Marco Mengoni continua a mettere la firma, oltre che alle proprie canzoni, anche ai video e se i risultati sono quelli di "Guerriero", probabilmente non fa male. Dopo un'anteprima venerdì, da ieri il video di "Esseri umani" è sul canale YouTube del cantante e chissà se raggiungerà i 16 milioni di visualizzazioni raggiunti dal precedente. Il pezzo è incluso, ovviamente, in "Parole in circolo", il primo capitolo di un progetto più ampio, uscito il 13 gennaio e subito balzato in testa alle classifiche, raggiungendo la certificazione platino in un paio di settimane. Mengoni torna, a modo suo, a indagare il concetto di identità e di apparenza. Il video, girato da Cosimo Alemà, si rifà molto da vicino al testo del brano, che riflette, appunto, sulle identità delle persone e sulla bisogno di non fermarsi alle apparenze.

Il video comincia con la definizione del verbo essere ("1) Esprime la realtà, il puro esistere di qualcuno o qualcosa 2) Esistere come pura essenza, aldilà di terminazioni di tempo, spazio e luogo"), mentre il testo parte con "Oggi la gente ti giudica, per quale immagine hai, vede soltanto le maschere, non sa nemmeno chi sei. Devi mostrarti invincibile, collezionare trofei", che dà perfettamente l'idea di dove vuole andare a parare il ragazzo di Ronciglione, che ne ha fatta di strada sia dalla vittoria di X Factor che da quella di Sanremo, riuscendo, in pochi anni, ad affermarsi come uno dei cantanti più amati del panorama, come dimostrano anche i numeri del suo ultimo album (sottolineato da un'infografica che proprio il cantante ha postato sul suo profilo Facebook qualche giorno fa). Bisogna ricordare sempre che non è l'apparenza a definire qualcuno, continua il cantante che nel video ha voluto usare il topos della maschera, dipingendo metà viso degli attori in modo da renderne difficilmente riconoscibili i tratti originali: "Anche gli ‘esseri umani' che lo osservano, indossano una maschera che trasforma il volto per metà, quasi a voler dimostrare che siamo tutti uguali nel voler nascondere agli altri ciò che siamo veramente. E poiché da parte delle persone che ci circondano non arriva un’intenzione di ricerca maggiore, il protagonista a fine giornata si spoglia dei suoi abiti e rimane solo, ma sempre con la maschera sul volto".

Per abbattere tutte le barriere, nel video viene utilizzato anche il linguaggio dei segni, così da non discriminare nessuno.