album, perché finalmente in questo disco c'è una quadra perfetta in cui tutte le sfaccettature vengono fuori: con Dardust ne viene fuori una, con Mattioni ne viene fuori un'altra, Elisa e Rigonat hanno fatto un altro lavoro, Frenetik & Orang3 con "Dimmelo veramente" un altro lavoro ancora, insomma è un disco che trova una quadra di tutto quello che abita dentro di me.

"Più dite male, più mi va bene", canti in "Fortuna", pezzo che mi pare riassuma anche la tua voglia di dire, ancora una volta, "non mi rompete le scatole".

Esattamente, anzi in realtà è un rompetemele anche, tanto non me ne frega niente. Mia nonna diceva sempre di non sputare in aria che ti torna in faccia, ed è così, quando le persone ti dicono male e non te lo meriti poi il karma gira. Nonostante siano state dette tante cose bellissime, ce ne sono state altre orrende, io ho fatto in modo che restassero solo quelle positive e quelle orrende me le sono fatte scivolare addosso, anzi mi hanno fatto tirare fuori la voglia di dimostrare che niente può farmi male.

Quanto ti senti fortunata?

Io mi sento molto fortunata, ma mi sono messa nella condizione di esserlo, ho lavorato e lavoro tutti i giorni non tanto per essere fortunata, ma per trovare la mia dimensione, per avere il mio tetto sulla testa in qualsiasi posto in cui sia. La fortuna non ti bussa alla porta, devi andare un po' a cercartela, andando oltre il limite consentito, devi sacrificare molto di te e della tua vita, ti devi mettere in gioco tanto, giocandoti la pelle, poi qualcosa torna.

Ultimamente hai detto che se non ci fosse stato l'obbligo della cancellazione del concerto di Malta non avresti detto nulla dell'operazione. In quei giorni sui tuoi social è successo un po' di tutto.

Guarda, sono una persona molto equilibrata, ho imparato a dare peso alle cose che mi vengono dette e scritte, a volte mi feriscono perché c'è troppa durezza e cattiveria, ma nella vita ho visto cose più serie, quindi l'insulto sui social sta all'ultimo posto della priorità dell'interesse nella mia vita.

Quanto ha cambiato quello che è successo con i programmi? Non hai ritardato l'album, ad esempio.

No, non ho voluto, non mi andava, è un album troppo bello, non poteva aspettare, perché ho valutato tutto e sapevo di potercela fare, non sono al 100% delle mie capacità, lo ammetto, mi stanno facendo fare le cose con la calma imposta dai medici, però no, non volevo ritardare l'uscita. Sono troppo orgogliosa di questo lavoro.

Hai scritto qualcosa in queste settimane?

Sì, io appunto sempre, ho sempre il telefono pieno di note quando non ho appresso il quadernetto. Magari farò un album subito dopo, chissà.

Intanto ti sei presa spazio per farti il regalo del compleanno

Farò questo compleanno all'Arena di Verona sperando, dopo 10 anni, di poter fare io dei regali ai fan. Ci saranno dei momenti meravigliosi, il pensiero è quello di recuperare delle vecchissime hit rivestite e reinterpretarle e questa sarà la cosa stupenda.

Dai, dammi un titolo, qualcosa che i fan non si aspettano.

Ah, i miei fan si aspettano tutto, sono dei geni del male, però siccome controllo i social so quali sono i titoli dei vecchissimi album che loro mi hanno richiesto, quindi troveranno quello che mi hanno sempre chiesto in questi anni, finalmente ho modo di poter dare loro quello che vogliono.

Senti, ma dopo dieci anni è scaduto il ticket del  pregiudizio nei tuoi confronti? Senti che qualcosa è cambiato?

Guarda lo spero, il pregiudizio è un problema degli altri. Spero che si sia definitivamente fatto brillare in aria questo pregiudizio, ma lo spero per chi ancora pensa di poterne avere ancora uno nei miei confronti, perché altrimenti c'è un problema serio. In questi dieci anni penso di aver dimostrato a me stessa e agli altri di che pasta sono fatta. Sono salita sul palco con i più grandi, da Franco Battiato a Renato Zero, Pino Daniele, Fiorella Mannoia, Eros Ramazzotti, sono stata invitata da Francesco De Gregori, Vasco mi ha scritto una canzone, se avete un pregiudizio nei miei confronti è un cazzo di problema vostro non mio.

L'hai nominato e non posso non chiedertelo: l'hai ascoltato l'ultimo singolo di Battiato? Che sensazione ti ha dato?

Che Battiato è sempre Battiato, qualsiasi cosa canti, meno male che abbiamo avuto uno come lui per capire che cos'è veramente una canzone, un testo. Poi umanamente è una persona che mi ha dato tantissimo.

Dicevi che i concerti non li farai, ma farai gli instore che comunque richiedono un grosso impegno. Come ti muoverai?

Cercheremo di fare le cose nel migliore dei modi per accontentare tutti, ma spero che le persone abbiano la capacità di rendersi conto che non è passato neanche un mese dall'intervento e avranno la sensibilità di fare le cose con calma, perché sono in piedi, certo, però non sono più la camionista ma un bicchierino di cristallo, molto delicata. Sono sicura che la gente avrà il rispetto e la sensibilità di capire che è vero che sto in piedi ma ho bisogno del mio tempo per tornare a essere quella di prima pronta a fare qualsiasi cosa.