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Festival di Sanremo 2020

Il significato di Eden, il brano di Rancore a Sanremo 2020

Tra i cantanti in gara a Sanremo 2020 c’è Rancore, uno dei volti più noti della scena rapper italiana. Il trentenne romano presenta il singolo “Eden”, un vero e proprio excursus nella storia dell’umanità, analizzata nelle sue debolezze, in continuo reinventarsi e distruggersi. Sul palco del Festival, Rancore arriva per la seconda volta, infatti, nel 2019 vi partecipò in coppia con Daniele Silvestri portando il brano “Argento Vivo”, molto apprezzato anche dalla critica.
A cura di Ilaria Costabile
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In un Festival aperto anche al rap, quello condotto da Amadeus, non stupisce quindi di trovare anche il nome di Rancore, uno dei volti noti della musica contemporanea. Il cantante romano si presenta a Sanremo 2020 con il brano "Eden", di cui è anche autore. Un testo interessante in cui il ritmo incalzante tipico della musica rap si adegua perfettamente alla critica pungente della nostra società.

Di cosa parla "Eden": la spiegazione del significato

Un insieme di concetti, giudizi e riflessioni sull'evoluzione della società ancora legata in schematismi e credenze, questo è descrivere in sommi capi "Eden", il brano che identifica Rancore in questa  70esima edizione di Sanremo. Il racconto biblico della creazione e del disfacimento dell'uomo prende delle pieghe contemporanee che raccontano gli orrori e le brutture di un mondo che non ha saputo salvarsi. Si passa dall'11 settembre all'era della tecnologia che ha sporcato la visione candida e paradisiaca della vita ai suoi albori, un'era in cui tutto sembra e niente è davvero reale. Un brano sapiente, dove le esperienze dell'umanità nelle varie epoche che ha attraversato sembrano ripetersi sempre uguali. Un Eden quello di Rancore, che attesta continuamente la sua primordialità, in cui le conseguenze delle scelte fatte si ripercuotono su ogni singolo individuo: "Se ogni scelta crea ciò che siamo, che faremo della mela attaccata al ramo". 

Il testo di "Eden"

Questo è un codice, codice
Senti alla fine è solo un codice, codice
Senti le rime è solo un codice, codice
Su queste linee solo un codice
L’11 settembre ti ho riconosciuto
Tu quando dici, grande mela è un codice muto
Tu vuoi nemici, sempre, se la strega è in Iraq
Biancaneve è con i sette nani e dorme in Siria
Passo ma non chiudo!
Cosa ci hai venduto?
Quella mela che è caduta in testa ad Isaac Newton
Rotolando sopra un iPad oro
Per la nuova era
Giù nel sottosuolo o dopo l’atmosfera
Stacca, mordi, spacca, separa
Amati, copriti, carica, spara
Stacca, mordi, spacca, separa
Amati
Carica
Noi stacchiamo la coscienza e mordiamo la terra
Tanto siamo sempre ospiti in qualunque nazione
Chi si limita alla logica è vero che dopo libera la vipera alla base del melo
Che vuole…
Quante favole racconti che sappiamo già tutti
Ogni mela che regali porta un’intuizione
Nonostante questa mela è in mezzo ai falsi frutti è una finzione
E ora il pianeta terra chiama destinazione
Nuovo aggiornamento, nuova simulazione
Nuovo aggiornamento, nuova simulazione
Come l’Eden
Come l’Eden
Come l’Eden, prima del ‘ta ta ta’
Come prima quando tutto era unito
Mentre ora cammino in questo mondo proibito
Come l’Eden
Come l’Eden
Come l’Eden, prima del ‘ta ta ta’
Quando il cielo era infinito
Quando c’era la festa e non serviva l’invito
Dov’è lei? Ora, dov’è lei?
Se ogni scelta crea ciò che siamo
Che faremo della mela attaccata al ramo?
Dimmi chi è la più bella allora dai, giù il nome
Mentre Paride si aggira tra gli dei ansiosi
Quante mele d’oro nei giardini di Giunone
Le parole in bocca come mele dei mafiosi
E per mia nonna ti giuro
Che ha conosciuto il digiuno
È il rimedio più sicuro
E toglierà il dottore in futuro
Il calcolatore si è evoluto
Il muro è caduto
Un inventore muore nella mela che morde c’era il cianuro
Questo è un codice, codice
Senti alla fine è solo un codice, codice
Senti le rime
E dopo
Stacca, mordi, spacca, separa
Amati, copriti, carica
Ancora
L’uomo è dipinto nella tela
Ma non vedi il suo volto è coperto da una mela
Si, solo di favole ora mi meraviglio
Vola
La freccia vola
Ma la mela è la stessa
Che resta in equilibrio
In testa ad ogni figlio
Come l’Eden
Come l’Eden
Come l’Eden, prima del ‘ta ta ta’
Come prima quando tutto era unito
Mentre ora cammino in questo mondo proibito
Come l’Eden
Come l’Eden
Come l’Eden, prima del ‘ta ta ta’
Quando il cielo era infinito
Quando c’era la festa e non serviva l’invito
E se potessi parlare con lei da solo cosa le direi
Di dimenticare quel frastuono
Tra gli errori suoi
E gli errori miei
E guardare avanti senza l’ansia di una gara
Camminare insieme sotto questa luce chiara
Mentre gridano
Guarda, stacca, mordi, spacca, separa
Amati, copriti, carica, spara
Amati, copriti, carica
‘Ta ta ta’
Come prima quando tutto era unito
Mentre ora cammino in questo mondo proibito
Come l’Eden
Come l’Eden
Come l’Eden, prima del ‘ta ta ta’
Quando il cielo era infinito
Quando c’era la festa e non serviva l’invito
Dov’è lei?
Ora, dov’è lei?
Se ogni scelta crea ciò che siamo
Che faremo della mela attaccata al ramo?
Se tu fossi qui
Cosa ti direi
C’è una regola
Sola
Nel regno umano
Non guardare mai giù se precipitiamo
Se precipitiamo

Rancore a Sanremo 2020

La partecipazione di Rancore al 70esimo Festival di Sanremo è stata annunciata in via ufficiale il 31 dicembre. È la seconda volta per il rapper sul palco dell'Ariston, infatti nel 2019 aveva duettato accanto a Daniele Silvestri con il brano "Argento Vivo" che giunse in classifica al 6° posto, facendo però incetta di premi con la conquista del Premio della Critica, il Premio della Sala Stampa Lucio Dalla e il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo. In questi anni il rapper ha intensificato le sue collaborazioni con altri esponenti del genere, come Mezzosangue, o Dj Myke con cui ha pubblicato un disco nel 2012. Si ricorda anche il brano "Ipocondria", edito nel 2018, diventato famoso per il video illustrato da Zerocalcare.

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