Galeotto fu il momento in cui Miley Cyrus, nella fase più scapestrata della carriera, ben pensò di "twerkare" accanto a Robin Thicke con indosso un bikini in lattice. Era il 2013, era il palco degli MTV Music Award, nessuno lo avrebbe più scordato. Forse la ragazzina che fino a poco tempo prima vestiva i panni innocenti di Hannah Montana, non pensava che quel movimento di cosce sarebbe diventato iconico. Tanto, al punto di non riuscire a levarselo più di dosso come un'etichetta, un marchio di fabbrica. Il videoclip di "We can't stop" tra twerk e feste delirio in piscina fu un successo. Qualche anno dopo Miley Cyrus in un'intervista al Harper’s Bazaar racontò di essersi sentita sessualizzata: "È diventata una cosa che la gente si aspettava da me. E io non volevo essere la ragazza che andava agli shooting fotografici e doveva per forza tirare fuori il seno o la lingua". Eppure si può dire che da quel momento il "twerk", di fatto un genere di danza, è diventato una moda, un fenomeno planetario che fa rima con sensualità. In Italia Elettra Lamborghini, che ha conquistato la fama di "Twerking Queen", è riuscita a portarne un piccolo accenno anche sul palco di Sanremo senza generare polemiche anzi, strappando un sorriso.

Che cos'è il twerking: le origini tribali

Prima di diventare un fenomeno mainstream, il "twerking" nasce dalle danze tribali della Costa d'Avorio, come un vero e proprio rito delle donne per invocare la fertilità, che incontrano la più nota danza del ventre. Con le deportazioni di schiavi in America quei movimenti arrivano a New Orleans, nei club, per le strade e, molto tempo dopo, in rete. Negli anni '90 il dj Jubilee rappava "Twerk baby, twerk baby, twerk twerk twerk”. Nel 2014 una regista italoamericana, Dina "Spaghetto" Manfredi, realizzò persino un documentario sul twerking, "Twerumentary".

Tutti pazzi per il twerk, da Nicki Minaj a Serena Williams

A spingere l'idea del twerking oltre i limiti del pudore, ci ha pensato Nicki Minaj, la rapper di origini caraibiche dalle curve vertiginose che ha fatto delle movenze hot del suo lato b un vero punto di forza. Lo abbiamo visto prima nel video di "Twerkit", con Busta Rhymes e prodotto da Pharrell Williams, ma soprattutto in quello di "Anaconda". La scenografia è proprio quella di un rito tribale, le ballerine sono belle e provocanti come amazzoni ed è un tripudio di messaggi subliminali e richiami all'immaginario sessuale, a partire dal titolo della canzone. Di twerking altrettanto sensuali ce ne sono stati, come quello di Rihanna e del suo indimenticabile "Work, work, work, work.." nel videoclip con Drake. È diventato tanto virale da sconfinare il mondo della musica: la campionessa di tennis Serena Williams ne era ossessionata e ha messo online parecchi video in cui dava lezioni di sexy movimenti di glutei.

Elettra Lamborghini "Twerking Queen"

"Papà voleva chiamarmi Selvaggia, la mamma Angelica. Alla fine hanno scelto Elettra. Aveva ragione papà". È esplosiva e sensuale la nipote del fondatore della casa automobilistica bolognese, che quest'hanno è arrivata fin sopra il palco dell'Ariston a cantare il suo singolo "Musica (e tutto il resto scompare)". Elettra Lamborghini del suo appellativo ne ha fatto un album, oltre che un programma televisivo su MTV, dal titolo "Twerking Queen", di cui fanno parte i suoi maggiori successi come "Pem Pem". I videoclip sono coreografie di twerking in cui, tra ville con piscina e auto costose, le ballerine scuotono i fianchi a suon di reggaetton, per nulla lontani da quelli delle colleghe americane. Non a caso "Mala" è stato concepito, registrato e prodotto all'Hit Factory di Miami, in collaborazione col team di Cash Money, etichetta americana che ha lanciato tra i tanti anche Nicki Minaj.