Bruce Springsteen (ph Danny Clinch)
in foto: Bruce Springsteen (ph Danny Clinch)

Bruce Springsteen ha raccontato il suo nuovo album "Letter to you", in uscita il prossimo 23 ottobre, con la collaborazione dopo 8 anni della E Street Band. Il cantante ha rivelato che la scintilla che ha fatto partire il disco, ma soprattutto il legame con l'Italia, tra le zie di Vico Equense e il concerto a Napoli del 2013. Infine ha parlato anche di Trump e delle prossime elezioni, un incubo che l'artista si vuole scrollare di dosso. Una confessione sulla delusione per il mancato tour e l'arrivo del docu-film dell'album, che riprende i momenti della registrazioni e alcuni spazi personali del cantante.

Com'è nato il disco

Bruce Springsteen ha raccontato il nuovo album "Letter to you", in uscita il prossimo 20 ottobre, un progetto che nasce dopo una visita fatta nell'estate del 2018 all'amico George Theiss, leader dei Castiles, formazione giovanile di Springsteen. La visita all'amico malato, anticipò di qualche giorno il decesso, lasciando l'artista l'unico membro rimasto in vita. Proprio la prima canzone si intitola "Last Man Standing", con riferimenti alla sua giovinezza e a quello che gli ha insegnato nel corso della sua carriera. Dal primo singolo del disco, alla collaborazione con la "E Street Band", un percorso lungo anni, ma che aveva avuto una pausa di otto anni dall'ultima produzione insieme. Proprio la loro intesa sarà protagonista del docu-film che verrà pubblicato con l'album, una sorta di narrazione di tutte le fasi di registrazioni, avvenute nel ranch di Springsteen. Una scelta che sembra andare incontro anche all'impossibilità dei live, qualcosa che ha reso molto triste il cantante, fermato anche prima dell'annuncio del tour.

Il rapporto con l'Italia

C'è anche un po' di Italia nel prossimo album di Bruce Springsteen, e ce ne sarebbe dovuta essere altra, come le quattro date a Milano. Il tour dell'album "Letter to You", infatti sarebbe dovuto partire dal capoluogo lombardo con quattro date sold-out, con una grande emozione della band che aveva brindato alla notizia, una scena ripresa nel docufilm in anteprima su Apple Tv il giorno dell'uscita del progetto. Durante il racconto, Springsteen ha anche ricordato il concerto a Napoli del 2013, con un pubblico incredibile che cantava anche le parti quasi nascoste di "Rosalita". Una terra speciale, quella campana per il cantante americano, che ha origini materne a Vico Equense, luogo da cui provengono la madre, e le zie Dora e Ida. L'Italia che invece rientra nell'album, è quella rappresentata dal suono della chitarra utilizzata durante le registrazioni da Springsteen. Lo strumento musicale gli è stato regalato da un fan italiano, che gliel'ha consegnata dopo uno show teatrale a Broadway. Springsteen ha commentato: "Pensavo volesse che gliela autografassi, invece me l’ha regalata. È rimasta un po’ in salotto. Un legno ottimo, un suono eccellente. L’ho presa in mano e in 10 giorni sono uscite le canzoni".

Trump e il movimento Black Lives Matter

Infine Springsteen ha voluto commentare anche il momento politico negli Stati Uniti, tra le proteste del movimento Black Lives Matter e la tornata elettorale del prossimo novembre. Sul movimento si è espresso con grande solidarietà, affermando che è un movimento in gran parte pacifico e che fa riflettere ancora sul problema razziale. Un contesto secondo il cantante, cresciuto attraverso l'esposizione razzista del presidente Donald Trump, personaggio descritto nel brano "Rainmaker" :"L’ho iniziata quando c’era Bush, ma sta meglio addosso a Trump perché parla di un demagogo e di cosa lega questi personaggi ai loro seguaci. L’ho messa perché mi sembrava adatta alla situazione attuale. Trump perderà e sarà la fine di un lungo incubo per la nazione. L’America resterà unita, nonostante le tensioni. Molto di quello che si vede in tv è frutto dell’isteria creata da una minoranza. La destra estrema è cresciuta perché Trump ha creato un clima che la fa sentire più forte: quando lui se ne andrà, tornerà sotto i sassi da cui è uscita strisciando".