Festival di Sanremo 2020
5 Febbraio 2020
20:59

Il significato di Gigante, la canzone di Piero Pelù a Sanremo 2020

Il testo e il significato di Gigante, la canzone di Piero Pelù in gara a Sanremo. Il cantautore toscano sale per la prima volta sul palco dell’Ariston, festeggiando i 40 anni di carriera e portando la canzone “Gigante”, dedicata a suo nipote. Un brano intriso d’amore che è quasi un inno, un incoraggiamento a non arrendersi e lottare, non solo con la forza, ma anche con la fantasia contro un mondo difficile.
A cura di Ilaria Costabile
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Festival di Sanremo 2020

Piero Pelù si presenta per la prima volta sul palco del Festival di Sanremo questa sera. Nella seconda serata di Sanremo 2020 Pelù porta sul palco dell'Ariston la canzone "Gigante", dedicata a sua nipote. Il brano è scritto e musicato di suo pugno, supportato dalla sensibilità musicale di Luca Chiaravalli. Una canzone in cui l'anima rock del cantautore emerge in un testo deciso e volitivo, che si propone di incoraggiare, dare fiducia e forza ad un'anima fragile e ancora in fase di crescita e formazione, come può essere quella di un bambino. Ecco il testo e il significato di "Gigante", la canzone di Piero Pelù in gara a Sanremo 2020.

Di cosa parla "Gigante": la spiegazione del significato

Un vero e proprio inno di incoraggiamento, uno sprone a non perdere mai la speranza, nonostante il mondo sia difficile da affrontare, nonostante le difficoltà, questo è il cuore di "Gigante", il brano che Piero Pelù ha scelto per il Festival di Sanremo. "Spingi forte, spingi forte salta fuori da quel buio crescerai aprendo porte tutti i giorni": il cantautore toscano non tradisce la sua grinta e parla, seppur in versi, a suo nipote di un mondo in cui è necessario armarsi e lottare e usando tutte le forze necessarie.

Un amore viscerale quello che lega Piero Pelù a suo nipote, un sentimento totalizzante che ricorda vagamente l'appartenenza ad una fede, come si evince dal ritornello : "Tu sei il mio Gesù, la luce sul nulla mio piccolo Buddha". E come tale non c'è niente che possa essergli proibito, come canta il cantante toscano, nulla che non possa conquistare, nulla che la sua mente non possa alimentare con la fantasia, lo strumento che ognuno di noi dovrebbe usare per sconfiggere le proprie paure, per dissimulare le proprie insicurezze. Ma in questa dolce dedica in musica, Pelù non dimentica di rivolgersi ad un bambino e invoca allora l'immaginazione, la capacità di poter volare e superare i confini imposti dalla società e lottare servendosi di tutti i mezzi, anche fantastici, che può pensare.

Il testo di "Gigante"

Spingi forte spingi forte salta fuori da quel buio
Crescerai aprendo porte tutti i giorni stare pronti
Tu sei molto di più di quello che credi di quello che vedi
Tu sei il mio Gesù la luce sul nulla, un piccolo Buddha
Niente di proibito tu sei benvenuto al mondo mondo
È come una giostra la mente
Tu sei il re di tutto e di niente gigante
Niente di proibito sei pronto a cavalcare il mondo? Mondo
Fatti il tuo castello volante
Con la fantasia di un bambino… gigante
Cavalcare draghi e mostri già ti penso dacci dentro
È un mestiere che conosco tutti i giorni stare pronti
Tu sei molto di più di quello che credi di quello che vedi
Tu sei il mio Gesù la luce sul nulla mio piccolo Buddha
Niente di proibito tu sei benvenuto al mondo, mondo
È come una giostra la mente
Tu sei il re di tutto e di niente… gigante
Niente di proibito sei pronto a cavalcare il mondo, mondo
Fatti il tuo castello volante
Con la fantasia di un bambino… gigante
Tu sei molto di più di quello che vedi di quello che credi
Sei il mio asso
Tu sei il mio Gesù la luce sul nulla mio piccolo Buddha
…Il tuo non è un pianto è il tuo primo canto ehi!
Oh eh oh eh
Niente di proibito tu sei benvenuto al mondo, mondo
È come una giostra la mente
Tu sei il re di tutto e di niente… gigante
Spacca l’infinito e rubagli un minuto al mondo, mondo
Per fare un castello volante
Con la fantasia di un bambino… gigante
Gigante…

Piero Pelù a Sanremo 2020

L'ex leader dei Litfiba, quindi, sale per la prima volta nella sua carriera come cantante in gara nella 70esima edizione del Festival di Sanremo, condotta da Amadeus. Nel 2001 fu chiamato come ospite speciale, sorte che gli toccò nel 2018, quando duettò con Claudio Baglioni in un tributo a Mogol e Lucio Battisti, cantando "Il tempo di morire". Il 2018 è l'anno del suo ritorno in tournée con "Warm up tour" accompagnato dai Bandidos, la sua band di supporto. Il tour fu un successo, tanto da fargli guadagnare il riconoscimento del "Rockol Awards 2018", per il miglior live di un artista italiano.

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