Chi è Bugo? Chiederselo è come chiedersi che cos'è la musica indie, perché Cristian Bugatti, in arte Bugo, è tra i veterani del cantautorato indie. E, anche quando questo genere è diventato gradualmente mainstream, Bugo ha sempre agito da outsider, nel senso migliore del termine, ovvero continuando a fare quello che voleva e scrivendo canzoni come "Mi sono rotto i coglioni", "Me la godo", "Che diritti ho su di te". E questa presentazione è probabilmente caratteristica anche del suo atteggiamento: durante la quarta serata di Sanremo 2020, infatti, Bugo ha abbandonato il palco dell'Ariston a seguito di diverse incomprensioni con Morgan, che ha deciso improvvisamente di cambiare il testo della canzone. La sua scelta è stata seguita dalla squalifica dal Festival. Quest'anno Bugo parteciperà ancora una volta al Festival di Sanremo con la canzone "E invece sì", un brano che "racconta che le cose impossibili si possono fare; i sogni si possono realizzare a 40 anni, come a 50 o 60 e oltre"

Chi è Bugo

Nato in una famiglia di non musicisti, Bugo apprende a suonare la chitarra durante il servizio militare, nel 1992, poco dopo aver cominciato a interessarsi al mondo della musica grazie ad alcuni amici di Rho, come recita la sua biografia. Tornato dal servizio militare fonda una band, i Quaxo, ma la sua strada è da solista e così si trasferisce a Milano, frequentando soprattutto gli ambienti indipendenti e alternativi dove comincia a farsi un nome. Un nome che arriva anche alle orecchie delle major e così nel 2002 firma per la Universal, pubblicando cinque album. La sua voglia di mettersi sempre in gioco, lo porta a sperimentare varie strade e a farsi riconoscere soprattutto come performer. Nel 2015 firma con Carosello e pubblica l'Ep "Arrivano i nostri", mentre nel 2016 arriva "Nessuna scala da salire", seguito nel 2018 dalla raccolta in chiave rock di, appunto, "RockBugo". Il 2020 è un anno di svolta per il cantante che esordisce a Sanremo con Sincero, litiga con Morgan, e pubblica singoli come "Mi Manca" e "Quando Impazzirò".

La partecipazione a Sanremo 2020 con Morgan

Il duetto tra Bugo e Morgan è forse una delle cose per cui verrà ricordata l'edizione 2020 del Festival. Il video del litigio dei due sul palco, in diretta, è diventato il video più visto dell'anno, oltre a un vero e proprio meme che ci ha accompagnato in tutto il 2020, diventando anche una barra della canzone che Willie Peyote porterà al festival nel 2021. Un litigio che è diventato un leit motiv del 2020 portando molti a chiedersi se i due abbiano o meno fatto pace. La risposta non è nota, ma si sa che Morgan non ha preso bene l'esclusione da questa edizione, a vantaggio del collega.

Il brano con cui Bugo esordì sul palco dell'Ariston era "Sincero" ed è stato scritto assieme a Morgan e Andrea Bonomo che ne ha scritto la musica assieme a Simone Bertolotti. La canzone ha ricevuto ottime recensioni dai giornalisti ed è andata bene anche in radio. Un pezzo che non si discosta molto dall'attitudine pop e cantautorale sia di Bugo che di Morgan, che su quel palco volevano portare la loro sensibilità e anche la loro lettura del pop italiano contemporaneo. Il brano è il racconto della differenze tra la realtà e le apparenze, giocando su una serie di luoghi comuni, borderline tra verità e presa in giro: "Volevo fare il cantante delle canzoni inglesi (…) vestirmi male e andare sempre in giro e invece faccio sorrisi ad ogni scemo".

Perché Bugo si chiama così

Ma Bugo è un nome d'arte? No, come spiega lo stesso Cristian in un post su Instagram: "Mi chiamo Cristian. Ma da quando ero bambino tutti mi chiamano Bugo, dal mio cognome Bugatti. Non definisco Bugo un nome d’arte, perché non è inventato. È un diminutivo “amichevole”, e per questo motivo quando ho iniziato a fare musica mi sembrava naturale utilizzare il nome Bugo, semplice naturale amichevole facile. Dopo 20 anni di carriera (il mio primo album è del 2000), ho deciso di partecipare con Morgan a Sanremo per ragioni sia sentimentali che artistiche".

Bugo a Sanremo 2021 con E invece sì

Bugo torna a Sanremo con "E invece sì", una canzone che rientra nella sua sfera più amata quella del pop e della musica classica. Scritta assieme ad Andrea Bonomo e Simone Bertolotti, "E invece sì è una canzone che ha "un taglio classico, rientra nel genere musica leggera italiana – spiega in un'intervista per la Rai -. Porterò il mio entusiasmo, la voglia di fare e divertirsi, è proprio vero che deve essere rinascita e spero che le persone, guardando il festival ritrovino questo entusiasmo.