Neanche Gianni Morandi esce indenne dalla presa di posizione sulla tragedia che ha colpito un barcone di migranti naufragato al largo della costa libica. La mitezza del cantante non serve a limitare una fila di commenti indignati per le sue parole di comprensione e memoria. Eppure Morandi non aveva fatto altro che ricordare come una volta eravamo noi italiani i protagonisti di viaggi verso terre lontane in cerca di una vita che non fosse mera sopravvivenza: parole di pace che neanche i suoi fan hanno capito, accecati dal razzismo, alcuni (ma guai a dirglielo), dal ‘terrore' (non giustificato da alcun dato) dello straniero che viene in Italia per ‘prendersi il nostro lavoro' e ‘rubare'.

A proposito di migranti ed emigranti, non dobbiamo mai dimenticare che migliaia e migliaia di italiani, nel secolo scorso, sono partiti dalla loro Patria verso l'America, la Germania, l'Australia, il Canada… con la speranza di trovare lavoro, un futuro migliore per i propri figli, visto che nel loro Paese non riuscivano ad ottenerlo, con le umiliazioni, le angherie, i soprusi e le violenze, che hanno dovuto sopportare! Non è passato poi così tanto tempo…

E ci vuole coraggio, in un paese come il nostro, in cui l'argomento polarizza senza lasciare spazio a zone grigie, a prendere posizione. Farlo vuol dire, spesso, porgere il viso a critiche, quando va bene, e insulti. Lo sanno bene i Nobraino, band molto meno conosciuta che è diventata ‘caso nazionale' per un post in cui usavano parole ‘ironiche' e fraintendibili per denunciare le politiche europee sui migranti (argomento che l'autore del post, come si è saputo poi, conosce molto bene).

E infatti, tra i big, sono pochi quelli che si sono permessi di scrivere anche una sola parola. Non un'accusa, ovviamente, ma una semplice constatazione. Tra i cosiddetti big, il primo a farlo è stato Marco Mengoni che poco dopo la tragedia scrisse:

Questa tragedia del Mediterraneo, la più grande di sempre, ha colpito tutti. Esseri umani rinchiusi in una stiva che diventano numeri, morti in fondo al mare, persone uguali a noi dimenticate, solo perché in cerca di libertà. Che questa strage ci ricordi che non può diventare normale, morire di speranza e disperazione. Davvero.

Forse  a causa del pubblico diverso i commenti sono di tutt'altro genere rispetto a quelli del collega. Tutti d'accordo col cantante di Ronciglione che nel suo ultimo singolo "Esseri umani" canta:

"Credo negli esseri umani. Credo negli esseri umani. Credo negli esseri umani che hanno coraggio, coraggio di essere umani (…). L’amore, amore, amore ha vinto, vince, vincerà"

L'ultima, in ordine di tempo a spendere una parola per quei morti è Giorgia che, molto semplicemente, ma in maniera molto efficace, scrive:

se ne può dibattere o meno, avere un'idea o non essere d'accordo, ma resta il fatto che se fossimo noi al loro posto adesso saremmo morti.

Anche quelli di Giorgia sono commenti perlopiù a favore della cantante, benché non manchino le critiche e il classico "prima gli italiani".